Nigeria, un’autostrada rischia di cancellare la foresta degli Ekuri

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Sviluppo contro ambiente, profitto contro comunità. La storia del land grabbing è universale, riguarda tutti. In Italia la comunità No Tav lotta da un quarto di secolo contro un’opera che numerosi studi hanno già descritto come inutile e dannosa, inAfrica la sottrazione dei terreni nel nome del progresso e del benessere è un modus operandi diffuso che prolifera grazie alla corruzione della politica a opera dei potentati economici. È dalla Nigeria che arriva l’ennesima storia della prevaricazione della politica nei confronti delle comunità locali, precisamente dallo stato di Cross River situato nel sud-est del paese, quasi al confine con il Camerun, nel cuore delle foreste pluviali della Nigeria. A essere minacciata è la comunità del popolo Ekuri, la cui sopravvivenza dipende totalmente dalle foreste che forniscono frutta, verdura, piante medicinali e altri prodotti che sono la base della loro cultura e della loro identità. In passato questo ecosistema è stato minacciato dall’industria del legname, ma, anche grazie alla costituzione della Ong Ekuri Initiative, la comunità Ekuri è riuscita a preservare il proprio habitat, proseguendo con la propria gestione comunitaria della foresta. Ora, però, una nuova minaccia per questa popolazione è rappresentata dalla costruzione di un’autostrada di 260 km che dalla costa dovrebbe giungere sino alla piccola città di Katsina-Ala, nello stato di Benue. Il progetto non apporterebbe alcuna miglioria poiché l’attuale strada statale, Calabar-Obudu, è già in grado di assorbire la quantità di traffico fra le due località. Il governatore dello stato ha disposto l’appropriazione di 10 km di terreno su entrambi i lati dell’autostrada a 6 corsie, un land grabbing che devasterebbe la foresta e gli equilibri ecosistemici da cui dipende la vita dei suoi abitanti.

Fonte:  Salviamo la Foresta

 

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Germania, biciclette in autostrada

Nasce in Germania l’autostrada per biciclette. È stato infatti avviato il progetto della Radler B-1 che collegherà le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Ruhr. In Italia la prima bici-strada sarà realizzata nel tratto di collegamento della vecchia ferrovia tra Bologna e Verona. Riduzione del traffico e delle emissioni di CO2 saranno i benefici principali.biciclette_strada1

Biciclette che circolano in autostrada? A quanto pare sarà possibile, perlomeno in Germania. È partito infatti da qualche giorno il progetto di realizzazione della Radler B-1, che collegherà le città di Dortmund e Duisburg nella regione della Ruhr. L’autostrada sarà lunga 60 km e si affiancherà a quella per automobili già presente (la A40). I tempi di realizzazione prevedono la consegna della struttura ultimata nel 2021. Il beneficio che quest’opera porterà è una riduzione considerevole del traffico che si concentra su quel tracciato quotidianamente, che porta gli autoveicoli a procedere molto lentamente a causa delle file che si creano. La ‘bici autostrada’, si comporrà di una doppia carreggiata separata per sensi di marcia, rientrerà in una larghezza di 5 metri e sarà realizzata in pianura, asfaltata, ben illuminata notte e dì, con una conformazione che permetta una circolazione lineare dei ciclisti, priva di curve troppo strette o di pendenze troppo accentuate. La decisione di dedicarsi a questo progetto, è scaturita dall’alta densità di persone che abitano nella regione della Ruhr e che si spostano quotidianamente in bicicletta per evitare di rimanere “imbottigliati nel traffico”. Jens Hapke, dirigente della Regionalverband Ruhr, azienda che gestisce i trasporti urbani e regionali, è convinta che sicuramente il numero di patiti del mezzo a due ruote aumenterà una volta ultimato il progetto, considerando anche la riduzione delle emissioni di CO2 nell’aria che comporterebbe. La situazione in Italia, come testimoniato dall’Osservatorio Linear, presenta un paese con 25 milioni di ciclisti, con una necessità sempre maggiore – a fronte dell’aumento del numero delle biciclette – di creare strutture apposite per ospitarle e per garantirne sicurezza e incolumità. Anche da noi un progetto simile alla Radler B-1 vedrà presto la luce. La prima bici-strada italiana, infatti, sarà realizzata nel tratto di collegamento della vecchia ferrovia tra Bologna e Verona. La prima parte, tra San Giovanni in Persiceto e Crevalcore è già stata sovvenzionata, anche se i lavori non sono ancora partiti. L’accordo prevede una presa in comodato d’uso gratuito dell’area abbandonata della Rete Ferrovie Italiane da parte delle Province.

Fonte: il cambiamento