16 contagi in Puglia per Sindrome Emolitico Uremica, l’Escherichia coli si cerca nelle angurie

Il ministero della Salute ha pubblicato un alert per 9 casi di Sindrome emolitico uremica ai danni di 8 bambini e 1 adultoescherichia-594x350

21 agosto 2013

Sono 16 i contagi da Escherichia coli con evoluzione in SEU, Sindrome emolitico uremica che si sono avuti dal 4 giugno a oggi in Puglia, con 1 nuovo caso oggi di una bambina di 11 mesi. Altri 6 bambini sono già stati dimessi. Tutti i pazienti hanno mangiato cibi da strada come angurie, patatine, granite e poi carne. Dunque anche i NAS sono al lavoro per stabilire quale sia il vettore di contagio dell’infezione da Escherichia coli che ha causato poi la SEU, Sindrome emolitico uremica. Ha detto Elena Gentile assessore regionale al Welfare:

Stiamo monitorando l’intero territorio regionale. Con i prelievi e le campionature fatte una cosa la possiamo dire con assoluta certezza: escludiamo le acque delle zone balneari e balneabili dalle possibili fonti di contaminazione perchè tutti i prelievi sono risultati negativi al coli-patogeno. Non c’è alcun pericolo da questo punto di vista. Aspettiamo ulteriori indagini ed in particolare le campionature degli allevamenti, delle aziende di trasformazione e dei prodotti.

20 agosto 2013 

Un nuovo caso di Sindrome emolitico Uremica ha colpito la Puglia: è stato ricoverato un ragazzo di 15 anni ricoverato all’Ospedale Perrino di Brindisi il cui caso si va ad aggiungere a quelli precedentemente riscontrati e diffusi dal Ministero della Sanità. Sono in corso esami di laboratorio su acque di balneazione e di alcuni pozzi. 15 agosto 2013 Sono 9 i casi di Sindrome emolitico uremica registrati in Puglia tra il 1° e il 14 agosto e che riguardano 8 bambini e un adulto. Lo ha reso noto il sistema di sorveglianza del Registro Italiano della Sindrome Emolitico Uremica (SEU), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Società Italiana di Nefrologia Pediatrica (SINP). La SEU in genere compare dopo aver contratto l’Escherichia coli che produce la verocitotossina (VTEC) con i sintomi di diarrea, vomito, dolori addominali e sangue nelle feci. Le analisi su due dei 9 pazienti hanno confermato la presenza di infezione causata da VTEC026 mentre sono in corso le indagini per gli altri pazienti. La fonte di infezione sebbene comune non è stata ancora identificata mentre è stata rinforzata la sorveglianza epidemiologica e l’ISS ha inviato un alert a tutti i reparti di nefrologia pediatrica italiani per individuare altri casi in regioni diverse che possano essere collegati ai contagi pugliesi. La raccomandazione delle Autorità sanitarie verso i residenti in Puglia, o per chi vi ha soggiornato di recente è di andare in ospedale nel caso si manifesti diarrea con sangue nelle feci sopratutto se in bambini ai primi anni di vita. Il contagio potrebbe essere avvenuto a causa del consumo di carne contaminata, latte crudo non pastorizzato, insalate o frutta non lavata bene. Per evitare il contagio vanno lavati bene anche coltelli e taglieri e sono a osservare attentamente le norme igieniche quali il lavaggio delle mani accurato.

Sull’ISS le FAQ per conoscere e prevenire la SEU

Fonte: ecoblog

Piste ciclabili: Piemonte e Liguria scommettono sul recupero dei rami secchi

Le vecchie ferrovie diventano l’opportunità per sviluppare il cicloturismo: in Liguria l’esperimento ha funzionato, ora tocca al Piemonte 167441721-586x389

La notizia di una nuova stagione di impegno del Piemonte nell’allestimento di nuove piste ciclabili, dopo il boom degli anni zero e la frenata dell’ultimo triennio. Ma ciò che più conta è che il Piemonte punta a trasformare in piste ciclabili le vecchie reti ferroviarie dismesse da almeno un decennio, i cosiddetti rami secchi. Il Consiglio regionale ha approvato un emendamento in tal senso, proposto dal PD e collegato alla manovra finanziaria 2013, con il quale avvierà un progetto sperimentale per la copertura delle linee ferroviarie dismesse del Piemonte.

Stiamo lavorando a un progetto sperimentale di questo tipo già da diversi mesi. Stiamo discutendo anche con Rfi per ottenere il comodato d’uso gratuito. Per la tecnologia utilizzata l’idea non avrebbe altri esempi in Italia,

ha detto l’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio. Dunque se da una parte si tenta la strada di un utilizzo gratuito delle strade ferrate, dall’altra il progetto prevede l’utilizzo di pannelli di gomma adagiati sulle rotaie con una dimensione tale da rendere possibile la marcia in due direzioni. Una soluzione che avrebbe tre punti di forza: il costo contenuto, il basso impatto ambientale e la reversibilità nel caso si decidesse di riavviare la ferrovia su di una determinata tratta. E poi, un progetto di questo genere, fornirebbe un vero e proprio salvagente alla Mondo, l’impresa dell’albese che ha ricoperto di tartan le piste di mezzo mondo ma che sta attraversando, attualmente, un periodo di grave crisi. I tempi di realizzazione sarebbero brevi e la Regione potrebbe sostenere economicamente il progetto attraverso i fondi Fas per il sistema turistico. Intanto, nella vicina Liguria, la Giunta regionale ha approvato un finanziamento di 3,5 milioni di euro, a valere sul Par Fas (Fondo Aree sottoutilizzate), per interventi di realizzazione di piste ciclabili nel territorio ligure. Due milioni di euro sono destinati alla creazione di nuove piste ciclabili nelle Province di Genova (Arenzano, Carasco e Casella) e Imperia(Camporosso), per un totale di 9,5 chilometri di sviluppo. Altri 1,45 milioni sono stati stanziati per il completamento del Parco Costiero del Ponente Ligure, una delle piste ciclabili più lunghe del Mediterraneo, nata sul tracciato della vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia. Un altro co-finanziamento deliberato in giunta e destinato alla Provincia di La Spezia darà vita a un percorso ciclabile lungo il Canale Luense che si sviluppa per 23 chilometri fra Liguria e Toscana. Altri 100mila euro finanzieranno la pista ciclabile tra Framura e Deiva Marina. Tante opere per favorire il cicloturismo e i viaggi itineranti, ma c’è un grosso problema: provate voi, nei mesi estivi o in altri periodi di alta stagione, a trovare una stanza (o anche solo una piazzola in campaggio) per una sola notte. Se si vogliono stimolare le gite dei residenti, ben vengano le ciclabili, se, invece, si vogliono creare opportunità per il turismo si faccia un patto con gli albergatori perché vengano incontro alle esigenze dei cicloturisti che, per la natura del mezzo, sono abituati a cambiare località e struttura ricettiva giorno dopo giorno.

Fonte: ecoblog

 

Rifiuti di Roma, la nuova discarica sarà (forse) a Falcognana

Il commissario Sottile invia la relazione al ministro Orlando: la nuova discarica sarà a Falcognana, sull’Ardeatinafalcognana-586x343

Nella relazione tecnica inviata dal commissario Sottile al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando viene indicato il nuovo sito che ospiterà la discarica di Roma: si tratta di Falcognana, località al 14esimo km della via Ardeatina, dove esiste già una discarica di rifiuti speciali. Il sito dovrà ospitare, qualora ricevesse l’avvallo del ministro, la discarica per il conferimento di soli rifiuti urbani trattati dagli impianti di TMB di Roma e del Lazio. Nella giornata di domani Orlando dovrà pronunciarsi in materia: i cittadini preannunciano proteste, perfino il Presidente del IX Municipio Andrea Santoro scenderà in piazza lamentando la totale assenza di comunicazione, negli scorsi mesi, tra il Municipio e il commissario Sottile. La verità è che, com’era prevedibile, siamo punto e accapo. Il momento di impasse amministrativa creato dalle lunghissime elezioni comunali ha solo affievolito le voci e “rubato” tempo prezioso nelle scelte: la totale mancanza di trasparenza che in questo momento c’è sul tema rifiuti (ancora latitano le risposte sullo stoccaggio di “ecoballe” nella fossa del gassificatore di Malagrotta), la carenza di dati certi sulle quantità attualmente smaltite dagli impianti di Tmb in giro per la regione. A tal proposito Riccardo Magi consigliere radicale di Roma Capitale eletto nella “Lista Civica per Marino” ha presentato la delibera consiliare sull’anagrafe dei rifiuti, che sarebbe un valido strumento di trasparenza e conoscenza per tutta la cittadinanza. Ma le polemiche sulla possibile discarica all’Ardeatina infuocano le cronache già da qualche giorno: il commissario straordinario aveva il compito di presentare una lista di siti entro il 31 luglio e Falcognana era tra questi; tuttavia, ha sottolineato l’assessore regionale con delega ai rifiuti Michele Civita, occorre in questo momento attendere il verdetto del ministero dell’Ambiente ricordando che la distanza dal santuario del Divino Amore non è di 500m, una delle argomentazioni della cittadinanza, ma di tre chilometri e mezzo. Il sito è una discarica di rifiuti speciali della Ecofer, troppo piccola secondo molti per ospitare una discarica di rifiuti urbani trattati.

“La scelta sulla nuova discarica, vista la gravità della situazione e il perdurare dell’emergenza, è stata fatta propria dal governo nazionale tramite il commissario. Sottile ha svolto una serie di riunioni tecniche e ieri ha consegnato una relazione al ministro che la sta valutando e su cui ci comunicherà l’esito nei prossimi giorni.”

Ha spiegato Civita questa mattina. Andrea Santoro, Presidente del IX Municipio, ha consegnato qualche giorno fa agli uffici del sindaco, del presidente della Regione e del commissario Sottile un documento votato all`unanimità dal Consiglio municipale ed una sua lettera per dire “No” a realizzare una discarica a pochi passi dal Divino Amore:

“Il municipio non è mai stato coinvolto e mi dispiace. Il tema dei rifiuti di questa città va affrontato alla luce del sole perché riguarda tutti. Invece i cittadini e io non sappiamo ancora, ufficialmente, neppure cosa si dovrebbe realizzare, nel concreto, a Falcognana, a poche centinaia di metri dal santuario del Divino Amore dove c’è già, e dal 2003 quando alla Presidenza della Regione Lazio c’era Storace, un sito per i rifiuti pericolosi.”

Dal canto suo l’opposizione contesta la possibile discarica a Falcognana, dimenticando forse la totale inazione sul tema rifiuti negli anni dell’amministrazione Alemanno.

Fonte:  WWF Roma