Sicurezza alimentare, è polemica per la nomina di Juliane Kleiner ai vertici Efsa

Le associazioni europee insorgono per l’incarico di direttore della Strategia scientifica e coordinamento affidato alla dottoressa che in passato ha lavorato per un gruppo lobbistico1628990682-586x389

Il cambio al vertice dell’Efsa, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, con la nomina della dottoressa Juliane Kleiner a direttore del settore Strategia scientifica e coordinamento (Scistrat) sta sollevando un vero e proprio polverone fra le associazioni continentali che si occupano di sicurezza alimentare. Dopo l’abbandono della carica da parte di Hubert Deluyker, lo Scistrat sarà presieduto da Kleiner che, in passato, ha lavorato per sette anni all’Ilsi (Istituto internazionale per le scienze della vita), gruppo lobbistico per il quale ha difeso gli interessi della grande industria. A denunciare il pericolo di conflitto d’interessi sono il Pesticide Action Network Europe (Pan Europe), l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), la Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) che sottolineano come, durante la sua attività all’Ilsi, Kleiner abbia innalzato a favore dell’industria le soglie di tolleranza degli agenti cancerogeni genotossici e delle sostanze chimiche in ambito tossicologico. Secondo Pan Europe, Kleiner non avrebbe esperienze di laboratorio e sarebbe pertanto molto sospetto il suo incarico in un ruolo di così elevata responsabilità che richiede un background di ricerca di cui la neo-direttrice sembra essere totalmente sprovvista, a partire dalle pubblicazioni su riviste scientifiche peer-review. Anche il suo predecessore Deluyker aveva avuto a che fare con il mondo dell’industria: prima di diventare direttore della Scistrat aveva lavorato per l’industria chimico-farmaceutica Pfizer. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) è un’agenzia europea indipendente, finanziata dal bilancio dell’UE e operante in modo autonomo dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell’UE. La sede è a Parma.

Legambiente: “Nomina inopportuna”

Anche Legambiente non nasconde la propria preoccupazione per la nomina di Juliane Kleinert. La nomina della Kleiner, che in passato ha sostenuto posizioni favorevoli agli interessi delle multinazionali, come nel caso delle soglie di tolleranza per gli agenti cancerogeni genotossici o per le sostanze chimiche in ambito tossicologico, a direttore scientifico dell’Authority per la sicurezza alimentare, ci sembra francamente inopportuna. Continuiamo a pensare, infatti, che l’Efsa debba essere un organismo indipendente a tutela della sicurezza dei cittadini mentre, fino ad oggi, tutte le scelte di questo organismo sono state a favore delle multinazionali e mai realmente a favore degli interessi dei consumatori europei. Il nuovo direttore scientifico, dunque, avrebbe potuto rappresentare finalmente il cambio di passo in questo senso. Per questo sosteniamo la denuncia del Pesticide Action Network (PAN) Europe che chiede un ruolo dell’EFSA privo di conflitti di interessi a genuina tutela della salute pubblica, ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza in una nota.

Fonte: Slow Food

 

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Nasce assoRinnovabili, Aper si fonde con Assosolare e risponde al potere degli idrocarburi

APER e Assolare assieme per rispondere all’aggressiva avanzata delle politiche energetiche che si basano sugli idrocarburiassorinnovabili-620x350

Nasce assoRinnovabili Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili dalla fusione tra APER e Assosolare e si propone di essere la risposta alla prepotente politica italiana basata sugli idrocarburi. Infatti, mai come in questi ultimi 4 anni i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, i fornitori di servizi professionali, tecnologie e componenti attivi nella filiera rinnovabile sono stati strapazzati dalle scelte energetiche attuate dalla politica italiana che ha risposto con un Piano energetico nazionale basato sullo sfruttamento degli idrocarburi e sulla pesante penalizzazione delle rinnovabili. E’ questa la prima associazione italiana sia per rappresentatività, sia per numero di associati e potenza installata: 500 iscritti, più di 1.200 impianti per oltre 10.000 MW di potenza elettrica installata rinnovabile tra eolico, idroelettrico e fotovoltaico per circa 25 miliardi di kWh all’anno pari a una riduzione di emissioni di CO2 di oltre 19 milioni di tonnellate annue.

Ha detto Re Rebaduengo:

Siamo certi che questo importante passaggio contribuirà a sostenere meglio le prossime azioni per l’introduzione di una adeguata disciplina sugli sbilanciamenti, per la regolamentazione dei Sistemi Efficienti d’Utenza e, in genere, per promuovere gli interessi di un settore che è ormai diventato un pilastro del Paese.

Giusto per contestualizzare lo scenario in cui si colloca oggi assoRinnovabili ricordo il libello di Chicco testa, presidente Assoelettrica contro le rinnovabili e sopratutto il progetto del ministro Zanonato di tassare gli interessi passivi dei produttori di rinnovabili.

 

Fonte: ecoblog