Pharrel Williams e Al Gore annunciano Live Earth concerto per i cambiamenti climatici

Pharrell Williams e Al Gore hanno annunciato al World Economic Forum di Davos la più grande campagna globale della storia, sotto forma della seconda edizione del Live Earth, per promuovere la consapevolezza sui cambiamenti climatici. I concerti avranno luogo in tutti e sette i continenti, inclusa l’Antartide, il prossimo 18 giugno.SWITZERLAND-DAVOS-MEET-ECONOMY

Il Live Earth viene così proposto in una sua seconda edizione: era il 2007 quando Al Gore annunciò il primo Live Earth il 7 luglio del 2007 e per quell’occasione anche Blogo.it mobilitò i suoi blog per diffondere in maniera trasversale questo grande evento che veicola attraverso la musica un messaggio di consapevolezza circa il rischio che tutta l’umanità corre se non si interviene a ridurre consistentemente l’emissione in atmosfera di gas climalteranti.

 

SWITZERLAND-DAVOS-MEET-ECONOMY

 

Anche per questa seconda edizione del Live Earth, Al Gore conta ancora una volta sull’aiuto di Pharell Williams in qualità di direttore creativo, non solo musicista ma anche imprenditore e ecologista e del produttore Kevin Wall, già presente nel 2007 e trionfatore con il Live 8 nato per sensibilizzare sulla povertà, chiamato anche per quest’occasione a mettere in piedi un evento globale che punta a 2 miliardi di telespettatori coperti da 193 reti televisive.SWITZERLAND-DAVOS-ECONOMY-POLITICS-MEET-WEF

Rispetto alla prima edizione, ossia quella del 2007, c’è molta più consapevolezza dell’importanza data ai cambiamenti climatici e Pharrel Williams peraltro conosce bene la questione e si è sempre impegnato in prima persona anche con donazioni. Il format proposto è il medesimo dell’edizione del 2007, ovvero 7 spettacoli che si svolgeranno in altrettanti continenti e la presenza di 100 artisti.SWITZERLAND-DAVOS-ECONOMY-POLITICS-MEET-WEF

Fonte: ecoblog.it

Al Gore mette in guardia la finanza dalla bolla del carbonio

Secondo l’ex vicepresidente USA, non è possibile attendere gli accordi internazionali, ma gli investitori devono iniziare a individuare i “rischi da carbonio” nei loro portafogli, spostando il denaro dai fondi fossili ad alternative più sostenibiliAl-Gore-586x385

L’ex vicepresidente USA Al Gore, noto per il suo impegno per la lotta ai cambiamenti climatici, ha messo in guardia il mondo della finanza dal rischio estremamente reale delle scoppio della bolla del carbonio, già messo in luce in un rapporto curato da Lord Nicholas Stern. Due terzi delle riserve di carbonio nel sottosuolo sono di fatto non bruciabili (unburnable) se si intende mantenere gli aumenti di temperatura nell’ambito dei due gradi. La manifestazione progressiva dei pericoli legati al cambiamento climatico porterà a maggiori regolamentazioni sulle emissioni ed ad una carbon tax; tutti i fondi di investimento legati alle fonti fossili saranno a rischio proprio a causa della necessità di dare vita a un’economia low carbon. Non si tratta solo di speculazioni, perchè parte del mondo della finanza si sta muovendo in questo senso e lo stesso Al Gore ha fondato la Generation Investment Management insieme con David Bloom, ex CEO di Goldman-Sachs, per introdurre criteri di sostenibilità negli investimenti finanziari. Conflitto di interessi? E’ possibile che sia così; tuttavia per il bene del pianeta forse non è il caso di essere troppo schizzinosi se il risultato potrebbe essere una finanza meno rapace e più sostenibile. Gore e Bloom sostengono che non c’è tempo di aspettare nuovi accordi internazionali, per cui gli investitori dovrebbero identificare e rendere pubblici i “rischi da carbonio” nei loro portafogli, per arrivare a diversificare gli investimenti privilegiando le opzioni a basso carbonio come le fonti energetiche rinnovabili e i veicoli elettrici e dismettendo il proprio denaro dai fondi legati alle compagnie petrolifere per cercare soluzioni a più basso carbonio. Queste scelte certo non miglioreranno oggi la vita delle persone più svantaggiate su questo pianeta, ma almeno avranno il coraggio di iniziare a cambiare direzione prima che sia troppo tardi.

Fonte: ecoblog