Elogio della fatica fisica (almeno un po’)

La tecnologia e gli esperti ci prospettano un mondo dove tutto sarà robotizzato e non dovremmo più nemmeno alzarci dalla sedia? A parte l’assurdo, ma secondo voi è sostenibile una idea simile? All’uomo è congeniale l’immobilità?9934-10725

Gli innamorati della tecnologia sofisticatissima vogliono farci accettare l’idea di un mondo che sarà presto pieno di robot e automazione, prodotti e venduti da loro stessi naturalmente; quindi, per ingraziarsi la nostra compiacenza, ci prospettano un mondo in cui si lavorerà un paio di ore al giorno e per il resto non si farà nulla. A parte il fantasioso, irrealistico e impossibile verificarsi di una situazione simile, se non altro perché i costi energetici e di risorse sarebbero insostenibili, si dimentica un fattore determinante e cioè quello dell’importanza delle attività manuali.

Se infatti nella parte del mondo ricco fossimo destinati a non fare praticamente più nulla tutto il giorno e solo a postare idiozie su facebook e guardare serie televisive interminabili, non si capisce a cosa ci servirebbero mani, gambe e cervello. Fortunatamente non si arriverà a quella situazione ma nella dimensione attuale siamo ormai abituati a pensare che qualsiasi fatica fisica sia da evitare assolutamente, a meno che non si tratti di attività sportive (anche quelle in declino) o per dimagrire proprio a causa della nostra inattività.

Ridurre sempre di più le attività manuali o fisiche, specie se all’aperto, determina non solo un minore sviluppo dell’intelligenza, intesa come capacità di trovare soluzioni a qualsiasi situazione ci si trovi ad affrontare, ma anche una minore autonomia. Fare fatica fisica attraverso attività manuali, soprattutto se a contatto con la natura e in campo agricolo, fortifica corpo e spirito e fa aumentare le conoscenze e scoprire lati della natura inaspettati, oltre che indurci ad avere maggiore rispetto e protezione per la stessa. Un po’ di fatica, dunque, non fa di certo male e rivela anche nostri talenti inaspettati; ci aiuta e valutare i nostri limiti e le nostre capacità. Inoltre ci si renderebbe anche un pochino conto che, diversamente da quanto pensano i fanatici della tecnologia sofisticatissima, il mondo lo mandano avanti persone che fanno sforzi bestiali e le attività manuali sono ancora al centro dell’esistenza per la maggior parte dell’umanità; si pensi solo a tutti gli schiavi, compresi bambini che in Africa si ammazzano di lavoro in cambio di spiccioli per estrarre minerali che fanno funzionare i nostri computer e i nostri telefoni cellulari. Capire anche solo un po’ questa realtà, attraverso un millesimo di fatica, se paragonata  alla loro, non può che fare bene alla propria consapevolezza. Noi siamo fortunati; in fondo possiamo scegliere, privilegio che, ahimè, non è proprio di quell’ampia fetta di umanità che arriva qui da noi a fare lavori pesanti “sotto padrone”. Almeno le fatiche che possiamo fare noi occidentali sono alla nostra portata, sono fattibili e insegnano molto soprattutto se sono indirizzate ad emanciparsi da una società che vive sulle spalle degli altri. Autoprodursi il più possibile il cibo, l’energia, saper fare anche mestieri manuali, conoscere come funzionano attrezzi e materiali rispetto ad una quotidianità passata in un ufficio, ci rende più forti, liberi e indipendenti; inoltre ci permette di farci una cultura relativamente a quello che sperimentiamo e costruiamo giorno per giorno, senza accettare quello che ci viene sottoposto dalla voce del padrone in forma televisiva o attraverso i vari media. Sperimentare quanto sia gratificante alla fine di un lavoro in cui abbiamo realizzato qualcosa di materiale e poter dire questo l’ho fatto io, oppure gioire di un frutto, di un ortaggio coltivato e raccolto con le proprie mani è una esperienza che non ha paragoni nell’accrescimento della propria autostima e nella soddisfazione che si prova nell’apprezzare nel vero senso della parola, i frutti del proprio lavoro. Sono tutti aspetti e soddisfazioni che mai nessuna macchina ci potrà dare e basta provarci per rendersene conto. In ogni caso sperimentare lavori manuali e fare la conseguente minima fatica fisica sarà il futuro, poiché il collasso della società ipertecnologica è inevitabile sia per i limiti psicologici ineludibili  delle persone, sempre più in crisi rispetto ad una società distante dalla natura e disumanizzante, sia per i limiti fisici nello sfruttamento e distruzione delle risorse del pianeta in cui abitiamo. Quindi sarebbe forse meglio prepararsi prima, senza diventare né luddisti, né rifiutando tutta la tecnologia ma inserendola in una giusta prospettiva dove diventa, al pari dei soldi, non il fine dell’esistenza ma un aiuto per prosperare, crescere spiritualmente, in armonia con gli altri e la natura che ci ospita.

Fonte: ilcambiamento.it

 

Premio Innovazione Amica dell’Ambiente 2013: aperto il bando di concorso per la XIII edizione

“Sostenibilità, intelligenza, bellezza” La via italiana all’economia verde è il tema del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2013. Aperte le iscrizioni al XIII bando del primo e più partecipato premio alle eco-innovazioni “Made in Italy”375835

Il Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente chiama a raccolta per l’edizione 2013 aziende grandi e piccole, pubbliche amministrazioni, spin off universitari o istituti di ricerca, intraprendenti professionisti. Se avete una realizzazione -anche in versione dimostrativa- pronta allo sviluppo industriale o alla commercializzazione iscrivetevi online su www.premioinnovazione.legambiente.org/

Il Premio è l’occasione per presentare all’attenzione pubblica e al mercato le più interessanti innovazioni orientate alla sostenibilità: grazie ai vincitori, la XIII edizione del Premio sarà la prima anticipazione del 2014, anno europeo della Green Economy. Gli innovatori che il Premio vuole intercettare sono quelli che stanno costruendo la via italiana all’economia verde: quella che cura e mette a sistema l’immenso patrimonio italiano di bellezza, è quella che genera ecoquartieri in città e paesi intelligenti, bioeconomia, sistemi alimentari sani, improntati ad un’elevata qualità per tutti, in un’alleanza continua tra mondo rurale e urbano. Nelle politiche urbane, l’approccio intelligente -smart-, è in grado di coniugare sostenibilità ed efficienza, nuove tecnologie e partecipazione. La sostenibilità che il premio vuole evidenziare non si limita alla costruzione o alla ristrutturazione di case ecologiche, ma trasforma radicalmente la forma urbana, le infrastrutture, i servizi e gli stili di vita dei cittadini e fa prosperare ecoquartieri. Lo sviluppo di Smart Cities in Italia è l’opportunità per immaginare e delineare un modello urbano che assicuri elevati standard di qualità della vita per la crescita personale e sociale delle persone, delle comunità e delle imprese. Green economy è anche approccio intelligente alle politiche agricole, in grado di garantire cioè di assicurare elevata qualità degli alimenti, ridotti prelievi di risorse, tracciabilità delle filiere, diminuzione degli sprechi e accessibilità a cibi sani da parte di tutti. “L’anno scorso – spiega Andrea Poggio, vice direttore di Legambiente Onlus – è stata la volta del settore dell’edilizia. Abbiamo premiato –tra le altre- realtà come Laboratorio di Architetture Brennone, capaci di portare a consumo energetico “quasi zero” un edificio storico grazie a interventi conservativi, e quelli di Lelli e Magazé che dal un recupero di un’area industriale isolata hanno costruito un piccolo eco-villaggio. Abbiamo scoperto e premiato materiali innovativi come i sistemi isolanti della Manifatture Maiano ricavati dal recupero dei filati e stracci e start up di giovani ciclo/programmatori di Bikedistrict, piattaforma web partecipata ed evolutiva di proposta di percorsi urbani in bicicletta. Casi all’avanguardia, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa. Sono questi gli innovatori che il premio cerca”. Il Premio Innovazione Amica dell’Ambiente è il riconoscimento nazionale rivolto all’innovazione di impresa in campo ambientale. Ideato da Legambiente, nel 2000 il Premio ha avuto negli anni il sostegno e la promozione di enti, associazioni e soggetti istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di diffondere soluzioni innovative di prodotto, di processo e di sistema che partano dalla ricerca di nuovi modelli in grado di preservare il capitale naturale, di cura per valorizzare i territori italiani, nel rispetto dell’ambiente e della legalità. La partecipazione al bando è gratuita aperta a imprese, amministrazioni pubbliche, istituti di ricerca, liberi professionisti ed associazioni di cittadini. I vincitori del premio hanno diritto per la durata di un anno all’uso del logo “Innovazione Amica dell’Ambiente”, la lampadina dalla foglia verde affiancata al simbolo del cigno di Legambiente, sulla comunicazione legata all’innovazione premiata.  Sul sito è possibile consultare le schede tecniche degli oltre 1800 progetti candidati nelle passate edizioni. Al bando si aderisce da  www.premioinnovazione.legambiente.orgLe iscrizioni sono aperte fino al 24 ottobre 2013.

Fonte: eco dalle città