Api in città: dopo New York, anche Milano pensa ad ospitare le api sui tetti

Il Consiglio di Zona 1 sta discutendo la proposta dell’Associazione Milleapi di costruire della arnie sui tetti di Milano. Tetti particolari, come quelli dell’Acquario, di Villa Reale e dei musei Triennale, di Storia Naturale, del Novecento e del Teatro alla Scala. A New York lo fanno già

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Le api arrivano in città, ospitate sui tetti del capoluogo milanese.
Il progetto pilota, presentato dall’Associazione Milleapi, è stato discusso in Commissione Ambiente e Verde di Zona 1.

“Senza api” – spiegano gli apicoltori promotori dell’iniziativa – “non esisterebbe l’80 per cento di ciò che mangiamo”. Una biodiversità da difendere, dunque, così come già accade in altre grandi città che hanno avviato iniziative analoghe, come Parigi, dove le api sono ospitate sul tetto dell’Opéra (ed esiste un progetto preciso denominato “impollinazione urbana”) o Londra, dove il miele si fa sui tetti della Tate Modern Gallery. Si direbbe quasi un connubio tra Arte e Natura anche se l’intento è quello di trovare ospitalità su tetti meno celebri, con l’obiettivo primario di difendere questi insetti, così preziosi per l’equilibrio del nostro ecosistema, dai pesticidi utilizzati in campagna. Un esempio è la città di New York, dove l’apicoltura fai-da-te è un vero e proprio fenomeno: da quando l’amministrazione ha eliminato il bando all’allevamento delle api da miele, i cittadini si sono organizzati ospitando alveari sui tetti dei grattacieli di Manhattan, con tanto di Festival dedicato (il New York City Honey Festival).  La Presidente della Commissione Ambiente, Elena Grandi, ha parlato con alcuni apicoltori : “Il progetto – spiega – è quello di individuare luoghi non accessibili in città su cui mettere le arnie. Nelle zone agricole soffrono l’uso degli anticrittogamici, in città questo problema non esiste”.
I costi dell’installazione e gestione sono minimi, molti i vantaggi, a quanto pare, tra i quali anche la possibilità di produrre del miele con le etichette, milanesissime, di Palazzo Marino, o del Teatro alla Scala, ad esempio, come già avviene a Parigi che ha commercializzato, nel primo anno di attività, due tonnellate di ottimo miele in vendita al Centro Pompidou e alle Gallerie La Fayette.

 

fonte: ecodallecittà

Salviamo le Api: Adotta anche tu un Alveare

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TURINCITY, associazione senza scopo di lucro nata nel 2006 e fattasi promotrice nel corso degli Anni di molteplici eventi di natura culturale, annovera tra i suoi scopi istituzionali anche la promozione di “interventi strutturali sul territorio ecocompatibili con l’ambiente e le sue risorse, per concorrere alla tutela ed al miglioramento della qualità della vita” (art. 3 Statuto sociale). Al fine di offrire il proprio contributo attivo in termini di salvaguardia dell’ambiente ha pertanto deciso di intraprendere una campagna di sensibilizzazione dei cittadini per il rispetto di quanto viene comunemente definito “ecosistema” senza spesso avere scienza e coscienza di cosa sia e di cosa significhi comprometterne i suoi equilibri.
Ispirandosi ad un pensiero attribuito niente meno che ad Albert Eistein, secondo il quale “se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”, l’associazione Turincity ha deciso di rendere meritevole del proprio impegno quello che a torto viene considerato semplicemente un fastidioso insetto: l’APE.
Se è pur vero che l’affermazione appare a prima vista spropositata, è altrettanto innegabile che senza le api la nostra agricoltura sarebbe gravemente danneggiata: senza le api l’impollinazione sarebbe quasi assente, causando la scomparsa di molte specie vegetali ed il crollo della produzione ortofrutticola con conseguenze devastanti per la civiltà umana se si considera che è proprio grazie alla gigantesca forza lavoro delle api che si produce oltre un terzo delle scorte alimentari di molti Paesi. Purtroppo negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino: alcune specie sono ora estinte, altre sono in continuo declino intanto che gli scienziati si arrovellano per trovare le cause e gli antidoti: malattie, perdita dell’habitat naturale e prodotti chimici tossici (in particolare pesticidi) sono tra i fattori che incontrovertibili dati scientifici annoverano tra i principali fattori. Anche la Procura della Repubblica di Torino ha studiato a lungo il fenomeno della moria delle api ed il PM Raffaele Guariniello ha recentemente concluso l’indagine incriminando un noto produttore ed un noto distributore di potenti pesticidi a base di clothianidina (utilizzati tipicamente nella coltivazione del mais), principio attivo che manda in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti: le api non riescono a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa . L’accusa formulata è: danni al patrimonio zootecnico nazionale.
Turincity, oltre a condividere le campagne contro l’uso dei pesticidi, intende pertanto promuovere in proprio un’attività di diffusione della conoscenza del problema della moria delle api e di raccolta fondi finalizzata all’impianto ed al mantenimento di nuovi alveari mediante una campagna pubblicitaria denominata “Salviamo le api: adotta anche tu un alveare”. L’attività di comunicazione verrà svolta mediante una capillare distribuzione di materiale informativo presso gli esercizi commerciali ove sarà possibile effettuare la propria donazione, nonché mediante la creazione di “Punti APE” dove sarà effettuata la raccolta fondi accompagnata da una degustazione dei vari tipi di miele e dove sarà possibile ricevere da apicoltori professionali una approfondita informazione sulla cultura dell’apicoltura e sulle minacce contemporanee. I fondi raccolti saranno destinati all’acquisto di nuove arnie per ospitare nuove famiglie di api il cui miele sarà destinato ad alimentare una vera e propria catena di solidarietà a favore della popolazione delle api.

IL PRESIDENTE (SIG. MARCELLO MORI)eti

Salviamo le api adotta anche tu un alveare!

Puoi consentire l’acquisto di una famiglia di api con la propria casetta, avrete la possibilità di visitare la vostra arnia quando volete, inoltre sarà applicata l’etichetta con il Vostro nome e cognome.

L’associazione turincity in omaggio vi fornirà cinque kg. di miele all’anno per la durata di cinque anni, per un totale di 25kg.
Facendo una donazione di 145,00€ avrai diritto a tutto ciò.

La restante parte di miele prodotta dalle “Vs. api” sarà destinata ad alimentare una vera e propria catena di solidarietà a favore della popolazione delle api. L’offerta è attivabile da tutta Italia, con consegna inclusa. E da tutta Europa con spedizione a carico del destinatario. Puoi regalare tale Donazione, consentendo al beneficiario di ricevere gratuitamente la fornitura di miele e finanziando un’importante attività per la salvaguardia dell’ambiente.
Per aderire: Una volta Effettuata la donazione, inviare via email il proprio nome, cognome e indirizzo civico, scrivendo il giorno e il metodo di pagamento. Il miele in omaggio sarà spedito entro il mese di settembre per la durata di cinque anni.

Modalità per le donazioni:

-Se scegliete BONIFICO BANCARIO, ecco qui il codice IBAN per effettuare il bonifico:
IBAN IT66Y0690601016000000000661

-Se scegliete RICARICA POSTEPAY, ecco qui il codice della carta da ricaricare:
PostePay: 4023 6006 0865 0026 intestata a Marcello Mori

Oppure potete fare la donazione presso le postazioni allestite nei centri cittadini.

Fonte: turincity

Un mondo senza api: ecco come sarebbe, il video

Come sarebbe il mondo senza api? Il video della nuova campagna di save-bees.org mostra come potrebbe cambiare la nostra vita senza la presenza di questi insettiprodotti-api1-620x349

Come sarebbero i nostri supermercati senza l’aiuto selle api? La nuova campagna di Save- bees.org, associazione molto attiva negli Stati Uniti, mostra lo scenario di un futuro senza api. La campagna vuole sensibilizzare sulla necessità di tutelare le api dall’uso dei pesticidi e neonicotinoidi che stanno decimando le popolazioni di api negli alveari. L’Europa ha approvato una moratoria con limitazione d’uso per due anni per 3 neonicotinoidi senza però il voto dell’Italia.

Le api ci donano il cibo

Le api da miele come altri impollinatori sono responsabili di 1 dei 3 bocconi di cibo che mangiamo . Le api impollinano 71 delle 100 colture che costituiscono il 90 % dell’approvvigionamento alimentare del mondo. Frutta e ortaggi, tra cui mele, mirtilli, fragole, carote e broccoli, così come le mandorle e caffè, si basano sulle api Questi insetti benefici sono fondamentali per mantenere il nostro approvvigionamento alimentare diversificato. Ma dopo l’introduzione dei neonicotonoidi usati come insetticidi per le colture di colza e mais, dal 2006 si è assistito a un preoccupante declino delle popolazioni delle api da miele. L’Efsa ha confermato la preoccupazione in un suo studio in cui ha evidenziato come le sostanze chimiche contenute nei neonicotinoidi siano responsabili della morte di intere colonie di api. Queste sostanze sono decisamente letali per gli insetti anche a a bassi livelli e compromettono nelle api la capacità di imparare, di ritrovare la via del ritorno all’alveare portando cibo per produrre nuove regine facendo perdere anche l’efficienza del sistema immunitario. In 15 paesi si è votato per la moratoria di due anni ma l’EPA, l’Environmental Protection Agency degli Stati Uniti ha stimato che non potrà prendere una decisione in merito alla limitazione di questi pesticidi negli Stati Uniti almeno fino al 2018. E Save- bees.org spiega:

Le api non possono aspettare altri cinque anni.

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In Italia la campagna è sostenuta da Greenpeace per cui è attiva una petizione da firmare online, con un appello inviato direttamente a Nunzia De Girolamo, ministro per l’Agricoltura.

Moria delle api: il parere di Coldiretti

C’è chi non crede che la moria delle api che si è verificata dal 2006 in poi sia da attribuire ai neonicotinoidi ma che siano da prendere in considerazioni diversi aspetti multifattoriali. La posizione viene espressa dall’Università di Piacenza che sostiene:

il divieto europeo di usare per due anni alcuni fitofarmaci, i neonicotinoidi, se è vera la causa multifattoriale non porterà alcun reale beneficio per il benessere delle api e al contempo sulla base di uno studio costerà all’Europa circa 7 miliardi di euro tra perdite di posti di lavoro e costi di produzione, mettendo in difficoltà gli agricoltori”, in particolare i maiscoltori, “ incidendo pesantemente sui prezzi finali dei prodotti agricoli imposti ai consumatori

Coldiretti interviene nel merito e spiega:

E’ urgente ricondurre la valutazione dei neonicotinoidi e del fipronil a criteri strettamente scientifici, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni emerse dal rapporto Efsa, investire ulteriormente nel progetto Apenet per affinare le tecniche di prevenzione nell’uso dei neonicotinoidi in modo che si possa garantire un uso sicuro di tali prodotti. In tal modo si può rispondere con scelte equilibrate, sia alle esigenze degli apicoltori che a quelle dei maiscoltori che quest’anno non è chiaro con quali strumento di difesa fitosanitaria riusciranno a contrastare la presenza della diabrotica in campo. Parimenti occorre che i Ministeri competenti prestino adeguata attenzione anche agli altri fattori che provocano la moria delle api attivandosi con misure adeguate.

Fonte:  Whoole Food market

 

“Basta ai pesticidi killer”: api attiviste in tutta Italia

In 26 città italiane gli attivisti di Greenpeace vestiti da api hanno visitato mercati ed eventi lanciando un appello per dire basta alla moria delle api e ricordare che la gran parte del nostro cibo dipende direttamente dall’opera di impollinazione delle api e altri insetti minacciati da pesticidi e pratiche agricole di stampo industriale.attivisti_greenpeace_api

Attivisti vestiti da api in tutta Italia per dire basta alla moria delle api. In 26 città italiane i volontari di Greenpeace hanno visitato mercati ed eventi con un appello  per ricordare che la gran parte del nostro cibo dipende direttamente dall’opera di impollinazione delle api che, insieme agli altri insetti impollinatori, sono a rischio a causa di pesticidi e pratiche agricole di stampo industriale. A Roma, in piazza Campo dei Fiori, uno “sciame” composto da una ventina di attivisti in costume da api ha portato il colorato messaggio a consumatori e commercianti. “Le evidenze scientifiche sulle conseguenze dei pesticidi più dannosi per le api sono chiare. Non possiamo permetterci di perdere le api e il resto degli impollinatori naturali: l’Italia e gli altri Paesi europei devono agire per vietare queste sostanze killer – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. – La drastica riduzione delle api è solo un sintomo di un sistema agricolo che ha fallito, basato sull’uso intensivo di prodotti chimici e ostaggio degli interessi di potenti multinazionali come Bayer e Syngenta. Incrementare subito metodi agricoli sostenibili è l’unica soluzione a lungo termine per salvare le api e l’agricoltura in Europa”.api_attivisti_greenpeace

Sul sito www.salviamoleapi.org Greenpeace ha lanciato una petizione indirizzata al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo. Le richieste: vietare l’uso dei pesticidi dannosi per api e impollinatori a cominciare dai sette più pericolosi (clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina), adottare piani d’azione per gli impollinatori al fine di sviluppare pratiche agricole non dipendenti da prodotti chimici e incrementare la biodiversità in agricoltura. “Sono già più di 50 mila i messaggi inviati in pochi giorni al Ministro De Girolamo. Le api e gli altri insetti impollinatori sono i migliori alleati degli agricoltori, fondamentali per la produzione di cibo. Per fermare il loro declino, dobbiamo vietare l’uso dei pesticidi più dannosi e investire invece sulla sostenibilità: meno sostanze chimiche, più finanziamenti per ricerca, sviluppo e applicazione di pratiche agricole ecologiche” continua Ferrario.api__attivisti_greenpeace

Il legame tra api, agricoltura e cibo che portiamo sulle nostre tavole è molto stretto. Fino al 35 per cento della produzione mondiale di cibo dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben quattromila varietà agricole dipendono dalle api. Su www.salviamoleapi.org è disponibile in esclusiva il trailer italiano del film-documentario “Un mondo in pericolo” (More than honey) del regista svizzero Markus Imhoof che descrive, con riprese spettacolari, la vita delle api minacciate dai pesticidi che la campagna di Greenpeace chiede di bandire. Inoltre si possono ascoltare le video testimonianze di apicoltori italiani ed europei, che raccontano i fenomeni di morie delle api e ricordano che tutti possiamo fare qualcosa per difenderle. Dal sito è possibile scaricare un kit di azione con un volantino informativo, moduli raccolta firme per la petizione, cartello per identificare “aree salva-api” – da mettere in giardini, orti e balconi dove non vengono utilizzati insetticidi –  informazioni sui fiori utili a fornire polline e quindi cibo per api e impollinatori e le istruzioni per costruire un rifugio per le api selvatiche.

Fonte: il cambiamento

Un mondo in pericolo, nell’opera delle api il segreto della vita

Cinque anni di lavorazione per un documentario che descrive la vita e l’organizzazione delle api, insostituibili operai fondamentali per la vita sulla Terramorethanhoney-wallpaper03-586x366

Un bozzolo accudito da api operaie che si dischiude e un’ape regina che ne emerge pronta a “governare” e rendere fecondo un intero alveare. Questo è lo sfolgorante inizio di Un mondo in pericolo, il documentario che ha chiuso la sedicesima edizione di Cinemambiente. Come spesso capita la traduzione del titolo dall’inglese all’italiano è stata peggiorativa: More than honey spiega bene come le api siano utili ai nostri ecosistemi per qualcosa in più del semplice miele. Dalla loro esistenza consacrata al lavoro dipende l’impollinazione e, dunque, la proliferazione delle piante che danno nutrimenti a uomini e animali. Come aveva predetto in una celeberrima frase Albert Einstein, la vita sulla Terra dipende dalle api. Un terzo di ciò che mangiamo viene impollinato dalle api che vengono attratte dai colori e dai profumi. Una delle prime sequenze mostra un’immensa distesa di mandorli che non potrebbe esistere senza il lavoro delle api. Il film di Markus Imhoof spazia dalla California alla Svizzera, per addentrarsi in alcune regioni della Cina dove le api sono scomparse e l’impollinazione viene fatta a mano (!) da contadini e braccianti. Il documentario mostra le gerarchie dell’alveare, i ruoli delle api regine, delle api operaie e dei fuchi, mostra la costruzione di un fuco, gli accoppiamenti in volo, la costruzione dei favi, le dinamiche del volo, la comunicazione e l’organizzazione del lavoro all’interno di queste società perfette. Anche le cifre, sbalorditive, raccontano storie: quella dei 120mila chilometri(tre volte la circonferenza della Terra) necessari per produrre un chilo di miele, le 2000 uova prodotte ogni giorno dall’ape regina, i 4 miliardi di api necessarie per rendere produttivo il suddetto campo di mandorle. Dal 2006, nel Nord America, è scattato l’allarme per la moria delle api, recentemente l’Unione Europea ha vietato alcuni pesticidi che negli ultimi anni erano stati fra le principali cause della moria di intere colonie. Il lavoro di ricerca di Imhoof è durato cinque anni e, grazie all’impegno di Officine Ubu verrà distribuito in Italia. Chi pensasse che questo è un documentario di nicchia per patiti di apicoltura sappia che la vita di queste instancabili operaie riguarda il nostro quotidiano e il futuro che vogliamo costruire.

Fonte: ecoblog

API: NESSUN DIVIETO PER I PESTICIDI KILLER

 

Nessun divieto per i pesticidi killer delle api. L’Unione europea ha respinto il provvedimento: i neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. Al termine di due giornate di discussioni Bruxelles ha annunciato che sulla proposta non c’è stata né una maggioranza a favore né una contraria.

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Nessun divieto per i pesticidi killer delle api. L’Unione europea ha respinto il provvedimento: i neonicotinoidi che uccidono le api non sono stati banditi. Al termine di due giornate di discussioni Bruxelles ha annunciato che sulla proposta non c’è stata né una maggioranza a favore né una contraria. A favore, si sono pronunciati 13 Stati, tra cui l’Italia, 9 i contrari e 5 gli astenuti. La Commissione rifletterà ora sui prossimi passi da farsi. Greenpeace aveva esortato i governi europei chiamati ad esprimersi sul divieto parziale a tre neonicotinoidi che hanno dimostrato di danneggiare pesantemente le api a non cedere alle pressioni dell’industria dei pesticidi, ma di proteggere l’agricoltura europea vietando queste sostanze, come già diversi pareri scientifici invitano a fare. Il servizio di impollinazione delle colture svolto dalle api e dagli altri insetti impollinatori si stima che abbia un valore di circa 22 miliardi di euro per l’agricoltura europea. In seguito alla pubblicazione di una serie di allarmanti studi scientifici sugli effetti negativi dei neonicotinoidi, la Commissione Europea ha proposto lo scorso gennaio il divieto in discussione nei giorni scorsi dagli Stati membri dell’UE. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) hanno entrambe pubblicato rapporti specifici, sollecitando una drastica azione. Il divieto proposto riguardava tre pesticidi di Syngenta e Bayer (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam), che sono estremamente tossici per le api e per questo già oggetto di specifico bando temporaneo in Italia, limitato però alla sola concia delle sementi. “La comunità scientifica italiana, europea e mondiale ha messo in guardia più volte sul pesante contributo che neonicotinoidi e altri pesticidi apportano al drammatico declino delle api. Agire con urgenza per vietare questi prodotti, sia nella concia che nelle altre formulazioni, insieme agli altri pesticidi killer delle api, è il passo più urgente ed efficace per salvare le api e la loro opera essenziale per la nostra agricoltura e il nostro ecosistema”, ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace. In tutta risposta, le aziende agrochimiche hanno dato il via a forti azioni di comunicazione e pressioni politiche nel tentativo di scongiurare l’adozione di un divieto su scala europea. Tutto ciò nonostante il fatto che le previsioni catastrofiche dell’industria agrochimica sulla necessità dei neonicotinoidi per prevenire colossali perdite di raccolto rimangono infondate. I neonicotinoidi vengono irrorati su foglie, distribuiti sul suolo come geodisinfestanti o utilizzati come rivestimento delle sementi, e vengono poi assorbiti e distribuiti in tutta la pianta durante la crescita. Divieti parziali per i neonicotinoidi sono già in vigore in Italia, Francia, Germania e Slovenia. I tre prodotti oggetto di bando temporaneo nel nostro Paese dal 2008 (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) sono estremamente tossici per le api, con tossicità acuta orale a 4-5 ng/ape.

Fonte: il cambiamento