In migliaia per la Million Mask March

In tantissime città del mondo si è tenuta ieri la Million Mask March, organizzata dagli attivisti di Anonymous nel giorno dedicato a Guy Fawkes, il 5 novembre appunto. Anche in Italia hanno manifestato gruppi a Roma, Milano, Venezia. Ma cosa ci dice Anonymous?million_mask_roma

Dal 2011 gli attivisti di Anonymous ripropongono questa giornata mondiale di disobbedienza civile che nel tempo ha coinvolto sempre più città nel mondo, la Million Mask March, con i partecipanti che indossano la orma nota maschera che riproduce il viso del cospiratore inglese. Anonymous, gruppo senza un’apparente gerarchia o organizzazione nato in opposizione a quelli che sono stati definiti i governi incostituzionali o illegittimi, quest’anno ha voluto protestare contro l’austerità, la sorveglianza di massa e gli attacchi ai diritti umani, per “fare luce sui governi corrotti, al fine di liberare la gente dall’oppressione”, hanno spiegato sul sito dedicato e sulla pagina Facebook.

Erano quasi 500 i gruppi sparsi per il mondo che hanno annunciato l’adesione alla cosiddetta Bonfire Night, soprattutto in Europa e nell’America settentrionale. Tra le città più attive c’è Londra, che ha visto sfilare migliaia di manifestanti. La giornata del 5 novembre è dedicata a Guy Fawkes, che fu uno dei protagonisti della cosiddetta congiura delle polveri; la maschera di Anonymous è la stilizzazione del suo volto come lo si ricava da una stampa dell’epoca. Per come la vedono gli attivisti del gruppo, i cospiratori che ordirono nel 1605 l’attentato contro il re protestante Giacomo I erano quattordici cattolici delusi dalla rigidità, dall’autoritarismo e dai soprusi messi in atto dal monarca. Di qui la protesta contro “un potere che non ascolta”. La congiura di Fawkes fallì, i quattordici vennero uccisi, ma Fawkes è assurto a simbolo dell’opposizione al potere, del contrasto alla tirannia. Nel 2005 il film V per Vendetta (tratto dal fumetto di Alan Moore) di James McTeigue aveva come protagonista un uomo che indossava una maschera e lottava contro un regime totalitario; da lì si è ispirato Anonymous. Nel 2007 quando la crisi economica comincia a pesare come un macigno, la protesta di Anonymous e quella maschera diventano un fenomeno planetario che si batte contro lo strapotere dell’economia, la distanza sempre crescente tra cittadini e classe dirigente, il controllo dell’informazione da parte del potere.

In Italia eventi a MILANOROMA e VENEZIA. Ecco il trailer del film “V come vendetta” del 2005

Fonte: ilcambiamento.it

Anonymous hackera il sito del ministero dell’Ambiente contro il rigassificatore di Livorno

Anonymous fa sentire la sua voce ambientalista e hackera in un solo giorno i siti dei soggetti coinvolti nella costruzione del rigassificatore di Livorno.Mina-AmbienteOP-620x350

Anonymous riprende la sua protesta Green Rights e torna a hackerare il sito del ministero dell’Ambiente attuata sabato 3 agosto a cui però aggiunge azioni di blocco anche verso i siti della Camera di Commercio di Livorno, Fratelli Neri S.P.A., OLT Offshore, Iren Energia e Iren Ambiente per manifestare (alla loro maniera è ovvio) contro la costruzione del rigassificatore offshore di Livorno-Pisa. Dal ministero dell’Ambiente come dichiara la stessa Anonymous sul suo blog ha preso 4000 account, il progetto del rigassificatore per intero e la mailing list. L’azione hacker (paragonata da Anonymous a una contemporanea forma di sciopero) sui diversi siti e durata all’incirca 10 ore ed è avvenuta in contemporanea alla manifestazione del 4 agosto a Livorno in cui circa 3000 cittadini hanno chiesto di fermare il “mostro” sulle coste della cittadina toscana. La dichiarazione rilasciata dagli attivisti anonimi è la seguente:

Problema dell’arsenico nell’acqua potabile (domestica) nel basso Lazio Problema dei rigassificatori: Livorno,Gioia Tauro e via dicendo Problema dello smaltimento dei rifiuti urbani, emblematico nel recente passato il caso di Napoli Problema dell’inquinamento dei mari , Arcipelago Toscano ma anche laguna di Venezia a causa del rilascio in mare di residui di lavorazione del PVC e di mercurio Problema dello smaltimento dei rifiuti industriali tossici ( si veda il caso dei citati bidoni del cargo della ditta Grimaldi), ma anche la pratica di smaltire rifiuti tossici gettandoli in terra. Per questa ragione ampie aree del paese solitamente dedicate alla pastorizia o alla agricoltura sono state trasformate in discariche illegali con danni incalcolabili per l’ambiente. Proliferazione degli ECO-MOSTRI cioè edifici abusivi che deturpano il paesaggio spesso abbandonato ed incompiuti. Problema dello smaltimento delle scorie radioattive provenienti dalle centrali Nucleari italiane ora dismesse che tutt’ora continuano ad essere fonte di contaminazione Problema della cementificazione con conseguenti problemi nella irregimentazione delle acque con conseguenti alluvioni, emblematico è il caso di Genova Problemi legati all’inquinamento industriale i casi sono innumerevoli. Basti pensare alla vicenda ILVA. La lista ovviamente sarebbe molto più lunga. Inoltre spesso aziende di stato sviluppando i loro progetti a nome dei cittadini italiani e sovvenzionate da questi distruggono l’ambiente e devastano le culture di popoli antichi e pacifici che vivono a migliaia di chilometri dall’Italia. E’ il caso dell’ENEL che costruisce dighe in sud America, magari consorziandosi con altre imprese del settore, distruggendo ecosistemi incontaminati e di valore inestimabile come ad esempio avviene in Patagonia. Notiamo che i cittadini e le cittadine italiani sovvenzionano obbligatoriamente le vostre attività pagando per i propri consumi elettrici e non hanno alcuna possibilità di influire sulle scelte delle citate aziende di stato. Quindi ribadendo la natura pacifica della nostra protesta che è da considerarsi affine a FLASHMOB o al SIT-IN (vedi la nostra dichiarazione), intendiamo tuttavia dar voce a tutti coloro i quali, indignati dalla breve lista su esposta, vogliono rivendicare il proprio diritto al dissenso. Inoltre è evidente che se questi e mille altri problemi si sono accatastati nel corso degli anni è perchè effettivamente l’azione delle istituzioni in primis il Ministero dell’Ambiente è stata insufficiente o inesistente. Replichiamo alle parole rivolteci dai membri del ministero sul loro sito che i disservizi arrecati e la presunta lesione dei diritti degli utenti, non possono portare alla condanna morale delle nostre azioni. I disservizi (e la presunta lesione del diritto degli utenti ) sono anche propri di altre forme di manifestazione di dissenso come ad esempio lo sciopero, che quindi sarebbe anch’esso da condannare. Al contrario il diritto di sciopero è sancito dalla costituzione. Cancellare questo diritto sarebbe assolutamente antidemocratico.

Fonte. Global Project