4.Prestazioni ottimizzate

3

 

8:30 – IN UFFICIO

Il 15% della popolazione lavora in ufficio. Vi è una grande varietà di posti di lavoro in ufficio: dagli uffici dirigenziali di un amministratore delegato all’ufficio di vendita nel laboratorio di un artigiano; dall’ufficio di una compagnia di assicurazione all’ufficio di controllo delle giacenze di uno stabilimento produttivo. La maggior parte di questi lavoratori operano principalmente davanti allo schermo di un computer. Qui, l’illuminazione ha un ruolo importante: stimolare, motivare e dare una sensazione di benessere, oltre a favorire la produzione di lavoro di alta qualità. Diminuzione dei livelli di attenzione e l’assenteismo possono essere molto costosi. Le ricerche dimostrano che, nel corso della giornata lavorativa, l’illuminazione dinamica è molto apprezzata. Questa supporta, stimola e motiva i lavoratori nel corso della giornata lavorativa.

Gli effetti più significativi dell’illuminazione sono:

> Livelli di illuminazione stimolanti per l’attività lavorativa e la tipologia di ambiente

> Fornire un’illuminazione senza abbagliamento e che garantisca una corretta rappresentazione degli oggetti e dei volti

> Ambiente visivo motivante per la durata dell’attività lavorativa

Fonte: CELMA-ELC

CLASSIFICAZIONE RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI (R.O.A.)

Tutte le fonti luminose compreso i led sono soggetti a due normative la prima R.O.A. (radiazioni ottiche artificiali) di solito questa certificazione la rilascia il costruttore (CREE – NICHIA-SEUL ecc, sicuramente non la rilascia un made in CHINA) importante perchè essa prende in esame la qualità e la quantità della luce in modo particolare la lunghezza d’onda <400 nM, ci sono 3 parametri di valutazione vedi led

l’ altra normativa e la EN 62471:2009 questa seconda normativa valuta il rischio fotobiologico se nella normativa precedente si è nella classe 0 bisogna far modo che la quantità di luce emessa non possa essere causa di danni fotobiologici, in questo caso subentra la progettazione del corpo illuminante, un esempio molto banale è quello che prima dell’entrata in vigore di detta normativa le classiche plafoniere a neon da soffitto erano munite di solo riflettore, invece per renderle a norma è si è dovuto inserire una griglia quadrettata per evitare l’abbagliamento diretto, prima erano in classe 2 adesso in classe uno, la classe uno indica che non c’è nessun rischio fotobiologico nelle normali condizioni d’impiego.

Fonte: 5MPA