Amburgo, via le automobili nel giro di 20 anni

Si chiama Grünes Netz ed è un progetto di riorganizzazione della città che prevede l’unione di vie pedonali e piste ciclabili. Obiettivo ambizioso quello di eliminare del tutto le automobili.cover_amburgo

Distano 330 km ma oggi sembrano essere più vicine di ieri. Amburgo mira al modello Copenaghen per rafforzarsi come città verde e sempre più a misura d’uomo. Circa il 40% della superficie di Amburgo, la seconda città più grande della Germania, è costituito infatti da aree verdi, cimiteri, impianti sportivi, giardini, parchi e piazze. Per la prima volta in assoluto, la città ha deciso di unire insieme via pedonali e piste ciclabili, attraverso il progetto Grünes Netz (in tedesco),Green Network Plan (in inglese), che mira a eliminare, nel corso dei prossimi 20 anni, la necessità di prendere le automobili per spostarsi in città. Secondo la portavoce della metropoli, Angelika Fritsch, il progetto contribuirà a trasformare Amburgo in un sistema integrato unico nel suo genere: «Altre città, tra cui Londra, hanno anelli verdi, ma la nostra rete sarà unica nel suo genere, perché ricoprirà una superficie che si estende dalla periferia al centro della città. In 15 o 20 anni sarete in grado di esplorare tutta Amburgo esclusivamente in bicicletta e a piedi». Non solo, l’intera area comprenderà anche gli habitat degli animali, evitando così incidenti stradali in caso di un loro attraversamento della città. Oltre ad una pedonalizzazione estesa, c’è un altro obiettivo in questo progetto, non secondario al primo. L’intera area sarà un polmone verde in grado di assorbire le emissioni di anidride carbonica, contribuendo a prevenire le inondazioni nel caso di forti ed inevitabili tempeste. Il cambiamento climatico infatti lascia poca scelta alla città di Amburgo, la quale sorge sulle rive del fiume Elba ed è attraversata da una fitta rete di canali: secondo Insa Meinke, Direttore del North German Climate Bureau all’Institut für Küstenforschung, «oggi la temperatura media annuale è di nove gradi Celsius, 1,2 gradi in più di quanto non fosse 60 anni fa. Quando abbiamo un inverno freddo ci sono sempre persone che dicono, “quindi dov’è il tuo cambiamento climatico ora?”. Ma gli inverni freddi sono semplicemente fluttuazioni. Rispetto a 60 anni fa, il livello del mare qui si è innalzato di 20 centimetri. Essendo una grande città, Amburgo è veramente a rischio. Le mareggiate potrebbero far salire il livello di altri 30-110 centimetri entro il 2100».
Oltre agli effetti naturali, ci sono anche quelli economici. Sven Schulze, analista presso l’Institute of International Economics di Amburgo, osserva che la rete verde potrebbe portare occupazione, perché «attira sicuramente investitori». Anche se, fa notare Jens Kerstan, leader del Partito dei Verdi nel Parlamento della città di Amburgo, «dal disastro di Fukushima, l’attenzione in Germania è focalizzata sul nucleare, anziché sul cambiamento climatico».
Il progetto è formato da un gruppo di lavoro di 30 unità, aiutati dal personale dei singoli sette distretti in cui è divisa la città. La rete verde coprirà circa 7.000 ettari ed offrirà l’opportunità di vivere modernamente Amburgo, facendo escursioni e picnic, praticando sport acquatici, osservando la flora e la fauna. Con questa rete, Amburgo seguirà un trend, forse meglio esemplificato da Copenhagen, delle città costruite su piste ciclabili, al fine di collegare le zone periferiche al centro città. E, soprattutto, il piano renderà inutile l’automobile – attualmente l’unica opzione di trasporto per andare da una parte all’altra della città –  a favore di un pendolarismo sostenibile.das-gruene-netz

Fonte: ilcambiamento.it

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Primo traghetto a idrogeno a Bristol Green Capital 2015

Bristol che si è aggiudicata recentemente il premio come Green Capital 2015 ha reso operativo il primo traghetto a idrogeno del Regno Unito, noto anche come Hydrogenesis. Il progetto è stato promosso dal Comune di Bristolphoto-5-620x350

Bristol inaugura il primo traghetto a idrogeno chiamato Hyrogenesis nel suo porto con un progetto promosso dal Comune che così mantiene fede agli impegni presi dopo essersi aggiudicato il premio Green capital 2015. Il traghetto che può trasportare 12 passeggeri più l’equipaggio è a emissioni zero e è alimentato da una cella a combustibile da 12kW che utilizza l’idrogeno ottenuto dai prodotti di scarto di una fabbrica di plastica con sede a Bristol e ha bisogno di soli 10 minuti per ricaricarsi. L’idrogeno è l’alternativa ai combustibili fossili e Hydrogenesis, questo il nome del traghetto propone di mostrare come i motori a idrogeno possano essere utilizzato come alternativa verde. Grazie al suo successo la città sta ora valutando di lanciare la prima linea di trasporto pubblico alimentata a idrogeno per collegare Bristol a Londra. Nel corso degli ultimi anni, Bristol ha chiaramente dimostrato il suo impegno all’avanguardia per affrontare il cambiamento climatico attraverso l’adozione di diverse misure e piani che vanno dalla nella mobilità urbana alla qualità dell’aria. La città ha messo a disposizione un budget di € 500 milioni di euro per il miglioramento dei trasporti entro il 2015 e di € 300 milioni di euro per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili entro il 2020. Le emissioni di CO2sono stati costantemente ridotte a Bristol dal 2005 mentre l’economia ha confermato la sua crescita il che ha portato Bristol a conquistare nel giugno di quest’anno il riconoscimento europeo di Green Capital 2015. Il premio Greeen Capital è stato vinto da Stoccolma nel 2010, da Amburgo nel 2011, Vitoria-Gasteiz nel 2012, Nantes nel 2013 e Copenhagen per il 2014. La Commissione Europea ha pubblicato il nuovo bando per il 2016 aperto a città con 100 mila abitanti e non più 200 mila.

Fonte:  Europa

 

L’ex discarica Georgswerder di Amburgo produce energia e turismo

Accade a Amburgo che una discarica potenzialmente pericolosa sia trasformata in una innocua collina che produce energia e che attira ogni anno migliaia di turisti.

Dopo aver visitato la collina di Georgswerde a Amburgo Green capital 2011 (a breve aprirà il bando europeo per la Green capital 2016) e visto il traffico di turisti accolti, mi sono chiesta cosa farebbero gli amburghesi se avessero sul loro territorio Pompei o la Valle dei templi. Monetizzare una ex discarica per produrre energia è già di per sè intelligente, ma diventa geniale nel momento in cui viene resa innocua e visitabile gratuitamente.discarica-amburgo-620x350

Detto ciò, vi racconto l’incredibile storia dell’ex discarica Georgswerde oggi ribattezzata Enery Hill o in tedesco Energieberg Georgswerder e della sua trasformazione in polo turistico d’attrazione, area destinata agli eventi degli abitanti del quartiere e produttrice di energia. L’obiettivo è di poter fornire in futuro circa 4000 famiglie con energia elettrica ottenuta da impianti eolici e fotovoltaici secondo questo schema:
1 ° fase di costruzione con 500 kWp: 2009; 2 ° fase di costruzione con 200 kWp: 2011; Nuova turbina eolica con 3 400 kWp: 2011; turbina eolica 1 500 kWp; energia elettrica per 4.000 famiglie (12.200.000 kWh / a).

La zona sotto cui è sotterrata l’ex discarica sorge nel quartiere-cantiere Wilhelmsburg entro cui si stanno costruendo edifici passivi a emissioni zero e resilienti ai cambiamenti climatici. La collina copre una superficie di 45 ettari di cui 22 discarica-amburgo-3-620x350 (1)

La discarica è stata ufficialmente chiusa nel 1979, ma nel 1983 si è scoperto che la diossina stava contaminando la base della collina artificiale penetrando nelle falde acquifere. La discarica dunque è stata messa in sicurezza e sigillata e nel contempo una prima turbina eolica è stata eretta sul luogo. Attualmente sono in atto molte misure per proteggere le acque sotterrane mentre si ottiene energia dall’erba che tagliata viene usata negli impianti di biogas. Ma anche dal centro della collina si ottengono interessanti quantità di metano raccolto per effetto della decomposizione . Il gas è sistematicamente raccolto da molti anni e in dotazione alla vicina Aurubis AG. Le infiltrazioni d’acqua dalla discarica e delle acque sotterranee sono raccolte, purificate e smaltite. Altra energia è generata attraverso una pompa di calore che serve il centro informazioni che sorge ai piedi della collina e che ospita le sale interattive entro cui si svolgono le presentazioni e divulgati i documentari sul progetto.

Insieme al Ministero per lo sviluppo urbano e l’Ambiente, l’IBA di Amburgo dopo un concorso europeo ha selezionato il progetto per il futuro di Energieberg che se lo è aggiudicato HÄFNER / JIMENEZ Büro für Landschaftsarchitektur; Konermann Siegmund Architects e il concept prevede una passeggiata artificiale intorno la cima della collina. La vista è senza ostacoli in tutte le direzioni. L’ Energieberg sarà illuminato da un anello bianco splendente e visibile da lontano e diverrà punto di riferimento per tutti a Amburgo. Ciò che una volta era percepita essere una “montagna spazzatura” si trasforma in uno  spazio per il tempo libero facilmente accessibile per le giornate da trascorrere all’aperto. La metà dei costi del progetto (€ 4.250.000 di € 8,5 milioni) per la nuova costruzione saranno finanziati con i fondi del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Fonte: ecoblog

Case ecologiche a Amburgo con il progetto IBA

IBA è un progetto di edilizia sostenibile in costruzione a AmburgoIBA-620x350

IBA Hamburg nel quartiere Wilhelmsburg è un grande cantiere di edilizia sostenibile rivolta con grande attenzione alla resilienza ai cambiamenti climatici e che si impernia sul risparmio energetico in atto per Amburgo Green capital 2011 (il bando per Green capital 2016 apre il prossimo 17 giugno). Costruire rispettando l’ambiente e risparmiando energia, sia per contenere inquinamento e emissioni nocive e per l’atmosfera sia per avere edifici in grado di sostenere i cambiamenti climatici in atto e adattabili all’acqua e agli eventi estremi. I progetti degli edifici sono stati affidati, dopo concorsi pubblici, a diverse società e architetti che costruiscono, dunque, non secondo uno stile omogeneo ma con differenza di stili sebbene l’approccio sostenibile sia poi l’elemento che accomuna tutti. Ne parla e descrive i progetti con grande passione il direttore di IBA Uli Hellweg Direttore IBA (nella foto sotto) che spiega come il passaggio delle zone di campagna all’edilizia sostenibile sia avvenuto attraverso un processo di bonifica e integrazione volto alla conservazione delle aree verdi. I progetti nascono al termine dei concorsi pubblici che hanno coinvolto diversi studi di architettura in una partnership tra pubblico e privato con l’intervento di moltissimi sponsor. Il nuovo quartiere che è in via di completamento e che sarà terminato del tutto nel 20125 sarà a emissioni 0 e energeticamente autosufficiente, anzi come mi viene fatto notare: autarchico. Nel frattempo le unità abitative sono in parte concluse alcune abitate e sopratutto il quartiere è visitato al pari di un monumento ed è a tutti gli effetti una vera attrazione turistica che si incastona tra le tante proposte di Green Capital 2011.direttore-IBA-Uli-Hellweg-620x350

IBA Hamburg, le case ecologiche e passive

 

CSH – Case Study Hamburg edificio in legnocasa-sostenibile-economica-620x350

A fronte di prezzi di vendita da 3000 euro per mq vi è anche in atto l’esperimento della costruzione di case economiche che siano costruite sempre secondo i rigorosi standard del risparmio energetico dello EnEV 2009 German Energy Standard e dei materiali della bioedilizia ma il cui costo non vada oltre i 1800 euro al mq. Ci sono riusciti con CHS Case Hamburg Study edificio costruito in legno e con illuminazioni a LED in gran parte già abitato. L’edificio dispone di un gran numero di elementi in legno massiccio che come materia prima rinnovabile presenta non solo vantaggi in termini di sostenibilità e riciclo ma rende più facile il montaggio e consente di risparmiare sui costi. I quattro piani sono stati completamente assemblati in quattro settimane e le finiture interne sono state realizzate immediatamente dopo. Le pareti esterne sono in pannelli di compensato mentre una struttura in legno e cemento attraversa i muri di sostegno e permette di beneficiare di un ampio soffitto; ottimo anche l’isolamento acustico interno.

Edifici sostenibili economici e auto costruiticase-ecologiche-auto-assemblate-620x350

Il progetto Grundbau und Siedler si basa sui principi del fai da te e auto costruzione. Questi appartamenti sono auto assemblati e ciò consente alle famiglie con redditi bassi di costruirsi case a poco prezzo. Il progetto combina pianificazione intelligente e basso costo e consente molteplici possibilità di utilizzo degli edifici. Basso costo però non vuol dire materiali scarsi, al contrario la qualità è elevatissima. Infatti, l’approccio sperimentale adottato dalla società vincitrice dell’appato, la BeL Sozietät für Architektur con sede a Colonia mette la filosofia fai da te al centro della scena, permettendo agli utenti futuri di costruire edifici in diverse fas e in base alle loro esigenze. L’edificio che ho visitato è stato costruiti in due tempi.Nella prima fase si sono costruite la struttura, gli elementi portanti e tutti gli allacci e poi questi appartamenti sono stati messi a disposizione dei futuri residenti. Nella seconda fase, i futuri abitanti sono stati coinvolti nella costruzione completando gli appartamenti in base ai gusti personali e alle loro personali necessità. Questa grande versatilità è resa possibile grazie al fatto che i singoli appartamenti sono indipendenti dalla struttura portante e dai piani adiacenti. Infatti, nei progetti non è specificato quale stanza debba essere utilizzata come bagno, cucina o camera da letto, il che fa ridurre notevolmente i costi.Il progetto “Grundbau und Siedler” ha lo scopo di offrire case sia per la proprietà privata sia per l’affitto. Al pian terreno si trovano i posti auto e aree destinate a negozi ma che possono essere anche usati come laboratori dai residenti.I piani superiori possono ospitare fino a tre appartamenti ciascuno, a seconda delle dimensioni. Questi sono raggiungibili tramite una scala centrale e un ascensore che è in grado di trasportare carichi pesanti. Nel lungo termine, il piano terreno aperto offre anche i futuri residenti la possibilità di adeguare l’edificio per il modo in cui desiderano usarlo: se l’appartamento diventa troppo piccolo per le loro esigenze, ci sono anche aree coperte all’esterno per la costruzione di spazi ulteriori di conversione o estensione. L’energia viene fornita tramite una connessione alla rete della centrale integrata per l’energia di Wilhelmsburg così da rispettare i requisiti del regolamento tedesco in materia di energia sostenibile.

La casa costruita con gli smart materialssmart-materials-620x350

I materiali intelligenti “sono materiali, sistemi o prodotti che si comportano in modo dinamico, a differenza dei materiali da costruzione tradizionali che sono statici. Questa proprietà permette di reagire e adattarsi ai cambiamenti ambientali. Le loro caratteristiche peculiari sono il risultato di influenze fisiche o chimiche come ad esempio diverse temperature o alla luce solare diretta. Sulla base dei materiali intelligenti ecco nella foto in alto il tetto di un edificio su cui sono state installate tende fotovoltaiche che oltre a fornire ombra catturano l’energia del sole, ma questo è solo uno dei 4 progetti portati a termine sugli 8 presentati. Infatti, il processo di costruzione delle case con materiali intelligenti è stato diviso in tre fasi. La prima fase ha riguardato l’offerta, con la conseguente scelta delle squadre che vi avrebbero partecipato. Le squadre che sono passate alla seconda fase del processo hanno sviluppato il progetto presentato. La terza fase ha visto l’assegnazione dei lotti di terreno e sugli 8 concept presentati gli investitori ne hanno scelti 4.casa-con-alghe-e-acqua-620x350

Nella foto in alto il progetto BIQ della casa con pannelli in vetro contenenti acqua per la produzione casalinga di alghe da destinare all’impianto condominiale di biomasse. L’acqua nei pannelli è arricchita continuamente con liquidi nutrienti e anidride carbonica mediante un circuito idraulico separato che attraversa la facciata. Con l’aiuto della luce solare e per il processo della fotosintesi le alghe crescono. Questa facciata la prima del suo genere in tutto il mondo e si avvale delle più moderne tecnologie energetiche e ambientali. Lo standard energetico è casa passiva e i costi si aggirano intorno ai 3400 euro al mq.

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Grazie ai pannelli PCM in costante scambio con la temperatura esterna gli appartamenti sono isolati dal freddo d’inverno e dal caldo d’estate. Sia sul rivestimento esterno sia sul tetto sono montate con superfici fotovoltaiche che trasformano l’energia dalla luce del sole in energia elettrica; le superfici solari termiche invece convertono l’energia solare in energia termica. La facciata e il tetto svolgono quindi un ruolo attivo e restano integrate nel concetto architettonico. Gli spazi esterni sono versatili e dotati di punti di ricarica per auto o scooter.

Tutti i progetti dell’IBA dall’a alla z e come partecipare a una delle tante visite guidate.

Fonte: ecoblog

WATERHOUSE: 5 palafitte in bioedilizia ad Amburgo

Amburgo non smette di stupire, realizzando un complesso di “palafitte” in bioedilizia, costruite nel rispetto degli standard Passive House, ad energia ed emissioni zero. La terra, l’acqua e il sole basteranno a riscaldare ed alimentare le cinque WaterHouse, un esempio di bioedilizia e Passive House che sorgerà nelle acque del fiume Elbe. Ancora una volta è l’IBA International Building Exhibition ad attrarre queste nuove sperimentazioni, permettendo ad architetti internazionali, di mettere in pratica le più moderne e rivoluzionarie soluzioni progettuali, destinate a promuovere l’efficienza energetica e la bioedilizia.20130429

II cinque edifici di WaterHouse sono firmati dal team di Schenk + Waiblinger Architects e saranno costruiti nel rispetto degli standard Passive House, uno dei massimi riferimenti nel campo della bioedilizia. Come espresso dal nome stesso del progetto WaterHouse, sarà l’acqua il centro nevralgico della costruzione, sperimentando nuove soluzioni tecnologiche ed impiantistiche per raggiungere l’obiettivo emissioni ed energia zero. Il nuovo complesso di WaterHouse sorge, nel vero senso della parola, all’interno del fiume Elbe, il principale corso d’acqua di Amburgo, trasformando una tradizionale ipotesi di Bioedilizia, in una sorta di palafitte abitabili. Quattro WaterHouse da quattro piani e tre unità ed una WaterTower da nove piani, accoglieranno complessivamente 34 nuove unità abitative.Il completamento è previsto entro la fine del mese, tuttavia già oggi è possibile percepire la qualità dell‘involucro edilizio, costruito unicamente con materiali ad elevate prestazione ed altissimo isolamento, e la qualità sociale della scelta progettuale, che permetterà di creare una vera e propria comunità galleggiante.20130429_

L’energia geotermica del sottosuolo permette di riscaldare gli ambienti fornendo inoltre l’acqua calda sanitaria necessaria; i pannelli solari e fotovoltaici assicurano la copertura delle richieste elettriche e termiche, mentre le soluzioni tecnologiche Smart Building unitamente all’impianto domotico, permettono agli utenti di mantenere sotto controllo i propri consumi e la propria produttività, ottimizzando esigenze e risorse. Durante il periodo estivo le acque del fiume Elbe permetteranno di abbassare la temperatura esterna, contribuendo a raggiungere il giusto equilibrio igrotermico interno.

Fonte: rinnovabili.it

Green Capital Award: cosa c’è da imparare dalle quattro finaliste 2015

Per avere una città mediterranea nella rosa delle Capitali verdi d’Europa bisognerà aspettare ancora un po’: dopo Stoccolma, Amburgo, la basca Vitoria, la bretone Nantes e Copenhagen, la sfida per il premio European Green Capital 2015 si gioca di tra Bristol, Bruxelles, Glasgow e Ljubljana. Ecco perché

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Per avere una città mediterranea nella rosa delle Capitali verdi d’Europa bisognerà aspettare ancora un po’: dopo StoccolmaAmburgo, la basca Vitoria, la bretone Nantes Copenhagen, la sfida per il premio European Green Capital Award 2015 si gioca di nuovo tutta fra città “fredde”: BristolBruxelles,Glasgow Lubiana. Il quartetto è stato selezionato sulla base dei 12 indicatori ambientali di riferimento: il contributo fornito alla lotta ai cambiamenti climatici, il trasporto locale, la quantità di verde urbano e l’attenzione al consumo del suolo; la biodiversità, la qualità dell’aria, lo stato dell’inquinamento acustico, la produzione e gestione dei rifiuti; il consumo d’acqua, le innovazioni tecnologiche ecosostenibili, la gestione delle questioni ambientali a livello di autorità locali e la performance energetica. Vediamo allora i punti di forza delle quattro finaliste.

Bristol (Inghilterra)

Il primo punto a favore la città inglese lo segna sul fronte della lotta al consumo di suolo: negli ultimi dieci anni le autorità locali hanno messo in piedi una strategia di salvaguardia del territorio solida ed efficace che ha portato ad avere il 94% delle nuove abitazioni in costruzione realizzato su terreni già compromessi e in attesa di bonifica: i cosiddetti brownfield. Percentuale ancora più alta per gli insediamenti industriali: 98%. Ottimi risultati anche sul piano della mobilità: la città sta mettendo a punto un’ordinanza che abbasserà limite di velocità a 20 miglia all’ora in tutte le aree residenziali (32 km all’ora) e sta investendo molto su mobilità ciclistica e ferroviaria.

Bruxelles (Belgio)

Il punto forte di Bruxelles è l’energia: in questi primi mesi dell’anno la città ha adottato un programma di obiettivi standard da raggiungere molto severo per limitare la quantità di emissioni inquinati, supportato da investimenti sostanziosi. Uno dei cavalli di battaglia di questa politica di efficientamento è il programma Exemplary Buildings: finanziato nel 2007 con 24 milioni di euro, oggi ne fa girare 460, con 1250 posti di lavoro. Il progetto serve a regolare gli standard energetici dei nuovi edifici, sia pubblici che privati, e nei primi due anni dalla nascita ha già permesso una riduzione di 13.000 tonnellate di CO2. Un risultato straordinario anche nel campo della riduzione dei rifiuti:la quota di produzione pro capite sarebbe calata drasticamente, addirittura il 20% dal 2000 ad oggi.

Glasgow (Scozia)

Glasgow non è certo nota per la sua anima verde: è la città più grande della Scozia e ha il carattere (e i colori) tipici delle città a forte vocazione industriale. Ma riserva delle sorprese notevoli. Prima di tutto per l’attenzione che dedica alla biodiversità e alla protezione delle aree verdi: il 22% del territorio comunale è stato dichiarato oasi protetta, e sottoposto a vincoli urbanistici severi. La Città ha dimostrato poi di saper trarre lezioni importanti dai momenti di crisi: il pesante alluvione del 2002 (in un giorno cadde la stessa quantità di acqua che la Città sopportava in un mese, e stiamo parlando della Scozia…) portò alla luce la necessità di avere un sistema di drenaggio all’avanguardia e che reggesse alle emergenze. Nacque così la Metropolitan Glasgow Strategic Drainage Partnership, un’agenzia che oggi è un vero faro nella gestione delle emergenze idrogeologiche.

Lubiana(Slovenia)
La capitale slovena ha molto da insegnare, e su diversi fronti. La gestione dell’acqua, l’attenzione per le energie rinnovabili e il teleriscaldamento, un piano serrato di riduzione delle emissioni di CO2 e soprattutto un ottimo piano per la mobilità urbana, che ha consentito di ridurre notevolmente il traffico automobilistico, e che entro il 2015 raggiungerà facilmente l’obiettivo che si era prefissata: meno 20% per gli spostamenti in auto. L’obiettivo finale, che secondo l’Unione Europea ha buone possibilità di riuscita, è l’equiparazione tra le tre voci principali del modal share: trasporto pubblico, automobili e biciclette. Inoltre il comune sta affrontando un importante rinnovamento del parco mezzi, che dovrebbe portare entro i prossimi due anni ad avere un 50% della flotta degli autobus alimentato a metano. Nei piani c’è anche una congestion charge, sul modello inglese. Lubiana è poi una delle città più verdi d’Europa: il Sentiero delle rimembranze, che attraversa diversi quartieri cittadini è lungo 33 km e conta oltre 7.000 alberi. La scelta della giuria sarà annunciata il 14 giugno, a Nantes, città che ha guadagnato il titolo per l’anno corrente.

scarica il report della Commissione Europea:

European Green Capital Award 2015

Fonte: eco dalle città