Ecco il testo del nuovo Accordo Quadro Anci-Conai e gli allegati tecnici (tranne la plastica)

Disponibile il testo del nuovo Accordo Quadro ANCI CONAI, valido fino al 31 marzo 2019, e dei cinque Allegati Tecnici sottoscritti dalle parti, in attesa di quello sulla plastica379313

Conai pubblica il testo dell’Accordo Quadro con l’Anci, che regolerà per il quinquennio 2014-2019 l’entità dei corrispettivi da riconoscere ai Comuni convenzionati per i “maggiori oneri” della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio. Il consorzio fa sapere che “per quanto riguarda la gestione dei rifiuti di imballaggi in plastica, in attesa della definizione del nuovo Allegato Tecnico, si ricorda che sono state prorogate fino al 30 giugno le condizioni previste dall’Allegato precedente, con un incremento pari al 10,6% dei corrispettivi da esso previsti”.

“Per quanto riguarda invece i cinque allegati tecnici già sottoscritti, considerato quanto previsto dal vigente Accordo Quadro in merito al rinnovo automatico delle convenzioni fatta salva la possibilità di recesso entro 30 giorni, i singoli Consorzi di Filiera comunicheranno ai propri convenzionati le relative modalità attuative”.

Al fondo i link per scaricare il testo completo del nuovo Accordo ANCI-CONAI e i rispettivi Allegati Tecnici.

 

 

 

Testo accordo quadro Anci-Conai 2014-2019 [0,14 MB]

 

 

Acciaio [0,06 MB]

 

 

Alluminio [0,11 MB]

 

 

Carta [0,39 MB]

 

 

Legno [0,09 MB]

 

 

Vetro [0,88 MB]

 

 

 

Fonte: ecodallecittà.it

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Nanoparticelle dell’acciaio isolate nei tessuti umani, provano l’inquinamento ambientale

Nanoparticelle di acciaio sono state isolate nei tessuti di due donne di cui una è deceduta, da Antonietta Gatti e Stefano Montanarinanoparticelle-620x350

Qual è la correlazione tra l’insorgere di alcuni tumori e l’inquinamento ambientale? Una prova arriverebbe dai risultati delle analisi sui tessuti malati di due donne, di cui una poi deceduta, che hanno respirato la malsana aria emessa dai fumi dell’acciaieria di Trento. A effettuare le analisi di biobalistica a Modena sono Antonietta Gatti e Stefano Montanari che hanno rinvenuto nanoparticelle di acciaio, come spiega la professoressa Gatti a Stefania Divertito per Metro:

La presenza nel reperto biologico soprattutto delle particelle di acciaio anche in forma sferica, tipica della formazione ad alta temperatura, testimoniano l’esposizione che il paziente ha subito a un inquinamento ambientale causato da lavorazioni dell’acciaio ad alta temperatura. Partendo dal tessuto malato, riusciamo a individuare da dove provengono le nanoparticelle di metalli pesanti e altre sostante che hanno causato la malattia.

Due parole le spendo per spiegare cosa sia la biobalistica, ossia la ricerca delle tracce delle nanoparticelle e della loro identità al fine di attestare la loro provenienza. Proprio come accade con le analisi dei proiettili che possono essere sparati solo da un unica pistola. In pratica i due scienziati grazie a uno strumento molto sofisticato ossia il microscopio elettronico a scansione ambientale sono riusciti a trovare le tracce delle emissioni dell’acciaieria nei tessuti umani. Tracce talmente infinitesimali che sono definite appunto nanoparticelle. Queste analisi saranno l’impianto per una denuncia penale che sarà presentata nei confronti dell’acciaieria, ma questa è un altra storia. Si dice convinta la Gatti che la causa della malattia delle due donne è da ricercare nell’inquinamento ambientale e le tracce degli inquinanti, ossia quelle nanosfere, sono un po’ come la firma dell’acciaieria. La Gatti ha proposto perciò all’ospedale pediatrico di Taranto di effettuare a titolo gratuito due analisi ma per ora non ha ricevuto alcuna risposta.

Fonte: Trentino Corriere Alpi

Il polistirolo è più duro dell’acciaio

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Conosciamo il polistirolo (o polistirene) come un materiale morbido, friabile, adatto per l’imballaggio, o come isolante termico. In molti dunque rimarranno forse stupiti nell’apprendere che in realtà, con la giusta tecnica di produzione, può diventare resistente come l’acciaio. La scoperta è frutto di una collaborazione tra l’Università Bicocca di Milano e l’Università giapponese di Kyoto, ed è stata presentata sulle pagine di Nature Chemistry. Un filo di polistirolo atattico, questo il nome del nuovo materiale super-resistente, realizzato grazie a una nuova metodologia nanotecnologica molecolare. Il metodo comunemente utilizzato per la creazione di polimeri prevede di stirare le fibre del materiale di partenza (in questo caso lo stirene) per allinearle e allungarle, un po’ come se si filasse la lana. In questo modo però il risultato è reversibile e non sempre perfetto. Il nuovo metodo molecolare e nanotecnologico scoperto dalle due università prevede invece l’allineamento dei polimeri contestualmente al momento della loro creazione, in modo da renderlo una caratteristica “strutturale” del materiale. Le catena polimeriche sono tenute in registro da pinze molecolari, ovvero delle minuscole mollette che consentono alla struttura ordinata di rimanere stabile nel tempo. È proprio grazie alla sua struttura che il polistirene atattico così ottenuto presenta un’elevata resistenza meccanica: l’allineamento stabile delle catene polimeriche permette infatti di sopportare il carico di 6-8 tonnellate per centimetro quadrato, un’enormità, se paragonato alla tonnellata e mezzo per centimetro quadrato dei compositi in fibre di carbonio. Il nuovo materiale inoltre costa almeno 10 volte di meno delle fibre di carbonio o del più comune kevlar. “Al momento abbiamo certificato la possibilità di realizzare un materiale innovativo agendo direttamente sulla catena di polimeri nel momento della sua formazione, modificando e allineandone la struttura in maniera permanente. E ora stiamo pensando di depositare il brevetto”, afferma il professor Piero Sozzani, coordinatore del team di ricercatori della Bicocca. “Con questa scoperta diventa finalmente possibile applicare un materiale più leggero, più resistente e più economico a differenti ambiti industriali: dall’automotive all’industria navale, passando per l’high-tech e l’aerospaziale”. Riferimenti: Highly ordered alignment of a vinyl polymer by host–guest cross-polymerization; Gaetano Distefano, Hirohito Suzuki, Masahiko Tsujimoto, Seiji Isoda, Silvia Bracco, Angiolina Comotti, Piero Sozzani,   Takashi Uemura & Susumu Kitagawa Nature Chemistry doi: 10.1038/nchem.1576

Fonte:http://www.galileonet.it/blog_posts/519cd690a5717a117a0000b6

 

Completato in Australia il condominio in legno più alto del mondo

Grazie al sistema costruttivo “CLT” il condominio in legno di Melbourne ha permesso di ridurre del 30% i consumi, abbattendo oltre 1.400 tonnellate di CO2 rispetto a calcestruzzo e acciaio. E’ stato inaugurato lo scorso mese uno dei condomini in legno più alti del mondo: il Fortè Living di Melbourne. Parte integrate dello sviluppo del nuovo quartiere di Victoria Harbour, i 32 metri dell’edificio Fortè Living sono stati completati in poco meno di un anno, confermando le innumerevoli potenzialità del sistema costruttivo in legno.

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La tecnica impiegata per il condominio di Melbourne è il CLT, Cross Laminated Timber, un sistema costruttivo che permette di sostituire totalmente l’acciaio ed il calcestruzzo, con elementi laminati in legno massiccio ad alta resistenza. Oltre a ridurre i tempi costruttivi del 30%, le costruzioni in legno permettono di ridurre l’impatto dell’intero ciclo di vita dell’edificio del 22%, come sottolinea Daryl Patterson, Responsabile di progetto della Lend Lease, la società impegnata nella costruzione dell’ecoquartiere Victoria Harbour. “Fortè è costruito sul principio che ciò che è buono per l’ambiente è altrettanto positivo per i residenti. Utilizzando il sistema CLT l’edificio offre migliori prestazioni termiche richiedendo meno energia per riscaldare e raffreddare, il che significa riduzione dei costi energetici e di acqua, con un risparmio medio di $ 300 per anno, fino al 25% in meno rispetto a un tipico edificio tradizionale simile”. Scegliendo solo legname certificato e proveniente da coltivazioni di conifere locali, l’edificio permetterà di risparmiare circa 1.400 tonnellate di CO2 rispetto alle costruzioni tradizionali. L’obiettivo di Fortè Living è di raggiungere la certificazione australiana 5 Star Green Star applicando numerose altri accorgimenti per la massima efficienza energetica dell’edificio, come il recupero delle acque piovane, il verde pensile, il risparmio elettrico ed un involucro ad alte prestazioni, illustrati con grande accuratezza nel sito di presentazione del progetto.

IL VIDEO DEL CANTIERE

Fonte: rinnovalibi.it

Valle d’Aosta. Presentato il progetto “Io Recupero, e tu?” in collaborazione con Conai. Firmati gli accordi con Ricrea, Comieco e Rilegno

Il progetto di tracciabilità dei rifiuti differenziati da imballaggio è stato presentato giovedì 21 marzo ad Aosta presso il Palazzo regionale. Contestualmente sono stati sottoscritti gli accordi con tre consorzi di filiera che, insieme a CONAI, hanno collaborato, al progetto

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Qualità della raccolta differenziata, recupero dei materiali e prevenzione dei rifiuti sono le linee guida delle iniziative del Programma triennale di prevenzione e riduzione dei rifiuti (2011-2013) della Regione Autonoma Valle d’Aosta. In linea con questi principi la Regione, grazie alla collaborazione di Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) e di tutti i Consorzi di filiera, su iniziativa dell’Osservatorio Regionale sui Rifiuti, ha avviato un progetto relativo alla tracciabilità dei propri rifiuti, per mostrare dove vanno e cosa diventano dopo che il cittadino ha fatto la raccolta differenziata.
Giovedì 21 marzo, presso la Saletta delle Manifestazioni di Palazzo Regionale, l’Assessore al Territorio e all’Ambiente, Manuela Zublena e il responsabile dell’Area Rapporti con il Territorio CONAI, Luca Piatto, hanno presentato i contenuti di questo progetto. Essendo questo il frutto della collaborazione con tutti i consorzi aderenti a Conai, la presentazione del progetto è stata anche l’occasione per la sottoscrizione degli accordi di programma con i consorzi Ricrea, Comieco e Rilegno per confermare e rafforzare la collaborazione fra la Regione e i consorzi. Il progetto “Io Recupero, e tu? – Tutto cambia, tutto si trasforma. Viaggio nel riciclo dei rifiuti” consiste in una vera e propria campagna di comunicazione, promossa dall’Assessorato in collaborazione con Conai. La campagna, molto articolata, prevede una serie di azioni sul territorio. La prima è la distribuzione di 6000 opuscoli informativi, realizzati in carta riciclata, che illustrano in modo chiaro e semplice la filiera dei rifiuti valdostani, con l’indicazione dei quantitativi e del destino dei rifiuti, seguendone il percorso fino a che diventano materie prime seconde. Sono inoltre riportati consigli su come fare bene la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio e migliorare così il riciclo dei materiali di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Oltre agli opuscoli saranno distribuiti anche dei pieghevoli informativi, che i cittadini troveranno su totem ed espositori da banco collocati all’interno degli uffici regionali, delle Comunità Montane, dei Comuni e degli ecocentri. Infine sono stati realizzati dei simpatici e funzionali segnalibri, che saranno distribuito insieme agli opuscoli negli espositori collocati all’interno delle biblioteche. Un’altra iniziativa particolarmente interessante per l’educazione in materia di raccolta differenziata è rappresentata dalle tre mostre incentrate sulla filiera del riciclo in Valle d’Aosta, che verranno allestite all’interno di tre centri di conferimento dislocati sul territorio regionale. La mostra consisterà nell’installazione di totem informativi e, dove possibile, nella proiezione di video documentari realizzati nell’ambito del Programma triennale. Saranno inoltre distribuite agli utenti borse in cotone riutilizzabili. Per promuovere la campagna sarà inoltre trasmesso nelle prossime settimane uno spot radiofonico che andrà in onda sulle principali emittenti valdostane, mentre tutte le informazioni relative alla campagna saranno disponibili anche sul nuovo sito web www.iorecuperoetu.it. Il sito nasce per fornire ai cittadini due strumenti importanti per svolgere una corretta raccolta differenziata: un dizionario dei rifiuti on-line ed una mappa con la geolocalizzazione di tutti i centri di conferimento comunali presenti sul territorio valdostano e relative informazioni di dettaglio. Non dimentichiamo, infatti, che molti rifiuti non conferibili tramite il normale sistema di raccolta (i rifiuti in legno, ad esempio) sono preziosi materiali per le filiere di riciclo e recupero e devono essere portati presso tali centri.

Gli accordi con i consorzi Ricrea, Comieco e Rilegno

Poiché il progetto ha visto la collaborazione di tutti i consorzi, la sua presentazione è stata l’occasione per la sottoscrizione degli accordi di programma con Ricrea – Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi in acciaio, Comieco – Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica e Rilegno – Consorzio nazionale per la raccolta il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno, per confermare e rafforzare la collaborazione fra la Regione e i consorzi. «La collaborazione con i consorzi aderenti al CONAI è molto importante per noi – ha affermato l’Assessore Zublena – infatti condividiamo gli obiettivi di ottenere un miglioramento sempre continuo della raccolta differenziata, in termini di quantità e di qualità, e di garantire l’informazione dei cittadini, perché solo grazie all’impegno di ognuno, cittadini e amministrazioni, possiamo raggiungere i nostri obiettivi per valorizzare sempre più i rifiuti, trasformandoli in materie prime seconde.» «Come Conai siamo qui per complimentarci con la Regione per l’attività svolta con il progetto “Io recupero, e Tu?” – ha sottolineato Luca Piatto, responsabile Area Rapporti col Territorio CONAI -. Un progetto che è stato portato avanti con impegno e costanza, con le risorse adeguate a realizzarlo e concluso in tempo utile. E’ di importanza fondamentale far sapere ai cittadini che il loro gesto quotidiano di separazione domestica dei rifiuti è l’anello di una catena più ampia, che coinvolge istituzioni, imprese e operatori del settore, che tutti insieme garantiscono l’avvio a riciclo dei materiali, vero obiettivo della raccolta differenziata».
«L’Accordo di Programma formalizzato oggi con la Regione rinnova una proficua collaborazione per la raccolta e riciclo di carta e cartone che ha portato a risultati particolarmente positivi – ha dichiarato Roberto Di Molfetta responsabile riciclo e recupero di Comieco-. La raccolta di carta e cartone del territorio regionale con una resa di 74 kg per abitante si pone tra le migliori a livello nazionale. Nel 2012 rispetto all’anno precedente, si è registrato un ulteriore incremento della raccolta dell’ 1% con 9.400 tonnellate complessive di carta e cartone avviate a riciclo da Comieco. Si tratta di risultato apprezzabile in un contesto di riduzione dei consumi e della produzione di rifiuti. L’Accordo di Programma punta a migliorare la logistica per l’avvio a riciclo e ad un coinvolgimento attivo delle famiglie e delle utenze economiche tramite un articolato programma di interventi». «Per Ricrea – ha sottolineato Federico Fusari, direttore dell’omonimo consorzio – la firma di oggi è un momento molto importante che certamente contribuirà a creare sinergia fra il nostro consorzio e la Regione, per garantire il continuo miglioramento del percorso che porta alla valorizzazione degli imballaggi in acciaio, verso efficienze di riciclo sempre maggiori. Guardiamo con interesse a questo territorio sul quale riteniamo di raccogliere, grazie all’aiuto dei suoi abitanti, quantità non solo maggiori, ma anche qualitativamente migliori».
«Il recupero dei rifiuti legnosi in Valle d’Aosta è affidato da tempo alla sottoscrizione di accordi condivisi con il consorzio Rilegno- ha infine detto il direttore Marco Gasperoni -. e i risultati sono apprezzabili. Nonostante la particolarità del territorio montano, che spesso non agevola il corretto conferimento dei materiali, va detto che i quantitativi di rifiuti provenienti dal bacino regionale valdostano sono degni di nota e indicano una raccolta “matura”, soprattutto per quel che riguarda la percentuale di imballaggio avviato a riciclo e destinato a diventare pannello truciolare, base per la maggior parte degli arredi di casa e uffici. Nel 2012 infatti su circa 4.000 tonnellate di rifiuti di legno provenienti dal centro di raccolta della Val d’Aosta, oltre il 50% risultava essere di rifiuti di imballaggio. Con la sigla di questo accordo, formalizzata oggi, ci manterremo sulla linea del buon lavoro svolto finora».

Fonte: eco dalle città