Fukushima, altre 300 tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano

La TEPCO ammette la fuoriuscita di altre 300 tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima.JAPAN-NUCLEAR-DISASTER-ENVIRONMENT

La Tokyo Electric Power Co ha confermato una fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima, che, come è noto, è stata colpita dallo tsunami nel marzo del 2011. Non sono quindi solo 120 i litri di acqua sfuggiti al controllo, la stima iniziale è stata ottimista, perché in realtà, appunto sono 300 tonnellate. Si tratta del liquido che viene usato per raffreddare i reattori danneggiati. A ogni litro sono collegate emissioni di 80 bequerel, un livello altissimo e pericoloso, tanto che le autorità giapponesi che hanno competenza sul nucleare hanno classificato come incidente di livello 1 la fuga di acqua radioattiva. Il governo della Corea del Sud è molto preoccupato e vuole che da Tokyo spieghino questo sversamento.  Intanto la stessa TEPCO ha ammesso che molto probabilmente l’acqua ha contaminato il suolo, infatti sono state individuate delle pozzanghere con alti livelli di radioattività vicino ai bacini di stoccaggio dell’acqua. Già ieri la TEPCO ha dovuto comunicare un’altra grana con cui aveva avuto a che fare in questi giorni, ossia la contaminazione di due lavoratori. Due impiegati che erano in attesa dell’autobus all’esterno del centro operazioni, dove i livelli di radioattività sono bassi e non si usano le maschere per il viso, sono risultati contaminati, ma le particelle radioattive sono state eliminate dai loro corpi prima che lasciassero l’impianto. Dopo accurati esami è emerso che non c’è stata una contaminazione interna. Lo stesso fatto era accaduto la settimana scorsa ad altri dieci lavoratori che probabilmente erano stati contaminati da particelle che provenivano da una pompa usata per rinfrescare lo staff a causa del caldo di questo periodo.

Fonte: Rainews24, Reuters

 

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Inquinamento, fuori legge la metà dei laghi italiani

La Goletta dei Laghi di Legambiente presenta il bilancio finale della campagna 2013 frutto di 100 campionamenti effettuati in 16 bacini lacustri italiani: nel 51% dei casi i valori sono fuori norma  57115775-586x366

Anche la Goletta dei Laghi ha portato a termine la sua ottava edizione. La campagna nazionale di Legambiente per la salvaguardia e la valorizzazione dei bacini lacustri, realizzata con il contributo di Coou e Novamont, ha monitorato la salute delle acque di 16 laghi situati in dieci regioni italiane, per un totale di 100 campionamenti, di cui il 51% è risultato con una carica batterica al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Durante un mese ricco di iniziative e dibattiti di approfondimento, la Goletta dei Laghi ha posto l’accento sulle situazioni critiche per rilevare la presenza di scarichi non depurati che ancora si riversano negli specchi lacustri e, naturalmente, i problemi che riguardano le coste e la gestione dei laghi, dall’abusivismo edilizio al consumo di suolo, dall’eccessiva captazione di acqua agli scempi ambientali. Sul problema degli scarichi non depurati negli specchi d’acqua la Goletta dei Laghi mantiene alta l’attenzione da anni: l’obiettivo è quello di individuare le criticità̀ dei laghi con particolare attenzione alle situazioni a rischio più̀ elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008, scegliendo i punti anche in base alle segnalazioni di cittadini, turisti, bagnanti raccolte con il servizio SOS Goletta. Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, lancia l’allarme per

un sistema depurativo carente, che nel nostro Paese coinvolge ancora un quarto della popolazione e che rischia, oltre che gravi ripercussioni ambientali, di farci pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione dovute al mancato rispetto delle direttive europee. Più in generale, interventi mirati alla tutela delle acque e degli ecosistemi lacustri sono urgenti anche per rispettare la scadenza europea per il raggiungimento del buono stato ecologico dei laghi previsto dalla direttiva 2000/60 per il 2015. Attualmente, solo il 37% delle acque lacustri a livello nazionale, stando agli ultimi dati ufficiali, lo ha raggiunto. Un dato che ribadisce l’urgenza di una politica integrata di gestione della risorsa idrica e degli ecosistemi lacustri per non trovarci impreparati alla scadenza.

Tra i laghi del nord, sono stati sette i bacini monitorati dai tecnici di Legambiente tra Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige: Garda(Vr, Bs, Tn), Iseo (Bg, Bs), Como (Co, Lc), Lugano (Va), Maggiore (Va, No, Vb), Varese (Va) e Viverone (To).  Un totale di 73 punti monitorati, di cui ben 44 sono risultati inquinati o fortemente inquinati. Nel Lazio sono passati all’esame dei tecnici di Legambiente 7 bacini lacustri tra le provincie di Roma (Bracciano e Albano), Viterbo (Bolsena e Vico), Rieti (Salto e Turano) e Latina (Posta Fibreno). Su un totale di 23 punti campionati, il 34%, sono risultati contaminati dalla presenza di scarichi fognari non depurati. Infine in Umbria, dove sono stati monitorati il Trasimeno (Pg) e Piediluco (Tr), su 8 prelievi solo 1 ha superato i limiti previsti dalla normativa. Nel suo viaggio la Goletta dei Laghi ha incontrato gravi alterazioni ambientali come nel caso dei pantani di Lentini e Gelsari, a Catania, o nel Lazio dove, presso il lago di Vico rimane aperta la spinosa questione delle bonifiche del territorio. La situazione resta difficile anche in Calabria, in provincia di Vibo Valentia, dove la campagna ambientalista si è battuta per il risanamento del Bacino Alaco, che presenta carenze igieniche tali da provocare l’emanazione di 26 avvisi di garanzia, con le accuse, tra le altre,  di avvelenamento colposo di acqua e frode in pubblica fornitura. Non è immune il lago Pertusillo in provincia di Potenza dove l’aggressione antropica, insieme ad una gestione del territorio assente hanno messo a dura prova il delicato equilibrio dell’ecosistema. Naturalmente ci sono anche gli esempi virtuosi da seguire: delle 76 località lacustri inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club sei hanno ottenuto le cinque vele: Tuoro sul Trasimeno (Pg), Appiano sulla strada del vino (Tn), Fiè allo Sciliar (Tn), Molveno (Tn) e Bellagio (Co).

Fonte: Comunicato stampa

Mostra “I luoghi dell’acqua”, 100 anni di energia idroelettrica in Lombardia

Dove: Galleria Credito Valtellinese, Piazza Quadrivio 8, Sondrio

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Architetture e paesaggi delle centrali elettriche in Valtellina, nelle foto storiche di artisti famosi, esposte per un mese e mezzo presso la Galleria del Credito Valtellinese di Sondrio. Inoltre una sezione speciale con i film commissionati da AEM nel dopoguerra, dal titolo “Architettura di Luce”. In collaborazione con AEM e a2a.

In Valtellina, ma l’assunto vale per gran parte dei territori italiani alpini, il “nuovo nell’architettura” lo hanno portato le centrali idroelettriche e le istallazioni che intorno ad esse ruotano. E’ questo il tema della mostra “I luoghi dell’acqua” prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, in collaborazione con la Fondazione AEM e a2a, che si terrà a Sondrio dal 20 febbraio al 30 marzo 2013 nella doppia sede espositiva della Galleria Credito Valtellinese e del MVSA, il Museo Valtellinese di Storia ed Arte. Nelle tante fotografie esposte, decine di opere edilizie e infrastrutturali dedicate all’utilizzo della risorsa idrica per la produzione di energia, iniziata agli albori del XX secolo e tuttora in atto: centrali, cabine elettriche, invasi, bacini e dighe. Tra le strutture d’ingegneria idroelettrica più famose, anche quelle progettate da Gio Ponti e Giovanni Muzio, oltre a quelle disegnate dagli uffici tecnici di Edison, Falck e AEM.  Una sezione speciale della manifestazione sarà infine dedicata ai filmati commissionati dall’AEM, negli anni dell’immediato dopoguerra, raccolti in una recente edizione dal titolo “Architettura di Luce”, dagli archivi della stessa Azienda energetica e dell’Istituto Luce.

Durata mostra: 20 febbraio – 30 marzo 2013
Orari e ingressi Galleria Credito Valtellinese e MVSA
da martedì a venerdì h. 9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
sabato h. 9.00 – 12.00
INGRESSO LIBERO

Per informazioni, Tel. +39 0342.522.738 e www.creval.it

Fonte: eco delle città