A Palermo l’acqua ritorna pubblica

Il Comune di Palermo ha confermato la decisione dell’amministrazione di trasformare AMAP – la società che gestisce il servizio idrico integrato della città – da S.p.A. (ente di diritto privato) in Azienda speciale (ente di diritto pubblico). Grande soddisfazione è stata espressa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

acqua palermo

Il 4 aprile 2013, è stata una giornata storica per il Comune di Palermo: l’amministrazione ha deciso di ritornare ad una gestione interamente pubblica dell’acqua e del servizio idrico integrato (SII) ed ha deliberato la trasformazione di AMAP S.p.A. (attualmente ente di diritto privato) in Azienda speciale (ente di diritto pubblico). Era stato lo stesso Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ad annunciare il ritorno ad una gestione dell’acqua totalmente pubblica e lo aveva fatto proprio durante una manifestazione in difesa dell’acqua pubblica, organizzata a Villa Niscemi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. In mattinata, il Sindaco aveva anticipato la storica decisione e, nel pomeriggio dello stesso giorno, l’amministrazione palermitana ha approvato la Delibera che dà il via libera alla ripubblicizzazione di AMAP. AMAP, infatti, pur essendo costituita dal Comune di Palermo quale Socio unico , oggi è un’azienda di diritto privato. Nella recente ed importante Delibera, la Giunta comunale di Palermo sottolinea come sia ormai “acclarato che l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita, e pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile, nonché all’acqua necessaria al soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile che può, a giusto titolo, essere individuato fra quelli tutelati all’Art. 2 della Costituzione”. La Delibera di Giunta (D.G.C. nr. 46 del 04.04.2013 “Trasformazione della Società AMAP S.p.A. in Azienda Speciale-Atto di indirizzo”) si avvia formalmente il processo di “ri-pubblicizzazione” dell’acqua, mettendo in moto il procedimento di trasformazione dell’AMAP, l’attuale azienda di diritto privato che gestisce il servizio idrico, in una “azienda speciale di diritto pubblico, improntata a criteri di economicità, efficienza e trasparenza come per altro sancito dal risultato elettorale del 2011 col quale milioni di italiani hanno fatto una chiara scelta per l’acqua pubblica.

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La Giunta motiva la propria scelta sia sul piano formale, richiamando le pronunce del Parlamento Europeo e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che “hanno affermato la non assoggettabilità delle risorse idriche alle logiche di mercato interno, ribadendo, peraltro, il diritto di accesso all’acqua quale diritto fondamentale di ogni persona”, sia sul piano ambientale, ricordando che “l’acqua è un bene tendente ad esaurirsi, pur essendo rinnovabile, e da ciò discende la necessità di un uso responsabile, consapevole, affinché possa essere reso disponibile per le generazioni future.” È necessario, si legge ancora nella Delibera, che “l’Amministrazione comunale si faccia garante del principio dell’accesso all’acqua per tutti e che siano quindi posti in essere i conseguenti interventi di natura amministrativa”. Per questo, viene dato l’incarico formale agli Uffici competenti “di predisporre tutti gli atti necessari a modificare le norme statuarie, riferite alla Società AMAP S.p.A. da sottoporre all’esame ed all’approvazione del Consiglio Comunale, nel senso di procedere alla trasformazione della suddetta Società in soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda speciale”. “Quello che compiamo oggi”, ha dichiarato in proposito il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, “è un passo importante per sancire due principi cardine dell’azione amministrativa della nostra Giunta: il primo è che il volere dei cittadini espresso con il referendum del 2011 è volere sovrano e va rispettato a tutti i livelli istituzionali; il secondo principio è quello intrinseco nell’atto che oggi abbiamo approvato e cioè che l’acqua va riconosciuta, valorizzata e tutelata come bene comune e l’accesso all’acqua va garantito come diritto fondamentale non sottoposto alle leggi del mercato”. Grande soddisfazione è stata espressa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, che ha così commentato: “Con la delibera del 4 aprile 2013 si avvia concretamente la ripubblicizzazione e l’attuazione degli esiti referendari a Palermo. Con questo atto, il Comune di Palermo si affianca ai 135 Comuni siciliani – ed alla Provincia – che si sono opposti alla privatizzazione. Giornata storica per il movimento per l’acqua in Sicilia!”.

Fonte: il cambiamento

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Acqua pubblica, Tar Toscana: “profitti in bolletta sono illegittimi”

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Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime. È una sentenza storica quella che arriva nella Giornata mondiale dell’Acqua, destinata ad affondare profitti privati in bolletta. Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum sono illegittime in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dal referendum del 12 e 13 giugno 2011. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto l’illegittimità delle bollette post referendarie, al punto di dare vita alla Campagna di Obbedienza Civile, con la quale i cittadini si sono autoridotti le bollette “obbedendo” agli esiti referendari. Ora il Tar della Toscana conferma pienamente quella impostazione, scrivendo nella sentenza che “il criterio della remunerazione del capitale (…) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice…”. Una sentenza quindi destinata a travolgere chi sull’acqua intende continuare a fare profitti, ignorando e tentando di aggirare la volontà popolare, anche attraverso atti amministrativi come la truffa di capodanno dell’AEEG che tenta di reinserire nel nuovo metodo tariffario la remunerazione celata sotto altro nome. La Giornata Mondiale dell’Acqua non poteva essere festeggiata in modo migliore dai movimenti dell’acqua di tutta Italia che in questo fine settimana stanno dando vita a moltissime iniziative in sostegno all’Iniziativa dei Cittadini Europei per l’acqua pubblica. Una sentenza che conferisce un’ulteriore slancio a quel processo di ripubblicizzazione dell’acqua che è in marcia in molte città italiane: il Tar toscano oggi ribadisce “fuori i profitti dall’acqua”, il Forum rilancia “fuori l’acqua dal mercato, verso la completa ripubblicizzazione” Il rispetto del voto referendario è più vicino. Buona Giornata Mondiale dell’Acqua a tutti!

Fonte: il cambiamento

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Acqua pubblica, arriva il kit per i nuovi parlamentari

Gli attivisti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno organizzato un banchetto davanti a Palazzo Montecitorio per consegnare ai neo-eletti deputati un kit sull’acqua pubblica. Nell’occasione sono state raccolte le firme per l’ICE, l’Iniziativa dei Cittadini Europei per convincere Bruxelles ad adottare misure volte a garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari.

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Sabato 16 marzo era il secondo giorno della nuova legislatura. Davanti a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, fin dalla prima mattina c’era un banchetto ricoperto di bandiere blu. Dietro il banco, gli attivisti del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua consegnavano ai neo eletti parlamentari il kit dell’acqua e raccoglievano firme per l’iniziativa dei cittadini europei sull’acqua pubblica. Il kit aveva al suo interno una lettera, un opuscolo ed il testo della legge d’iniziativa popolare sull’acqua del 2007. Consegnandolo ai deputati che andavano al banchetto per ritirarlo gli attivisti chiedevano ufficialmente al nuovo parlamento di impegnarsi per la ripubblicizzazione dell’acqua nei primi cento giorni di legislatura. Questo il contenuto della lettera:

“Un nuovo Parlamento si è insediato in questi giorni dopo un voto che ha dato un segnale forte contro le politiche economiche tese alla mercificazione dei beni comuni. Lo stesso segnale c’è stato nel giugno 2011: 27 milioni di Sì per l’acqua bene comune. Da allora le manovre per aggirare quel voto hanno dimostrato una salda alleanza tra poteri economici forti e gran parte delle rappresentanze istituzionali. Ma in questi mesi si sta dimostrando possibile invertire la rotta che ha regalato ai privati i servizi pubblici e creato profitto sui beni comuni: nei comuni italiani in cui si sta avviando la ripubblicizzazione del servizio idrico così come in Europa, con l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) per l’acqua pubblica che ha già superato il milione di firme. È possibile imboccare la strada della difesa dei beni comuni e questo è il momento di farlo! Per questo consegniamo a tutti parlamentari il ‘kit dell’acqua’: uno strumento attraverso il quale ripubblicizzare il servizio idrico in tutta Italia e rispettare la democrazia, applicando i risultati referendari del giugno 2011 e approvando la legge di iniziativa popolare sull’acqua depositata nel 2007. Perchè una volta di più si scrive acqua, si legge democrazia”.

La legge di iniziativa popolare cui si fa riferimento, presente all’interno del kit, è quella che venne consegnata nel 2007 al governo Prodi. Una sorta di bibbia per tutti gli attivisti dell’acqua. Il testo, intitolato “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, era stato dapprima discusso quindi approvato nell’assemblea organizzata dal Forum dei movimenti per l’acqua il 7 Ottobre 2006 a Firenze. Alla sua stesura contribuirono materialmente fra le settanta e le ottanta persone. Poi venne la raccolta firme: 406.626 cittadini firmarono affinché la proposta potesse essere presentata in parlamento. Infine la proposta di legge fu sottoposta al vaglio del Parlamento, dove fu assegnata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E lì rimase. Né il governo Prodi, né il successivo governo Berlusconi l’hanno mai messa all’ordine del giorno per l’approvazione. Ma è da lì che bisogna ricominciare. Da quel testo partorito sei anni or sono che conteneva all’interno il seme del bellissimo movimento che avrebbe condotto alla vittoria dei referendum, testo che aveva come obiettivi la tutela della risorsa idrica e della sua qualità, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso mediante strumenti di democrazia partecipativa. Il kit è stato consegnato ai parlamentari del Movimento cinque stelle, del Partito democratico e di Sinistra ecologia e libertà. Gli altri partiti non si sono presentati. Ai parlamentari è stato anche chiesto di firmare per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) sull’acqua pubblica. L’ICE è una sorta di petizione ufficiale europea, uno strumento messo a disposizione dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore ad aprile 2012. Attraverso esso i cittadini comunitari possono proporre alla Commissione Europea un’iniziativa legislativa raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell’UE nell’arco di 12 mesi. Il milione di firme è già stato raggiunto, ma la raccolta continua: più saranno le firme consegnate a Bruxelles e maggiore sarà il peso politico dell’iniziativa. Attraverso l’ICE i movimenti per l’acqua di tutta l’Europa chiedono che l’Ue approvi – si legge sul sito http://www.acquabenecomune.org – “una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. La legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari”. Si può firmare l’ICE anche online a questo link. A livello europeo qualcosa inizia a muoversi e la politica nazionale – o almeno parte di essa – sembra finalmente disposta a dialogare con i movimenti. E anche a livello locale le cose non vanno male per i fautori dell’acqua pubblica. Napoli, Palermo e Torino hanno deciso di affidare le gestioni del servizio idrico a delle “aziende speciali”, togliendo così l’acqua dal mercato. Imperia, Vicenza, Pescara, Pistoia, Brescia e Varese sembrano procedere nella stessa direzione. Preoccupa invece, come nota Marco Bersani in un articolo, il silenzio sulla questione acqua che proviene da Milano e Genova, con le giunte Pisapia e Doria che avevano vinto le elezioni comunali cavalcando l’onda dei referendum (che si sarebbero svolti due sole settimane dopo), ma che una volta insediatesi non hanno fatto niente per mantenere le promesse fatte ai propri elettori.

Fonte. Il cambiamento

 

Le “case dell’acqua (gratis)” anche a Milano

Aperti in città quattro distributori di acqua pubblica, già presenti in alcuni comuni della Provincia, in parchi e giardini cittadini. Un iniziativa di Palazzo Marino in collaborazione con il gestore MM, Metropolitana Milanese Spa. Prelevabili gratis 6 litri a persona, liscia o gassata

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Le “case” dell’acqua arrivano in città. Sono stati inaugurati tra l’1 e il 3 marzo i primi quattro dei cinque impianti finanziati dal Comune di Milano con un contributo regionale, progettati e realizzati da Metropolitana Milanese Spa e situati in parchi o giardini. Dopo la prima inaugurazione dell’1 marzo al parco Formentano in Zona 4, alla presenza dell’assessore Pierfrancesco Maran, del direttore generale di MM Spa Stefano Cetti e del presidente del Cdz Loredana Bigatti, sono state aperte anche le case dell’acqua al parco Chiesa Rossa (in via San Domenico Savio), nei giardini di via Morgagni e al parco Savarino-ex Bassi (in via Livigno). L’ultimo dei cinque impianti, situato nel Giardino Cassina de’ Pomm (tra le vie Zuretti e Gioia ang. Cassoni), è stato attivato domattina 3 marzo.

“Abbiamo realizzato le case dell’acqua per promuovere l’acqua pubblica di Milano e per valorizzare l’importanza di questa risorsa come bene comune. Ogni inaugurazione è stata un bel momento di festa per i cittadini, soprattutto per i bambini, ma anche un’importante occasione per conoscere le caratteristiche e l’ottima qualità dell’acqua della nostra città”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran.

“È un ulteriore servizio che diamo ai cittadini in totale continuità con la nostra missione, continuando a garantire la qualità dell’acqua di Milano che dallo scorso dicembre, prima in Italia, ha il marchio Milano Blu”, ha detto Stefano Cetti, direttore generale di Metropolitana Milanese Spa.

I cinque erogatori con il marchio del Comune e di Milano Blu erogano la stessa acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre case, ma con la possibilità di scegliere tra liscia e gassata. Il servizio si attiva mediante la Carta regionale dei Servizi della Lombardia. Possono essere prelevati gratuitamente fino a 6 litri d’acqua al giorno a persona.
Il costo complessivo dell’intervento, con allacciamenti e spese tecniche, ammonta a circa 189 mila euro. Ulteriori informazioni e approfondimenti sono consultabili sul sito http://www.milanoblu.com.

Fonte: eco dalle città