5 spray antiparassitari per le piante naturali e semplici da realizzare

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Proteggere le piante dalle infestazioni dei parassiti può essere un’impresa ardua, ma ci sono alcuni rimedi naturali che possono aiutarci a mantenere l’orto sano, in maniera semplice. Oggi, vedremo come realizzare degli spray naturali antiparassitari, con degli ingredienti che possiamo tranquillamente trovare in casa.

Macerato di tabacco

Per realizzare questa soluzione vi servirà un contenitore della capienza di circa un litro che andrà riempito con due parti di acqua e una di alcool denaturato. A questo, andrete ad aggiungere 2 cucchiai di tabacco. Lasciate macerare per  3-4 giorni, passati i quali andrete a filtrare il composto con un colino. Travasate il tutto in una boccetta con spruzzino e distribuite sulle foglie. È un rimedio particolarmente efficace contro gli afidi. Potete anche evitare di aggiungere l’alcool alla ricetta.

Spray alle erbe

Per realizzare quest’altro antiparassitario vi serviranno:

  • erbe aromatiche essiccate: menta piperita, menta, citronella, citronella, erba gatta, lavanda, ecc
  • alcool denaturato
  • acqua

Fate bollire 1 tazza di acqua e aggiungete 3-4 cucchiai di erbe secche in qualsiasi combinazione tra quelle elencate sopra. Mescolate bene, coprire e lasciare raffreddare il composto. Filtrate le erbe e mescolate il liquido con 1 tazza di alcol. Conservate il flacone in frigo. Utilizzate solo se necessario.

Spray all’aglio

Questa soluzione è molto semplice da realizzare: l’aglio è un ottimo repellente, capace di scoraggiare molti insetti e in ingrediente che tutti abbiamo in casa. Per poter realizzare il nostro spray, frullate una testa d’aglio e qualche chiodo di garofano, insieme a due tazze d’acqua. Lasciate riposare il composto per un giorno e mescolatelo in circa tre litri di acqua. Questa miscela andrà trasferita all’interno di boccette dotate di spruzzino, in modo che possa essere vaporizzata sulle foglie delle piante infestate.

Spray al pomodoro

Per realizzare questo insetticida, sarà necessario riempire due tazze con delle foglie di pomodoro tritate, a cui aggiungerete dell’acqua. Lasciate riposare una notte. Passato questo tempo, travasate il composto, diluendolo con altre due tazze di acqua. Attenzione a non far avvicinare gli animali alla soluzione.

Spray al peperoncino 

Anche il peperoncino è un ottimo repellente naturale. La preparazione del vostro insetticida spray naturale è molto semplice: basterà frullate ad alta velocità, per circa due minuti, da 6 a 10 peperoncini, uniti a due bicchieri di acqua. Lasciate riposare per la notte il composto. Filtrate, in modo che rimanga solamente il liquido e diluite aggiungendo un bicchiere d’acqua. Mettete il tutto in un dosatore spray e utilizzate all’occorrenza.

(Foto: orchardspy.com)

Fonte: ambientebio.it

Contaminava con pesticidi il terreno del vicino, condannato

Con una sentenza importante, il tribunale di Pistoia ha obbligato un agricoltore a contenere le irrorazioni di pesticidi che finivano nel terreno del vicino. Un precedente che può costituire l’ispirazione per tanti che hanno questo grosso problema.pesticidi_atomizzatore

 

Il tribunale di Pistoia con sentenza del 26 agosto 2014 ha ordinato ad un viticoltore di Quarrata, in provincia di Pistoia, di eseguire i trattamenti antiparassitari con modalità che potessero contenere le immissioni di sostanze nocive nella proprietà del vicino (lenta velocità del mezzo di distribuzione, bassa pressione, orientamento dei bocchettoni di irrorazione in direzione opposta al confinante). Per la prima volta il giudice, riconoscendo l’applicabilità dell’articolo 844 del codice civile, ha dichiarato l’intollerabilità delle immissioni di sostanze tossiche nel fondo del vicino ordinando quindi al produttore di trattare il proprio vigneto con accorgimenti che riducano gli impatti derivanti dall’uso di fitosanitari. Tutto è partito da un residente di Quarrata che si è ritenuto danneggiato dalla quantità di diserbanti e/o pesticidi che si depositavano nei suoi terreni, diffondendosi anche all’interno della propria abitazione. Ciò lo aveva portato ad interrompere la coltivazione dell’orto e a tenere chiuse le finestre di casa. Aveva anche fatto analizzare un campione di insalata prelevata dal proprio orto trovando la presenza di rame in concentrazione significativa, mentre rame e pesticidi erano stati rinvenuti in un campione di erba prelevato nella zona di confine. Si è quindi rivolto al tribunale di Pistoia per chiedere di individuare la responsabilità del proprietario del vigneto; il risarcimento dei danni; l’immediata cessazione delle immissioni. Il giudice ha disposto accertamenti tecnici e il consulente ha concluso che risulta impossibile individuare una modalità di irrogazione tale da escludere del tutto il rischio di effetto deriva, però ha indicato una serie di accorgimenti che lo possono ridurre notevolmente. Questi accorgimenti sono gli stessi assunti nella sentenza giudiziaria di Pistoia. Pertanto il consulente ha stabilito che i trattamenti antiparassitari eseguiti dal viticoltore hanno effettivamente provocato l’immissione delle sostanze nella proprietà confinante, ma ha anche dimostrato che diverse modalità di irrorazione dei fitosanitari potevano rendere praticamente irrilevante la loro deriva. Il giudice ha però respinto la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale; ha condannato il produttore vinicolo al pagamento delle spese processuali e di consulenza tecnica d’ufficio e non ha accolto la richiesta del cittadino di vietare l’uso dei fitofarmaci in una zona cuscinetto indicata dal richiedente in almeno 50 metri dal confine. Su questo ultimo punto diverso è stato il pronunciamento del Tar di Trento che, con sentenza del 14 gennaio 2012, aveva di fatto confermato la legittimazione del Comune a stabilire limiti di distanza di nebulizzazione dalle abitazioni, in quel caso fissato in 50 metri.  La sentenza potrebbe e dovrebbe quindi sollecitare una maggiore attenzione delle autorità sull’incremento dell’uso dei diserbanti e sugli effetti negativi che può provocare sulla biodiversità, sugli equilibri ecologici, sulla fauna e flora e sulle acque destinate alla potabilizzazione. Il monitoraggio di ARPAT del 2013 aveva evidenziato un deciso incremento di presenza di residui di fitofarmaci nelle acque superficiali e sotterranee destinate alla produzione di acque potabili. Su questo incremento dei residui di fitofarmaci l’Agenzia ha chiesto attenzione ai gestori dei servizi idrici ed alle ASL inviando la propria relazione a Regione, ASL, Comuni e Gestori dei servizi idrici. Con decreto del 22 gennaio 2014, il Ministro delle politiche agricole, di concerto con il Ministro dell’ambiente ed il Ministro della salute ha adottato il Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. In Parlamento risultano depositati disegni di legge per limitare l’impiego di sostanze diserbanti chimiche e per regolamentarne l’uso nelle operazioni di manutenzione ordinaria delle strade urbane ed extraurbane e delle aree destinate a verde urbano.  Già l’articolo 19 del decreto legislativo152/2012 aveva stabilito che dall’1 gennaio 2014 gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari sono obbligati ad applicare i principi generali della difesa integrata che prevede l’applicazione di tecniche di prevenzione e di monitoraggio delle infestazioni e delle infezioni, l’utilizzo di mezzi biologici di controllo dei parassiti, il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate e l’uso di prodotti fitosanitari che presentano il minor rischio per la salute umana e per l’ambiente.

Fonte: ilcambiamento.it