Lasciateci tornare nell’Aquila “in gabbia”

“Lasciateci tornare nell’Aquila in gabbia”: è l’appello del giornalista freelance Filippo Ciardi, che cinque anni dopo il terremoto che ha segnato l’Abruzzo vuole tornare all’Aquila per completare il documentario che racconta vite perdute e speranze che resistono. Il problema? Nessuno più è interessato a sostenere il progetto, “perché – dicono – non fa più notizia”. Il Cambiamento non si volta dall’altra parte e ha scelto di dare voce a Filippo Ciardi.aquila_sisma

Il 6 aprile scorso, nel quinto anniversario delle scosse che hanno distrutto L’Aquila, i lettori de Il Cambiamento hanno potuto tornare idealmente nell’Abruzzo ferita grazie al reportage “Non accettate sogni dagli sconosciuti”, un racconto fatto di sensazioni, immagini, numeri e vicende giudiziarie per ripercorrere quel che è successo in questi lunghi 5 anni e descrivere quala sia la situazione reale del capoluogo abruzzese. Un altro lavoro attende di poter raccontare appieno quelle ferite; per ora è un inizio, è un video teaser di poco più di 3 minuti, ma l’autore, il giornalista Filippo Ciardi, vuole trasformarlo in un vero e proprio documentario. Il lavoro di Ciardi (clicca qui per vedere il video teaser e avere informazioni su come sostenere il progetto) racconta l’estate aquilana del 2012 con le parole e gli occhi di Stefano, Luca e Federico, bancario, attore e architetto, i quali offrono un’interpretazione profonda e articolata della mancata ricostruzione in un’estate piena di incertezze ma anche di speranze. Sono tante infatti le attese create dal previsto passaggio dei poteri sulla riedificazione dalle mani delle autorità straordinarie che hanno gestito l’emergenza agli enti locali che dovrebbero acquisirli pienamente in autunno. Mentre i palazzi “messi in sicurezza” sono in realtà sempre più a rischio di crollo e si avvicina l’ennesimo inverno in cui non si potrà lavorare in cantiere a causa del maltempo. Un racconto di tre persone imprigionate in un destino di lotta e attesa, speranzose di vedere rinascere la loro cara città. Il documentario di Filippo Ciardi non è stato ancora visto. Le persone alle quali è stato proposto hanno risposto laconicamente che “L’Aquila non fa più notizia”. «Vogliamo tornare ad osservare ciò che è cambiato e cosa no e terminare il nostro progetto di documentario – spiega Ciardi – incontrando nuovamente gli Aquilani con cui abbiamo passato l’estate del 2012 e che ci hanno raccontato le ragioni della mancata ricostruzione, che nel frattempo ha fatto qualche piccolo passo avanti anche se il centro storico resta in gran parte da ricostruire. Quando abbiamo proposto questo documentario quasi 2 anni fa ci hanno detto che L’Aquila non faceva più notizia». Occorrono fondi per terminare il documentario e raccontare così al resto degli italiani le mutilazioni, le cicatrici e le mancate soluzioni di una tragedia che a 5 anni di distanza resta tale. Il Cambiamento vuole tenere viva la questione e invitiamo i lettori a manifestare solidarietà e sostegno a Ciardi per il suo progetto.

Fonte: il cambiamento.it

Pneumatici riciclati: due campi sportivi nel nome del riuso

A L’Aquila e a Medolla lo sport rinasce grazie al riutilizzo dei vecchi pneumatici: due esempi virtuosi di riuso nei luoghi dei terremoti del 2009 e del 2012182976465-586x389

Arriva dal nuovo parco giochi edificato al centro dell’Aquila una bella storia di riuso degli pneumatici usati. Un campo da calcetto di 6 metri per 12 realizzato con un sottotappeto elastico ottenuto interamente con gomma da riciclo da Pneumatici Fuori Uso. Questo strato ottenuto con la gomma riciclata è posto tra il sottofondo e il manto in erba artificiale e ha la duplice funzione di assorbire eventuali urti e shock ma, anche, di restituire l’energia all’atleta durante le fasi di gioco. I campi di Speedbol sono i primi mini pitch ad adottare questo tipo di pavimentazione sportiva e ad essere dotati di protezioni. Il progetto porta la firma di Ecopneus spa, la società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia in base all’art. 228 del Decreto Legislativo 152/2006, che obbliga produttori e importatori di pneumatici a provvedere alla gestione di un quantitativo di PFU pari in peso a quanto immesso nel mercato del ricambio l’anno solare precedente. L’altra settimana un altro campo polifunzionale è stato realizzato a Medolla, in provincia di Modena, altra zona colpita dal terremoto. In questo caso il campo polivalente del PalaMedolla è stato trasformato legando la gomma da riciclo con resine poliuretaniche e, successivamente, trasformando il tutto in rotoli che sono stati stesi sulla pavimentazione per formare un’unica superficie. Anche questa struttura – inserita nel progetto di riqualificazione sostenibile dell’impiantistica sportiva di UISP – l’Unione Italiana Sport per Tutti – è nata grazie alla collaborazione di Ecopneus. La missione della società si sviluppa in cinque direzioni: 1) identificare i punti della generazione del rifiuto degli pneumatici; 2) ottimizzare la parte logistica del sistema; 3) garantire il processo di raccolta per alimentare tutti gli operatori; 4) promuovere nuovi impieghi dei PFU; 5) effettuare il monitoraggio e la rendicontazione.

Fonte.  Ecopneus

 

Festa dell’Acqua all’Aquila dal 6 all’11 ottobre 2013

Si svolgerà nella cittadina abruzzese la seconda edizione della più importante manifestazione italiana dedicata al settore idrico 

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Sarà L’Aquila a ospitare dal 6 all’11 ottobre prossimi la seconda edizione del Festival dell’Acqua, la più importante e articolata manifestazione italiana dedicata al settore idrico. Convegni, dibattiti, workshop, ma anche concerti, presentazioni di libri, spettacoli, laboratori didattici, cucina, arte e cinema. E poi un “ospite” d’onore che nelle ultime settimane ha fatto molto parlare di sé: l’astronauta Luca Parmitano spiegherà, in collegamento da remoto, il valore dell’acqua nelle navicelle spaziali permettendo così di chiudere il cerchio su di lanciare uno sguardo a 360° sulle risorse idriche. Il Festival ha cadenza biennale e, per una settimana, raccoglie 400 aziende associate a Federutility. Quest’anno, inoltre, grazie a un accordo con Federutility, anche Expo 2015 sarà partner dell’edizione aquilana del festival, giocando d’anticipo di due anni rispetto alla terza edizione della manifestazione che si svolgerà nei padiglioni di Rho Fiera. Fra i nomi che hanno già confermato la propria presenza vi sono quelli del presidente del Senato, Pietro Grasso, del matematico Piergiorgio Odifreddi, dei giornalisti Aldo Cazzullo e Gianni Riotta, dell’astrofisico Leopoldo Benacchio e del filosofo Umberto Galimberti. L’acqua e i sistemi idrici saranno oggetto di incontri a carattere tecnico-scientifico, ma anche di approfondimenti sugli aspetti gestionali e regolatori, nonché di confronti su temi culturali e di informazione. In una sede come L’Aquila, cittadina ancora segnata dal sisma di quattro anni fa, ci sarà una sessione speciale dedicata agli effetti dei terremoti per le infrastrutture e i servizi idrici.

Fonte: Federutility

Fugge dalla padrona per tornare al canile: la storia del labrador Dado

La storia di Dado sembra una favola capovolta. Sopravvissuto al sisma dell’Aquila e portato in un canile di Bibiana (To), nei pressi di Pinerolo, il labrador è scappato dalla sua nuova padrona per tornare al canile che lo aveva accolto quattro anni fa.

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Lo avevano visto aggirarsi da solo per la città, dopo il terremoto del 2009. All’epoca aveva sei mesi, un cucciolo senza casa né padroni. Un’attivista della Lega Nazionale del Cane abruzzese, vista la situazione di emergenza, chiese a Graziella Avondetto, responsabile del canile di Bibiana (To) se potesse occuparsene. Il labrador è giunto in Piemonte dopo il terremoto, ancora impaurito dai rumori forti ha impiegato un po’ di tempo ad abituarsi al nuovo ambiente. Inizialmente ha dovuto metabolizzare il trauma subito, ma con il passare del tempo – racconta la volontaria – ha assunto un ruolo di leader all’interno del canile, venendo identificato dagli altri come un capo branco. Il canile di Bibiana è una struttura-modello con tanto di pannelli solari per scaldare le cucce. Dopo l’intervento di educatori e di un veterinario comportamentista Dado ha cominciato a lasciarsi avvicinare dagli umani. Il lungo iter per trovargli una casa è culminato con l’adozione di un paio d’anni fa. Ad accoglierlo è stata una signora residente di Prarostino, piccolo paese a cavallo fra le valli Pellice e Chisone. Tre giorni dopo l’adozione, la signora ha telefonato ai responsabili del canile per avvertirli che Dado aveva saltato un’alta rete e un muretto ed era scomparso. Il cane ha iniziato il suo viaggio nei boschi. A quindici giorni dalla scomparsa, una domenica i volontari del canile decidono di organizzare un rastrellamento delle campagne per trovarlo. Verso le sei di sera scorgono una macchia bianca. È Dado che ha ritrovato la strada di casa, percorrendo i quindici chilometri di distanza da Prarostino a Bibiana. Provato dagli stenti, con dieci chili di meno, il labrador è finalmente tornato in quella che è ormai la sua vera casa. Per restarci.

Fonte: Repubblica