L’educazione ambientale diventa materia obbligatoria nelle scuole

L’educazione ambientale sarà presto materia scolastica obbligatoria e si studierà dalla materna alla secondaria superiore già dall’anno scolastico 2015-2016Barbara-Degani-620x350

Indiscrezioni raccolte oggi alla presentazione di un libro a Roma presso la sede del Coni, a cui a presenziato il sottosegretario all’ambiente, Barbara Degani vogliono che per il prossimo anno scolastico 2015-2015 sarà introdotta l’ educazione ambientale quale nuova materia obbligatoria il cui insegnamento partirà dalla scuola materna e proseguirà fino alla seconda superiore. Barbara Degani stamattina durante l’incontro presso la sede del Coni a Roma a cui hanno preso parte i bambini delle scuole elementari e medie e i rappresentanti della FIPSAS, la Federazione Italiana Pesca sportiva e attività subacquee, ha detto:

Il lavoro che ci ha visto impegnati per mesi parte proprio dai bambini e non poteva che essere così. Sono loro il nostro futuro e potranno a pieno titolo essere chiamati nativi ambientali. Io credo che comminare sanzioni, contemplare reati in ambito ambientale sia doveroso ma non sia sufficiente: è necessario intervenire con una politica di grande respiro, a lungo termine altrimenti il patrimonio che abbiamo a disposizione oggi non ci sarà più domani. Ecco allora entrare in campo l’Educazione ambientale come strumento imprescindibile da cui partire per far capire l’importanza di alcune scelte.

E indiscrezioni dell’ultim’ora vogliono che il progetto di rendere l’educazione ambientale una materia obbligatoria nelle scuole italiane sia racchiuso in un fascicolo di 150 pagine oggetto di un accordo tra MIUR e ministero dell’Ambiente. Il programma prevedrebbe l’insegnamento di vari temi che vanno dalla biodiversità alla gestione dei rifiuti. L’occasione entro cui sono state raccolte le indiscrezioni sulla nuova materia scolastica, ha riguardato la presentazione del libro Alla scoperta della pesca sportiva in mare realizzato dalla Federazione Pesca con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Alla platea di bambini è stato presentato anche il progetto Sharklife finanziato dalla Comunità Europea per tutelare la presenza degli squali nel Mar Mediterraneo. L’obiettivo del libro, secondo Daniela Ferrando che ne ha curato i testi, è di consentire ai bambini di conoscere la pesca sportiva attraverso gli attrezzi utilizzati, ma anxche la biodiversità marina legata alle regole di pesca che si adottano nei mari italiani. Come pratica è stata presentata la catch and release, ossia la cattura del pesce e il suo rilascio da vivo.

Fonte: Il Secolo XIXFIPSASMinambiente
Foto | Barbara Degani@facebook

 

Petizione on line per salvare l’IPLA: “E’ un Istituto strategico per lo sviluppo dell’economia verde in Piemonte”

E’ stata lanciata on line una petizione per salvare dalla chiusura l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino: “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy”375819

“Noi sottoscritti rivolgiamo un pressante appello al Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, affinché le competenze di elevato valore scientifico, intellettuale e operativo, residenti oggi in IPLA SpA vengano mantenute al servizio della Regione e dei suoi cittadini”. E’ questo l’appello dei promotori di una petizione lanciata attraverso il sito Change.org per salvare l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente con sede a Torino. “Non si tratta di salvare una sigla o una ragione sociale ma di individuare come valorizzare il lavoro ultratrentennale che l’Istituto ha svolto in ambito ambientale e sulla green economy. Il futuro dell’economia regionale, nazionale ed europea da più parti è individuata nella cosiddetta economia verde. L’IPLA in questi anni ha garantito il rilevamento e la gestione di una mole enorme di dati su foreste, biodiversità, rifiuti, suoli, patologie ambientali (lotta alle zanzare) e tartufi e gestisce le banche dati naturalistica e pedologica della Regione. La pianificazione in ambito agrario ed ambientale utilizza giornalmente le elaborazioni e i progetti che IPLA ha nel tempo realizzato”.

“Disperdere questo patrimonio di conoscenze -è il monito dei firmatari al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota- riteniamo sia una scelta poco lungimirante. Per questo Le chiediamo un intervento che possa costruire un percorso verso il futuro anche in considerazione del fatto che la recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la parte della legge sulla Spending Review che imponeva l’alienazione e/o la liquidazione delle società partecipate regionali. L’IPLA del futuro potrà e dovrà supportare concretamente la realizzazione di adeguati investimenti sull’ambiente e sulle produzioni sostenibili e i possibili ritorni in termini di sviluppo economico del territorio rurale”.

Fonte: eco dalle città