“Emisferi umani”, quando l’arte è la chiave di volta per l’umanesimo della cura

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Al Nuovo Ospedale degli Infermi di Ponderano (BI) sono state inaugurate due aule speciali che ospiteranno incontri formativi del personale sanitario. Nei due nuovi spazi spiccano i colori e i soggetti alle pareti: due classi del liceo artistico di Biella hanno realizzato opere artistiche significative e raffigurato un Terzo Paradiso che divide le due stanze. Arte e salute, due macro-tematiche all’apparenza molto distanti tra loro, si sono unite in un progetto grazie al contributo di giovani studenti. Come mettere in relazione virtuosa questi due ambiti? Un incontro tra il mondo umanistico e quello scientifico reso possibile grazie al progetto “Emisferi Umani: narrazione autobiografica e cura del sé professionale” dell’ASL di Biella. Si tratta di un’iniziativa che ha portato alla nascita di due nuove aule al Nuovo Ospedale degli Infermi di Ponderano (BI), che saranno adibite a ospitare incontri formativi del personale sanitario della struttura. Venerdì 20 aprile è andata in scena l’inaugurazione di questi due spazi, ma ciò che spicca è tutto il dietro le quinte che ha portato alla realizzazione del progetto. Sono state due le realtà protagoniste: da una parte gli studenti del Liceo Sella (indirizzo artistico) di Biella, dall’altra i dipendenti del nosocomio cittadino. Due classi, guidate dalle docenti Denise De Rocco e Nadia Landrino, hanno dipinto le pareti di queste due sale concretizzando due proposte artistiche delle alunne Marina Barberis e Carlotta Dainese. Sono le mani i soggetti delle due aule, dipinte dagli studenti con colori differenti: la prima simboleggia l’emotività, con rappresentazioni ad hoc e colori caldi, l’altra rappresenta la logica, la razionalità, con cromaticità fredde.  L’idea delle due studentesse del liceo artistico ha avuto il consenso di Michelangelo Pistoletto, che tra altre proposte visionate dei compagni delle due ragazze, scelse quelle di Marina e Carlotta. Dal singolo al collettivo: l’idea di uno studente è diventata di tutta la classe e tutti i compagni hanno contribuito alla concretizzazione dell’idea dipingendo le pareti della sala basandosi sulla proposta artistica. L’incontro di generazioni tra Pistoletto e gli studenti è stato reso possibile grazie all’insegnante De Rocco, che ha orchestrato il tutto nelle doppie vesti di professoressa e ambasciatrice Rebirth/Terzo Paradiso.

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L’iniziativa ha coinvolto anche medici, infermieri, operatori, amministrativi che hanno lasciato la propria impronta emotivo-artistica nelle pareti. Come? Il personale che ha aderito ha raccontato, singolarmente, in poche parole la propria storia lavorativa. Tanti flash narrativi che danno uno spaccato di esperienze e motivazioni professionali e personali, sullo sfondo dell’opera realizzata dai liceali. Ecco alcuni pezzi di questo puzzle artistico-letterario: “Mi guida la passione per le persone” scrive l’infermiera Miriana Miotto; “Un sorriso accoglie/ una parola consola/ lo spirito insegna” i versi del medico Raffaella Cravero; “Avrei voluto curare persone, curo pratiche inseguendo sogni” le parole di Eugenia Bordone, amministrativa. Queste due aule, nonostante rappresentino significati opposti, sono unite dal Terzo Paradiso. Un riferimento che non si limita alla metafora: i due spazi sono collegati da una rappresentazione del segno-simbolo di Pistoletto, disegnato per metà, diviso in due parti che collegano le due aule comunicanti. Anche il corridoio tra le due stanze è stato arredato ad hoc, con quadri di immagini che rappresentano il contesto sociale e ambientale del biellese.

Venerdì scorso, come anticipato, sono state inaugurate le due aule (con la presenza di Michelangelo Pistoletto, del direttore generale dell’ASL Gianni Bonelli, del direttore della Struttura Formazione e Sviluppo Risorse Umane dell’ASL di Biella Vincenzo Alastra, dell’infermiera progettista di formazione presso la Struttura di Formazione e Sviluppo Risorse Umane dell’ASL di Biella Rosa Introcaso, della preside del Liceo Sella Maria Addolorata Ragone e dell’avvocato Diego Poggio) e si è tenuto un incontro di presentazione del progetto presso la Sala Convegni Elvo Tempia. Bonelli ha esordito: “L’ospedale si vuole caratterizzare per il concetto di bellezza. L’obbiettivo, infatti, non è solo curare la salute e le malattie, ma far sì che ci si prenda cura della persone e dei suoi familiari, per alleviare i momenti più difficili promuovendo anche una politica di umanesimo della cura”. Il direttore generale dell’ASL ha poi ringraziato Pistoletto e il Liceo Sella per il contributo dato al progetto. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del dirigente scolastico, che ha messo in luce la collaborazione tra il liceo biellese e l’ASL e si è detta “orgogliosa dei ragazzi”. La preside Ragone, a fine incontro, ha ricevuto una targa celebrativa dall’ASL in merito all’operato degli studenti nel contesto del progetto e della collaborazione virtuosa che lega le due realtà del territorio. Anche la docente Landrino è intervenuta, spiegando le peculiarità del lavoro dei suoi studenti e esternando soddisfazione per l’operato dei liceali.emisferi-umani-arte-umanesimo-cura-1524591020

In conclusione, Pistoletto, dialogando con Alastra e con le studentesse, ha manifestato la sua soddisfazione per il lavoro degli studenti: “Le due aule – ha spiegato il maestro biellese – riescono a esprimere al meglio, anche grazie alla scelta dei colori, quello che vogliono comunicare. Io stesso ho percepito sensi di tecnologia/razionalità in una sala e emozione/sentimento in un altra. La scelta delle mani – in riferimento ai soggetti rappresentati nelle pareti, ndr – è un’espressione molto forte. Ogni mano è individuale, ma si moltiplica e si relaziona con le altre creando società”. Pistoletto, ha concluso illustrando le peculiarità del Terzo Paradiso e della trinamica in riferimento al progetto: “La bellezza – ha affermato l’artista – è fatta di ragione ed emozione messe insieme”.

Anche l’ASL di Biella, nella propria pagina Facebook, ha voluto raccontare le riflessioni tra Pistoletto e gli studenti. “Connessione interpersonale – si legge nel post – è quella dimensione che l’arte è in grado di creare, mettendo in contatto le persone tra loro e creando quel calore che l’individuo, benché artista, da solo non può realizzare. Le rappresentazioni, che abbelliscono le due aule con le loro forme, i colori e le idee, sono il frutto di una connessione tra la capacità artistica degli studenti del Liceo Artistico di Biella e i professionisti ospedalieri ogni giorno impegnati nel loro lavoro e nella propria formazione. L’arte infatti non è solo un atto individuale. Lo sviluppo della creatività si realizza pienamente nella connessione con gli altri. Il Terzo Paradiso stesso è la rappresentazione della creazione che si determina tra due realtà diverse, opposte, che si incontrano. Le mani alzate, dipinte in una delle due aule, con la vitalità delle forme e dei colori stanno a significare ‘ci sono’, ‘prendo la parola’. La mano diventa parola e tramite il colore diventa emozione”.

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/emisferi-umani-arte-umanesimo-cura/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

BeeGreen: il festival della sostenibilità a Torino e dintorni

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità organizzato nel torinese dall’InQubatore Qulturale, ed è alla sua prima edizione. Un mese di incontri, laboratori, conferenze proiezioni ed escursioni alla scoperta del mondo della sostenibilità, tra maggio e giugno 2018, sotto diversi angoli di vista e in collaborazione tra le varie realtà del territorio.beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni

Una serie di appuntamenti gratuiti legati alla sostenibilità ambientale, con ben un mese di eventi collegati a questo tema e che spaziano dall’escursionismo alla mobilità sostenibile, dai temi legati all’alimentazione fino alla scoperta della street art torinese. Ed infine proiezioni di film, documentari e molto altro.

Il BeeGreen è il Festival della sostenibilità con sede a Torino e dintorni e organizzato e curato dall’InQubatore Qulturale, uno spazio partecipato e aperto ai cittadini nato allo scopo di porsi come polo culturale e luogo di incontro per privati, aziende, enti pubblici e organizzazioni che perseguono valori sociali, culturali, ambientali e artistici. Il festival sarà presentato con una conferenza stampa il 23 aprile 2018, presso la Casa dell’Ambiente di Torino.
Quest’anno è alla sua edizione “numero zero”, come lo definisce uno dei suoi organizzatori, Fabio Dipinto: “attraverso una serie di eventi, incontri, proiezioni, laboratori e varie attività, per tutto il mese di maggio, BeeGreen si propone di intrattenere, educare e sensibilizzare le persone riguardo le tematiche della mobilità sostenibile, dell’economia circolare, del turismo responsabile e della conoscenza del territorio, così come la conoscenza e lo sviluppo dei territori in cui viviamo, le energie alternative e l’agricoltura urbana”.

Il Festival partirà il 3 maggio e terminerà il 1 giugno, gli eventi a esso collegati non avranno sede solo a Torino, ma anche nei comuni di Alpignano, Avigliana, Druento, Grugliasco, Collegno, Rivalta e Venaria Reale. “L’idea del Be Green è nata in maniera molto semplice: da una semplice chiacchierata con Chiara Bruzzese, una delle socie fondatrici dell’associazione InQubatore Qulturale, emerse la volontà di organizzare un evento che aiutasse a diffondere il tema della sostenibilità. Abbiamo inviato alcune mail ad alcune realtà del territorio che lavorano in questo campo, per capire la loro disponibilità ad organizzare una cosa del genere: abbiamo avuto un ottimo riscontro e alla prima riunione organizzativa del BeeGreen hanno partecipato molte realtà del territorio, e siamo riusciti insieme ad organizzare un evento che ci auspichiamo possa facilitare la messa in rete tra di esse, nella quale noi svolgiamo il ruolo di coordinamento, facendo in modo che ognuno possa fare la propria parte.”beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni-1522398047

“Abbiamo scelto l’ape come simbolo del festival perché le api sono uno dei principali rilevatori della sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Non è un’esagerazione dire che le api assicurano le condizioni ideali per la nostra esistenza: si è calcolato, infatti, che circa il 70% delle piante commestibili abitualmente consumate dall’uomo dipendano dall’azione impollinatrice degli insetti pronubi tra i quali l’ape è in assoluto il più efficiente. Inoltre essendo un animale molto sensibile alla qualità dell’ambiente in cui vive si rivela un vero e proprio bioindicatore dell’inquinamento”.

Il progetto del BeeGreen festival coinvolgerà ben venticinque realtà tra associazioni, aziende private ed enti pubblici, ed Italia che Cambia e Piemonte che Cambia saranno media partner dell’evento.
La speranza, nelle parole di Fabio Dipinto, è che questo evento si ponga come modello e che riesca a coinvolgere sempre più partner interessati a valorizzarlo nelle prossime edizioni: “Non abbiamo sostegni economici al momento, è un evento auto-organizzato completamente a costo zero e speriamo il prossimo anno di poter trovare sponsorizzazioni e finanziamenti, perché ci auguriamo di farlo diventare un modello per il territorio nei prossimi anni.”

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/beegreen-festival-sostenibilita-torino-e-dintorni/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Milano Food City, dal 7 al 13 maggio sette giorni per scoprire le virtù del cibo tra talk, cultura, arte, degustazioni e solidarietà

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L’invito di Tajani e Guaineri: “Bar, ristoranti e mense approfittino degli sconti Tari previsti per chi dona le eccedenze ai bisognosi” . Dopo il successo della prima edizione e per celebrare l’anno del cibo italiano nel mondo torna, dal 7 al 13 maggio, Milano Food City. L’appuntamento voluto dal Comune di Milano in collaborazione con Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi, Confcommercio Milano, Fiera Milano, Coldiretti, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Fondazione Umberto Veronesi. Sette protagonisti del mondo economico, culturale, professionale e istituzionale milanese insieme propongono un calendario di sette giorni tra talk, percorsi, eventi, arte, cultura, degustazioni e solidarietà, rivolto a professionisti, appassionati gourmand, cittadini, turisti e famiglie per scoprire le sette “virtù del cibo” – gusto, incontro, energia, diversità, nutrizione, risorsa e gioco – che animeranno la città dalla periferia al centro nel segno di una nuova cultura alimentare.

Gusto inteso come piacere e ricerca della qualità e dell’estetica del cibo. Incontro come elemento di convivialità, tradizioni e multiculturalità. Energia che attraverso le risorse ci riconnette ai territori e ai processi produttivi e di coltivazione. Diversità come conoscenza della biodiversità dei territori e ponte tra le diverse culture. Nutrizione ossia una nuova cultura alimentare attenta alla ricerca, alla salute, al benessere e alla qualità della vita. Risorsa quando il cibo diventa strumento di lotta allo spreco, attenzione alla filiera e all’ambiente. Infine Gioco ossia il cibo diventa uno strumento ludico per veicolare una nuova cultura alimentare, soprattutto nelle nuove generazioni.

La grande affluenza di pubblico fatta registrare dalla prima edizione di Milano Food City dimostra come sia stata vincente la scelta di raccontare il cibo, la cultura alimentare e contrastare lo spreco – commentano gli Assessori Cristina Tajani (Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio) e Roberta Guaineri (Turismo e Sport) -. Oltre a coordinare tutti gli appuntamenti e il programma di questa settimana dedicata alla nuova cultura alimentare, siamo tra i primi comuni italiani ad applicare la legge Gadda, che consente sconti sino al 20% sulla Tari agli operatori della grande distribuzione, bar, ristoranti e mense che attuano politiche di lotta allo spreco alimentare destinando le eccedenze ai bisognosi della città. Invitiamo tutti gli interessati ad usufruirne, c’è tempo sino al prossimo 30 aprile per accedere agli sconti Tari scaricando tutta la documentazione dal portale del Comune di Milano”.

Nel palinsesto ideato da Fiera Milano e TUTTOFOOD la novità è la partnership con Fondazione Umberto Veronesi attraverso mostre, laboratori e incontri in cui gli esperti illustreranno il ruolo fondamentale della corretta alimentazione per mantenersi sani senza trascurare l’aspetto della convivialità.

Palazzo Giureconsulti sarà il quartier generale di questo autentico fuori salone dedicato al food, completato dalla cornice della Festa del Bio in collaborazione con FederBio. TUTTOFOOD sarà inoltre promotore di Taste of Milano, il festival degli chef, dal 10 al 13 maggio al The Mall; di Salumiamo, il 10 maggio a Palazzo Bovara, che reinterpreta la grande tradizione dei salumi italiani oltre a proporre ogni sera i nuovi Aperitivi in terrazza. Tra i premi si segnala Cheese for People Award che farà votare i migliori formaggi tipici italiani direttamente ai consumatori. Sempre in tema caseario, All’ombra della Madonnina alla Cascina Cuccagna premierà i migliori formaggi e yogurt di latte di capra. Il Desita Award, concorso internazionale che coniuga design e food, proporrà il tema Pizza & Gelato Experience. Da non perdere, infine, dal 7 al 13 maggio al Cinema Colosseo, il Biografilm Festival.

Numerose poi le degustazioni, le colazioni, happy hour e showcooking, approfondimenti culturali, percorsi di arte cibo e cultura e i progetti di solidarietà promosse da Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza per Milano Food City.

Un palinsesto, in costante aggiornamento, realizzato grazie al contributo e all’impegno degli operatori delle associazioni di categoria aderenti. Nel cortile di Palazzo Bovara, il Circolo del Commercio in corso Venezia 51 aperto al pubblico per l’occasione, tutti i giorni “In viaggio con il caffè”, colazioni e approfondimenti con i maestri del caffé di Altoga, showcooking e aperitivi; una giornata dedicata all’alternanza scuola-lavoro e alla pizza gourmet con i giovani del Capac, il Politecnico del Commercio e del Turismo, e sostenibilità con la “Foody Bag”. Al Casello Ovest di porta Venezia, sede della Filiera agroalimentare, “Le Masterclass di WineMi”, il “Gioco delle Essenze, degli Aromi e delle Spezie” con panificatori, erboristi, gelatieri, macellai e dettaglianti ortofrutticoli e “Mini tartare con aromi e spezie” con i maestri macellai. Iniziative anche nei tre mercati comunali coperti con la “Notte Golosa” al mercato di Wagner, “Una cena al mercato” al Morsenchio e la “Giornata della Convenienza” al mercato di piazza Ferrara. Proposti più di 30 percorsi guidati tra cultura, arte e cibo con le guide turistiche di Gitec. Immancabile anche la presenza di Coldiretti Lombardia con l’iniziativa “Campagna Amica”, dall’11 al 13 maggio, che tingerà di giallo Piazza Castello: ogni giorno, dalle ore 9 alle 20, una cinquantina di aziende agricole provenienti da tutta la regione proporranno il meglio dell’agroalimentare del territorio nel farmers’ market di Campagna Amica, mentre le ricette della tradizione saranno protagoniste degli show cooking con gli agrichef contadini degli agriturismi Terranostra. Spazio anche ai più piccoli con le attività delle fattorie didattiche, a cominciare da quelle dedicate al latte. Nella mattinata di venerdì 11 maggio a Palazzo Turati si svolgerà poi la festa conclusiva del percorso di educazione alimentare promosso da Coldiretti in varie scuole delle province di Milano e Monza Brianza. Spazio anche al sapere e alla diversità del cibo, da quella biologica a quella culturale. Questo il tema della seconda edizione di Food for All!, il palinsesto culturale di Milano Food City organizzato da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Dal 7, giorno dell’inaugurazione istituzionale in viale Pasubio 5, al 12 maggio un programma denso di incontri e approfondimenti: ogni giorno si alternano Talk, momenti di discussione, e SolutionsLab, tavoli di lavoro, poi laboratori didattici e itinerari per la città, proiezioni e appuntamenti performativi. Attraverso linguaggi e format originali, il programma di Food for All! è rivolto a tutta la cittadinanza: dal pubblico generico a scuole di primo e secondo grado, da imprese e start-up, ad associazioni e istituzioni, esperti e portatori di buone pratiche. Tra i protagonisti scienziati e chef, scrittori e divulgatori, imprenditori e startupper, policy maker, artisti e formatori.

Per scoprire tutti gli appuntamenti e il calendario completo di Milano Food City nelle prossime settimane sarà attivo www.milanofoodcity.it

Fonte: ecodallecitta.it

 

LOC, un laboratorio di arte e creatività in Sicilia

Un viaggio in una nuova idea di fruizione del museo e dello spazio culturale. Nato a Capo d’Orlando, in Sicilia, nel 2013, il Laboratorio Orlando Contemporaneo (LOC) si è evoluto nel tempo in uno spazio dedicato alla cultura e all’arte in tutte le sue forme. Ne abbiamo parlato con Giacomo Miracola, responsabile del centro. Un centro culturale dedicato all’arte contemporanea e alla diffusione della cultura e della creatività, in un luogo della Sicilia che non aveva mai avuto centri simili. Uno spazio che è diventato un fulcro di incontro con artisti di caratura internazionale in residenza. Uno spazio fondato sull’auto-recupero dei materiali e dei locali e l’auto-organizzazione di eventi e workshop grazie al lavoro dei dipendenti pubblici precari del comune di Capo d’Orlando, alcuni dei quali sono i famosi “ASU” che attendono una stabilizzazione contrattuale da oltre venti anni. Eppure è prevalsa la rassegnazione e la lamentela, nonostante ci fossero e ci siano motivi validi: piuttosto è emersa la voglia di costruire un centro interessante e funzionale, in un contesto spesso rappresentato come scialbo e privo di iniziativa. Bisogna riconoscere che per far girare una macchina così difficile serve una spinta importante: qui è stata decisiva quella di Giacomo Miracola, anch’egli artista e promotore del Laboratorio Orlando Contemporaneo (LOC).

Facciamo un passo indietro: il Laboratorio Orlando Contemporaneo è nato a metà del 2013, quando il comune di Capo d’Orlando, con un progetto presentato intorno al 2009 alla Comunità Europea, aveva avuto accesso ad un finanziamento europeo, il POR FESR 2007-2013, finalizzato alla promozione e realizzazioni di reti, centri e laboratori per la  produzione artistica e per la promozione della creatività. Era un progetto inizialmente concepito in rete tra i Comuni di Capo d’Orlando, che era il comune capofila, il Comune di Ficarra e quello di Santo Stefano di Camastra. Capo d’Orlando aveva scommesso tutto sulla creazione di un laboratorio di videoarte, che poi è divenuto il LOC.

“Terminato il progetto, che contemplava solamente la fornitura di servizi tecnologici e non contemplava le spese per la copertura dei servizi culturali, abbiamo deciso di fare di necessità virtù” ci spiega Giacomo Miracola, responsabile dello spazio LOC “e insieme ad un team che ha creduto nel progetto, composto da un gruppo di sette persone (precari del Comune di Capo d’Orlando e della Regione Sicilia) abbiamo improntato il progetto sull’autogestione per portare avanti alcuni progetti in continuità con quelli intrapresi con il progetto europeo. Abbiamo iniziato dagli spazi fisici del Laboratorio: ci siamo affidati alle nostre risorse e le sale del LOC le abbiamo restaurate completamente noi, cercando di recuperare e rigenerare il materiale esistente, oltre alla realizzazione dello studio di video-arte previsto dal progetto iniziale. Lo spazio di adesso è completamente nuovo e innovativo rispetto al passato. Abbiamo fatto  inoltre una catalogazione seria delle quattrocentottantacinque opere che fanno parte della collezione di ‘Vita e Paesaggio di Capo d’Orlando’. Tutto questo non ha inciso sul bilancio comunale: se prima si pensava di restaurare lo spazio con una cifra prevista di spesa compresa tra i tremila e i seimila euro, noi lo abbiamo reso funzionale con una spesa di poche centinaia di euro, compresa l’ordinaria manutenzione”.20770366_1943463802595699_8768826620819141438_n

Le attività del LOC: le residenze e i laboratori

Oltre al recupero dei luoghi, si è posta nel tempo la necessità di programmare l’aspetto contenutistico del Laboratorio: “Attraverso il progetto europeo iniziale si nominò un curatore di questo luogo, Marco Bazzini, ex direttore del Museo Pecci di Prato e attuale direttore dell’Istituto superiore per le industrie artistiche di Firenze”, ci spiega Giacomo. “Con lui abbiamo concretizzato la possibilità di cambiare non soltanto volto alla struttura, ma abbiamo allargato quelli che erano i servizi. Tanto è vero che nel corso degli anni abbiamo portato in residenza a Capo d’Orlando artisti di fama nazionale e internazionale che hanno interagito con il territorio orlandino e le sue tematiche: cito ad esempio Mohamed Bourouissa, Giuseppe Stampone, i Masbedo. Insieme agli artisti in residenza abbiamo organizzato degli workshop a numero chiuso, ai quali hanno partecipato persone da tutta la Sicilia e dalla Calabria”.

Oltre alle residenze, il LOC ha organizzato nel corso degli anni dei laboratori che sono riusciti a coinvolgere giovani e persone del luogo sui temi legati alla cultura e alla creatività in senso ampio, allargando il raggio d’azione oltre l’arte contemporanea: “Noi abbiamo un po’ ribaltato il concetto tradizionale di come veniva vissuta e interpretata la mostra e la fruizione dello spazio, soprattutto con l’organizzazione di laboratori e corsi sempre organizzati nel segno dell’autogestione: siamo partiti con dei corsi di fotografia per poi finire con il Laboratorio Ubu, che è stato il grimaldello con il quale ci siamo aperti alle scuole e ai ragazzi. Si trattava infatti di un laboratorio di scenografia e recitazione teatrale, un progetto durato quattro anni di carattere sociale che ha visto la partecipazione di quaranta ragazzi e che si è concluso con uno spettacolo finale. Si è così riusciti a realizzare un passaggio importante per il territorio: i ragazzi alla fine di questa esperienza si sono trovati con un background culturale un po’ più avanzato rispetto agli altri e ciò ha permesso loro di poter scegliere al meglio il proprio indirizzo universitario. È un progetto che ci ha donato tanta felicità, soprattutto per la fiducia con la quale i ragazzi lo hanno affrontato. Io sono convinto che l’arte contemporanea e la cultura sul territorio debbano intraprendere un cammino simile a questo sperimentato dal Laboratorio Ubu”. E’ un auspicio quello di Giacomo, perché ultimamente l’organizzazione e la realizzazione di queste attività hanno subito uno stallo: “in passato abbiamo lavorato in sinergia con il comune di Capo d’Orlando e con l’assessorato alla cultura nella realizzazione di questi eventi. Ora c’è una situazione di stallo dovuta al passaggio di consegne e mi auguro che la nuova amministrazione sia in grado di sostenere nuovamente iniziative di questo tipo”.18519829_1898292903779456_7431062558084580778_n

L’importanza della sinergia nell’arte: la collaborazione con Sinopsis Australis

L’importanza della rete è ormai riconosciuta in tantissimi ambiti del nostro vissuto e assume un ruolo ancora più importante in un settore delicato e fragile come quello culturale, a maggior ragione per un luogo come questo Laboratorio, che ha dimostrato la massima volontà nel rendersi strumento di collaborazione e incontro, facendosi portavoce del ruolo sperimentale insito nella cultura. A maggior ragione, in luoghi dove spesso la dimensione dell’umano è confinata in ambito provinciale, arriva la dimostrazione che questo stereotipo può essere superato grazie alla creatività e al ruolo interdisciplinare insito nell’arte.

“Riguardo questo vi faccio un esempio pratico: noi abbiamo da anni ormai una collaborazione con Chiara Mambro, direttrice di Sinopsis Australis. Si tratta di un programma di residenze d’arte tra Italia e Sud America: lei fa un grandissimo lavoro, concentrandosi specificatamente nell’interscambio sinergico tra artisti italiani e cileni. Noi, grazie a lei, siamo riusciti a portare in Cile le opere di Nerina Toci, una giovane fotografa italo-albanese che abbiamo scoperto attraverso i nostri laboratori e che, a detta di molti critici, esprime un talento visionario e immaginario notevole. D’altra parte ospitiamo gli artisti che vengono in residenza per Sinopsis Australis in Italia, come successo quest’anno per il cileno Nikolas Sato. È un grande risultato per questo spazio, bisogna dare la possibilità ai ragazzi di spaziare e allargare i propri orizzonti oltre al nostro territorio. Perché, in fondo, l’arte è importante perché non deve raccontare nulla. Sono gli artisti che attraverso l’arte riusciranno a trasmettere la loro interpretazione di ciò che accade nei luoghi che vivono”.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/11/io-faccio-cosi-188-loc-laboratorio-arte-creativita-sicilia/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Monumenti Aperti: la cultura diffusa dalle persone di ogni età

E se diventassimo tutti noi promotori dei beni pubblici, rendendo consapevoli i cittadini dell’enorme patrimonio culturale del nostro territorio? Nasce in Sardegna per iniziativa di un gruppo di studenti la manifestazione Monumenti Aperti, ideata dall’associazione Imago Mundi per diffondere il valore dei monumenti delle città sarde tramite visite guidate condotte da volontari e alunni delle scuole. Una nuova modalità di fruizione del bene culturale, dove gli studenti di tutte le età diventano i protagonisti nella diffusione del valore dei monumenti delle città sarde. Tutto questo è Monumenti Aperti, l’iniziativa dell’associazione culturale Imago Mundi, dove la riscoperta di segni e tradizioni del passato va di pari passo con un modello imprenditoriale che coordina migliaia di volontari e coinvolge centinaia di migliaia di persone, sia come fruitori che come presentatori del bene culturale stesso.

L’Associazione Culturale Imago Mundi è nata per iniziativa di un gruppo di studenti dell’Università di Cagliari, nel 1992, con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare la cultura, i monumenti e le tradizioni della città. Lo scopo principale fin dalla nascita è stato quello di coinvolgere la popolazione nella scoperta e nella diffusione del bene culturale studiato. Oggi l’associazione conta tre dipendenti e 13.500 volontari tra studenti universitari, liceali, alunni delle scuole medie e soci che hanno sposato il progetto. Ed è l’associazione che organizza la manifestazione Monumenti Aperti: un’iniziativa nata nel 1997 volta alla riscoperta di tracce, segni e testimonianze del passato cittadino cagliaritano e della Sardegna in generale. Per due giorni i monumenti di Cagliari, e oggi anche di altre realtà più piccole della Sardegna, vengano aperti al pubblico e spiegati tramite visite guidate condotte da volontari, studenti e alunni delle scuole. Si vuole così differenziare e arricchire la fruizione dei beni pubblici, rendendo consapevoli i cittadini sardi dell’enorme patrimonio archeologico, architettonico, artistico e storico della regione.13237817_1075393852541571_3733861547292167726_n

Ma come funziona esattamente? La scuola adotta un monumento e così “Il percorso didattico diventa un vero e proprio progetto culturale –  ci spiega Fabrizio Frongia, presidente dell’Associazione Culturale Onlus Imago Mundi – con una modalità nuova di presentazione del ricco patrimonio archeologico e architettonico della nostra terra. Cerchiamo di fare in modo che lo studente, attraverso i temi, gli articoli di giornale, gli scritti, i saggi brevi, possa impadronirsi del bene di prossimità, cioè del bene che va adottare o individualmente o come gruppo classe”.

Ci sono istituti che aderiscono alla manifestazione con tanti professori e studenti, con un approccio multidisciplinare facendo così in modo che ognuno, in base all’età, possa raccontare il bene di prossimità nella maniera a più consona. La trasversalità tra ordini e gradi dell’istruzione ne fa un progetto unico tra le manifestazioni culturali italiane.

Monumenti Aperti ha una rilevanza regionale ben solida, con quasi centomila visitatori ed è nata anche un’edizione piemontese della manifestazione a Santo Stefano Balbo, paese natale di Cesare Pavese. Da realtà circoscritta alla città di Cagliari, oggi è divenuta una manifestazione estesa a tutto il territorio regionale sardo e, soprattutto, ha tutte le carte per divenire un modello imprenditoriale: “da più ambiti ci sta arrivando un suggerimento pratico” ci spiega Frongia “che è quello di cercare di guardare Monumenti Aperti come modello, non percepito solamente come progetto culturale a sé ma guardatelo come progetto culturale a trecentosessanta gradi perché è anche un progetto imprenditoriale”.13179254_1072294096184880_1685287078385526884_n

La manifestazione gode del patrocinio degli assessorati al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Sardegna. L’Amministrazione Regionale ha deciso di ampliare l’evento a tutto il territorio sardo e non solo a Cagliari, allo scopo di incentivare un turismo interno che oggi sembra in costante espansione.  All’interno di Monumenti Aperti sono nati dei programmi speciali come Monumenti in Musica, dove le visite guidate vengono animate con momenti e pillole musicali realizzati da studenti del conservatorio, professionisti, volontari e autodidatti, e Cultura Senza Barriere dove sono stati studiati percorsi per non udenti e non vedenti e, andando anche oltre la sola accessibilità, si sono organizzate visite guidate dirette da persone dalle diverse abilità fino ad arrivare ai nuovi cittadini: “A Cagliari dei senegalesi hanno adottato un lazzaretto sul mare” conclude Frongia, che è una delle prime cose che vedono quando la nave arriva sul porto. Lo raccontano in francese, ad altri nuovi cittadini che arrivano per la prima volta in città, e in italiano spiegano poi cosa ha rappresentato e rappresenta il bene adottato”.

Intervista e riprese: Daniel Tarozzi
Montaggio: Paolo Cignini

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/01/io-faccio-cosi-151-monumenti-aperti-la-cultura-diffusa-persone-ogni-eta/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

L’orto-giardino biodinamico tra bellezza, musica e arte

Davide e Lorena hanno iniziato con pazienza a lavorarci, poi quell’orto-giardino che avevano in mente è diventato realtà: naturale, biodinamico, con quelle energie tutte particolari di una cosa a cui si vuole bene.orto01

Davide Rizzi e Lorena Turrini si sono lanciati nell’avventura di creare un modello ripetibile e diffondibile di orto-giardino naturale e biodinamico. Hanno raggiunto il loro obiettivo e hanno già dato vita a due di questi orti-giardini in Toscana.
«Ciò che desideriamo comunicare è l’idea di bellezza, di arte, musica ed armonia nell’orto» spiegano.
«Ciò che noi coltiviamo è un cibo per il corpo (quindi di altissimo valore nutrizionale utilizzando metodi naturali di coltivazione… specialmente il metodo biodinamico) e per l’anima (quindi  bellezza che nutre). Per  fare questo, creiamo un giardino di fiori, forme curve ed armoniche, una grande piramide con proporzioni auree per la meditazione, concerti di musica, installazioni di arte in orto. Vogliamo dare un’immagine, anche ai più giovani, dell’orto non solo come luogo di fatica ma anche come luogo di pace, serenità, riscoprendone in tal modo la  necessaria importanza  nella vita dell’uomo».
Davide proviene da studi musicali (conservatorio di musica per 10 anni, diplomato in chitarra classica e poi concertista per 15 anni), Lorena proviene da studi artistici (Accademia di Bellle Arti e attività di pittrice).
«Grazie  alla nostra formazione artistica riusciamo ad intravedere nella natura  l’armonia delle sue forme ed insinuarci in punta di piedi nei suoi misteri» dicono. orto02

La loro filosofia teorico-pratica.

ORTO E GIARDINO  BIODINAMICO

L’agricoltura biodinamica si propone di produrre alimenti non solo ottimi al gusto e belli a vedersi, ma anche e soprattutto con un alto contenuto di principi attivi benefici per la vita e la salute
dell’essere umano. Fare un orto biodinamico significa creare un’area dove manifestare l’armonia e la vitalità degli ecosistemi. Questo si esprime attraverso la considerazione delle colture come effetto di un’unicità di equilibri naturali. Dal seme al frutto, dalla preparazione alla cura, dal mantenimento alla conservazione. L’orto-giardino biodinamico nasce come luogo per ritrovare la salute e il benessere, interiore ed esteriore, attraverso il diretto contatto con la terra e la bellezza della natura. Avere un orto – giardino biodinamico significa oggi giorno dare un senso all’attività umana, attraverso l’attività lavorativa, nel rispetto della natura per godere infine dei frutti tanto attesi.

IL FRUTTETO

Uno degli aspetti più importanti per una moderna frutticoltura riguarda la conoscenza delle leggi che governano la vita degli alberi da frutto. I principi più importanti da tenere in considerazione sono:

• Rispetto delle leggi di crescita per una perfetta produzione della pianta
• Orientamento delle colture per ottenere il massimo valore nutrizionale
• Utilizzo di varietà rustiche(antiche) e produttive per ottenere frutta pregiata tutto l’anno
• Scelta di portainnesti vigorosi e puri per ottimizzare il valore nutrizionale e la resistenza
• Particolare cura della fertilità del terreno per la vigorosità delle piante
• Appropriata consociazione delle varietà per l’impollinazione incrociata e la raccolta scalare

FRUTTI DI BOSCO E FRAGOLE (IN VERTICALE)

Mirtilli, lamponi, more, ribes, uva spina e fragole sono alleati preziosi per la salute, per il benessere e per la bellezza. Oltre a contenere minerali e vitamine, in particolare la A e la C, questi piccoli frutti sono un concentrato di polifenoli, sostanze naturali capaci di proteggere dall’attacco dei radicali liberi, le molecole di “scarto” ritenute le principali responsabili dell’invecchiamento precoce delle cellule. Il nostro organismo è dotato di naturali meccanismi di difesa contro i radicali liberi, ma un’eccessiva esposizione al sole, l’abuso di farmaci, un’alimentazione povera di frutta e di verdura possono favorirne l’accumulo: ne deriva così uno stress ossidativo che il consumo di frutti rossi aiuta a contenere. Della “famiglia” dei frutti rossi i più famosi e coltivati sono: fragole, ciliegie e frutti di bosco (more, lamponi, mirtilli, ribes rosso e ribes nero)orto03

NURSERY – VIVAIO

E’ considerato il cuore dell’azienda: il vivaio è l’area di preparazione delle piantine che verranno poi trapiantate in campo e che genereranno i nostri prodotti. Nella sua realizzazione e gestione è quindi necessario avere cure molto particolari e delicate. L’importanza delle attività di vivaio risiede nell’utilizzo di sementi originali e della relativa autorigenerazione. Viene quindi a crearsi il ciclo chiuso, seme – pianta – seme. Nel seme abbiamo passato presente e futuro.

BANCA DATI SEMENTI E RIGENERAZIONE COL METODO BIO-DINAMICO

La nostra banca dati comprende circa 2000 varietà tra ortaggi, fiori e frutti. Piante da tutto il mondo, trovate attraverso viaggi e scambi con altri seed saver. I seed saver sono letteralmente salvatori di semi. Lavoriamo con volontà e responsabilità nel conservare il più alto numero di varietà di piante di alta qualità che altrimenti andrebbero abbandonate a causa dell’industrializzazione in agricoltura. Ogni anno vengono prelevati i semi dalle piante migliori in termini di vitalità e gusto seguendo un preciso programma di impulsi delle costellazioni planetarie. Sono gli impulsi dei pianeti che governano il mondo vegetale, il sole in primis e poi gli altri a seguire: se conosciuti possono essere utilizzati per migliorare i vegetali. Lo scopo è quello di rendere la pianta sempre più resistente agli agenti atmosferici, ai parassiti, virus e funghi e di migliorare sempre di più il gusto ed il valore nutrizionale. Attraverso l’utilizzo degli impulsi planetari in determinati periodi dell’anno è anche possibile creare nuove varietà inesistenti fino ad ora di ortaggi ed altre piante. La pratica richiede tempo e conoscenza ma il risultato è inaspettatamente affascinante.

LA MUSICA PER LE PIANTE –  ARTE IN ORTO

Da circa un secolo si sono riscoperti i benefici che la musica apporta alle piante. Attraverso numerosi esperimenti si sono riscontrati forti successi di aumento di qualità, di salute e di produzione. Questa metodologia ha inoltre una funzione armonizzatrice della natura e della psiche di chi lavora all’interno del giardino. Solitamente la scelta della musica comprende brani già esistenti. I miei studi in conservatorio uniti a quelli della natura e degli impulsi bio-dinamici, mi permettono oggi di realizzare composizioni musicali personali, realizzati ad hoc per le piante.
Noi realizziamo anche allestimenti di opere d’arte in orto, corsi di arte, concerti di musica in orto.

PERCORSI DI AGRICOLTURA  NATURALE – BIODINAMICA

Reputiamo importante creare un polo di conoscenza che, attraverso l’agricoltura biodinamica e altri metodi funzionali (permacultura, agricoltura sinergica, fukuoka, etc) riesca a trasferire conoscenze dalla realtà aziendale al territorio ed a persone interessate. Esistono molte possibilità di studio-lavoro realizzabili fin da subito in azienda, sia come corsi per studenti sia come periodi di ricerca per esperti di settore.orto4

I 12 SENSI

È bello anche pensare a percorsi didattici in orto per famigliarizzare con i lavori principali e sviluppare i 12 sensi.  Nell’insegnamento steineriano i sensi di cui l’essere umano è dotato sono 12 ed avendo accortezza nello stimolarli e svilupparli in tenera età questi potranno essere  trasformati in qualità morali. Con semplici esercizi in orto il bambino potrà così facilmente  e pienamente esprimere le sue intrinseche qualità psico-fisiche.

PIANTE ALIMENTARI ALTERNATIVE

Negli ultimi anni stiamo riscoprendo molte antiche piante alimentari. La rarità dei semi e delle
metodologie di coltivazione ne ha creato oggi un mercato di nicchia. Solo per citarne alcuni: bacche di goji, kiwi arguta, alchechengi, spirulina, zafferano, stevia, yam di luce, funghi solo per citarne alcune. Ci siamo specializzati in quella figura professionale che gli americani chiamano “culinary gardener”, gli ortolani della cucina che collaborano direttamente con gli chef. Per questo motivo abbiamo cercato e tuttora ricerchiamo varietà nuove  e preziose di verdure per favorire il meticoloso lavoro della “squadra” di cucina e rendere i piatti nuovi, accattivanti e ad alto valore nutrizionale.

Davide Rizzi 347-5601160

Lorena Turrini 347-7181251

e-mail darz2000@libero.it

 

Fonte: ilcambiamento.it

L’arte salverà il mondo? Faccia a faccia con Michelangelo Pistoletto

C’è un vecchio infinito e un nuovo infinito. Il vecchio infinito, quello classico, è una specie di otto sdraiato (per intenderci, questo: ∞). Quello nuovo invece ha un cerchio in più, maggiore, al centro, e purtroppo non posso illustrarvelo perché nessun programma di videoscrittura lo ha ancora inserito fra i caratteri (ma trovate un video illustrativo più sotto). Questo nuovo cerchio centrale è il cerchio del cambiamento, frutto dell’unione feconda dei due precedenti, ed è la nostra unica speranza di sopravvivenza.

Già, non avete le idee del tutto chiare. È normale. Per capire quello di cui stiamo parlando è necessario fare un passo indietro e presentare il protagonista della storia di oggi e l’argomento di cui andremo a trattare. Michelangelo Pistoletto è uno dei più grandi artisti italiani viventi. Balzato alla fama mondiale negli anni Sessanta come esponente dell’arte povera, il suo è un percorso artistico del tutto particolare, non privo di repentini cambiamenti stilistici e semantici. Filo conduttore di buona parte della sua opera è l’idea di trasformazione, espressa come un movimento dialettico in tre tempi (passato-presente-futuro, stato iniziale-opposizione-superamento, ecc). Lo potremmo quasi definire l’artista del cambiamento. Ed eccoci all’argomento di oggi. Arte e cambiamento. L’artista cambia la propria arte e l’arte cambia l’artista. L’artista attraverso la propria arte prova a cambiare il mondo. O forse è l’arte che cambia il mondo agendo attraverso ogni artista? Un legame complesso, quello fra arte e cambiamento, che percorre come un filo parallelo tutta la storia dell’umanità. Intesa come capacità di rappresentare modelli differenti, di ribaltare le prospettive e rendere “straniante” ciò che ci è familiare, l’arte è da sempre uno stimolo a ripensare l’esistente ed immaginare ciò che ancora non c’è. È il motore del cambiamento perché, per dirla con le parole dell’artista cileno Alfredo Jaar, “crea modelli che lentamente si diffondono”. Ha una sorta di primato sulla realtà, sugli avvenimenti: li immagina e crea le condizioni necessarie perché accadano. Dunque è normale che in un momento di profonda crisi, in cui la necessità di un cambiamento si fa sempre più pressante, ci si rivolga all’arte con occhi speranzosi, sperando che sappia indicarci la strada. L’arte può cambiare il mondo? “Penso di sì, basta che lo voglia” risponde Pistoletto. “L’arte ha una funzione sociale perché muove la parte spirituale della persona, una spiritualità non codificata né coercitiva, ma vera, complessa, dinamica”. È l’arte, per Pistoletto, la chiave di volta. Un’arte che però deve prendere coscienza della propria funzione sociale, che spesso viene dimenticata o accantonata. Solo così si potrà dare senso pieno al terzo cerchio comparso all’interno del nuovo simbolo dell’infinito.pistoletto

caratterizzano sono artificiali, così come i piaceri e le comodità. Il secondo paradiso sta distruggendo il primo, inquinandolo, corrompendolo, mangiandolo dall’interno. I due paradisi rischiano oggi di annientarsi a vicenda (giacché il secondo annientando il primo distruggerebbe anche se stesso), la collisione finale è vicina. È necessario entrare in una terza dimensione, creare un terzo paradiso che sia l’unione costruttiva e non più distruttiva fra i primi due. Il cerchio centrale aggiunto dall’artista al simbolo dell’infinito rappresenta proprio questo terzo paradiso, un ventre gravido risultato dell’unione dei due precedenti. Si tratta di un processo spirituale prima ancora che pratico, una transizione della mente prima che del corpo, una riconciliazione dell’artificiale con il naturale, dell’uomo con la natura. L’arte ha un ruolo fondamentale in questo passaggio. Assieme alla religione infatti è l’unico strumento capace di guidare la parte spirituale dell’uomo, ma a differenza di quest’ultima che -soprattutto nei monoteismi- è verticale, dogmatica e impositiva, essa è orizzontale e democratica. L’arte ci permette di riconoscere la divinità che riposa nell’altro e viceversa.

Pistoletto aveva anche individuato una data simbolica per questa transizione alla terza dimensione. Il 21 dicembre 2012. Nella data in cui molti collocavano la fine del mondo l’artista aveva immaginato piuttosto una rinascita: il rebirth day. Inoltre, consapevole che l’arte può solo essere scelta e mai imposta (come invece avviene con le religioni), Pistoletto si impegna da anni per riavvicinare e integrare l’arte nella società. Nel 1998 ha fondato in quest’ottica a Biella la Cittadellarte (di cui trovate un approfondimento nel box sulla destra), un luogo di incontro e relazione, un laboratorio creativo di propagazione del cambiamento ai vari ambiti della società. Una porta d’accesso al terzo paradiso.

Andrea Degl’Innocenti

Fonte: italiachecambia.org

A Roma dal 2 all’11 maggio arriva RIscARTI Fest. E il rifiuto diventa Arte

Dal 2 all’11 maggio la Città dell’Altra Economia ospita la seconda edizione di RIscARTI Fest (ingresso gratuito). Saranno 10 giorni di arte, riuso, mercato e divertimento con l’obiettivo di ridisegnare l’idea di utile e di avanzo378978

10 giorni per riciclare, creare, recuperare, trasformare, inventare, socializzare: è questo il RiscARTI Fest che torna a Roma per la 2° edizione dal 2 all’11 maggio nella bella cornice della Città dell’Altra Economia a Testaccio (Largo Dino Frisullo). RIscARTI è una vera e propria piattaforma multidisciplinare su tematiche green che si propone di unire alla regola delle 4 R (riduzione recupero riciclo e riuso) le Arti, per proporre e costruire un cambiamento che sia anche un “riscatto”: riciclare significa infatti valorizzare il rifiuto, nobilitare lo scarto, riqualificare e dare nuova destinazione d’uso agli oggetti per mezzo dell’ingegno e abilità. Nel corso del Festival, non mancheranno performance, esibizioni di eco-band, esposizioni della materia rinata dallo scarto, documentari sull’ambiente, laboratori e incontri sul tema del riciclo.
Il Festival, ad ingresso gratuito, verrà inaugurato con una conferenza stampa venerdì 2 maggio che vedrà la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore all’Ambiente Estella Marino e dell’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Masini per parlare di smart cities, energie pulite, mobilità sostenibile, spazi verdi e stili di vita virtuosi. Grande curiosità inoltre per le 4 autovetture del trasporto urbano ATAC da rottamare che diverranno invece degli spazi espositivi d’eccezione. L’allestimento interno è stato realizzato recuperando i materiali eco del Treno Verde di Legambiente e i viaggiatori delle autovetture sono davvero particolari: gli Androidi, alti 1 metro e 90, di Danilo Marchi, lo scultore di bottiglie di plastica. Gli autobus accolgono inoltre più di 50 pezzi di riciclo creativo, scelti dal pubblico nei mesi scorsi nel contest “Riscattati a RIscARTI con YOUREC”, e collezioni straniere di Art Recup (Francia) Drap Art (Spagna) e Volos (Grecia). Momenti musicali saranno offerti da un palco riciclato che ospiterà  Andrea Satta (Tete de Bois) e Bamboo (2 Maggio), Club Voltaire, Riciclato Circo musicale e i Prototipi di Scartus che si esibiranno con strumenti auto costruiti, bidoni, tubi e biciclette. Non mancheranno infine il mercato della sostenibilità (sabato e domenica) per incoraggiare un consumo critico e l’acquisto dell’autoprodotto e del km 0, il laboratorio per costruire la RE Boat (10 maggio) in vista della prossima gara sulle acque del laghetto dell’Eur, e numerosi altri eventi, installazioni, esibizioni e laboratori. Insomma, un appuntamento da non mancare! Per leggere tutto il programma, visitate il sito riscarti.blogspot.com

Fonte :ecodallecitta.it

PIMP MY BIKE

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presentano:

PIMP MY BIKE
Venerdì 9 agosto
CARPE DIEM
Via Po, 28
10123 Torino

a partire dalle 19.00

PIMPMYBIKE_Locandina

Nel mese più caldo dell’anno, sotto i portici di una delle vie più importanti di Torino, l’agenzia BeToBe propone un evento tutto dedicato agli amanti delle due ruote non a motore. L’idea è quella d’incrociare in una singola serata arte, sport, musica, passione e progettualità. Da ciò nasce Pimp My Bike evento al suo debutto venerdì 9 agosto a partire dalle 19.00 presso il Carpe Diem in via Po 28. I partecipanti avranno la possibilità di presentare progetti ideati da loro per allestire in modo artistico la propria bicicletta con il supporto e la collaborazione dell’officina del mostro, attività specializzata in: “scenografie, allestimenti biciclette, macchine, costumi e…un pò tutto ciò che riguarda l’essere Artista in genere…ricca di emozioni, inventiva, creatività, voglia di creare e fantasia”. A presenziare Emilia Cristina scenografa e responsabile dell’officina che dopo un’attenta analisi delle idee presentate deciderà il miglior progetto utilizzando criteri di fattibilità e originalità.

Il vincitore vedrà realizzato gratuitamente il proprio progetto, mentre a tutti gli altri partecipanti verrà rilasciato un buono sconto da usufruire per realizzare i propri allestimenti.

A sonorizzare la serata un duo acustico decisamente prorompente,  Pop &non Soul,  formati dal cantante torinese Samuele Spallitta e dal chitarrista romano Vincenzo Delli Carri. Il duo si forma nel Giugno del 2013 con il progetto comune di reinterpretare in chiave chitarra e voce e comunque originale i brani Pop del momento e i pezzi che hanno fatto la storia del R&B . A chiudere l’evento un dj set dalle sonorità imprecise, creato da Dj Ivan.D (storico dj resident di Alcatraz Club Murazzi, Acua Club Murazzi e di molti altri locali della città) & Dj Fabio C. (Dj e Speaker radiofonico di  SonicaWebRadio)

 

“Cogli l’attimo per pimpare la tua bici”
INGRESSO GRATUITO CON CONSUMAZIONE FACOLTATIVA

Ufficio Stampa BeToBe Agency Redattore: Ivan Demagistris +39.339.849.65.62 info@be2be-agency.com

fonte: BeToBe Agency