La dieta vegetale fa bene alla salute e dimezza le emissioni di CO2

Lo abbiamo sempre sostenuto: la dieta a base vegetale, meglio vegana, fa bene alla salute e all’ambiente perché fa risparmiare emissioni di gas CO2. Oggi, grazie a una ricerca inglese sappiamo anche quante emissioni risparmiamo

Il consumo di carne è dannoso sia per l’ambiente sia per la salute: mangiare troppa carne rossapuò creare problemi alla salute e tutto ciò era noto. Ciò che invece non conoscevamo era la stima relativa ai gas serra associati alla produzione dei vari alimenti. A risultare meno inquinanti per l’ambiente i prodotti vegetali legati ai menù sia vegani sia vegetariani.

Spiega Ilaria Ferri direttore scientifico dell’ENPA:

Per soddisfare la richiesta giornaliera di chi consuma carne in grande quantità vengono prodotti ben 7,2 chilogrammi di anidride carbonica a persona, pari al doppio di quelli necessari per la dieta vegan (appena 2,9 chilogrammi) e vegetariana (3,8 chilogrammi).460297605-536x350

Lo studio Dietary greenhouse gas emissions of meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans in the UK dunque mette a confronto quattro grandi gruppi di consumatori: di carne, pesce, vegetariani e vegani. Gli alimenti più dispendiosi sono legati alla produzione della carne bovina per cui 1 kg di polpa lo paghiamo 68,8 chilogrammi CO2; seguono la carne ovina (64,2 kg) e le interiora (35,9 kg). Si capovolge la stima se si guarda alle emissioni prodotte per ottenere 1 kg di mais appena 0,7 kg di anidride carbonica; 0,8 per un chilo di fagioli e 0,4 per un chilogrammo di patate.

Nella prefazione allo studio si legge:

In conclusione, le emissioni di gas serra per i consumatori di carne sono due volte circa superiore a quelle dei vegani. E ‘probabile che la riduzione dei consumi di carne possa portare alla riduzione delle emissioni di gas serra derivati dalla produzione alimentare.

La dieta vegetariana (che include latte e uova) e la dieta vegana (priva di alimenti di origine animale), dunque, grazie al loro contenuto di vegetali si attestano sempre più per essere lo stile alimentare più sano. Ricordo che in una dieta equilibrata devono essere inclusi legumi, cereali e verdure di stagione in almeno 5 porzioni al giorno.

Fonte:  ENPA

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Mini-guida alle tecniche di conservazione domestica

Conservare correttamente i cibi è una regola fondamentale del mangiar sano; una regola che deve essere applicata ed osservata scrupolosamente per evitare che lo sviluppo di alcuni microrganismi – soprattutto patogeni – possa deteriorare anzitempo i nostri alimenti alterandone le proprietà organolettiche.barattoli-400x250

Un problema che riguarda soprattutto i cibi freschi, primi fra tutti frutta e verdura, che molto spesso  finiscono nel secchio dell’immondizia prima che possano essere consumati. Dunque, conoscere e mettere in pratica le principali tecniche di conservazione ‘casalinghe’ degli alimenti vuol dire mangiare e vivere benesprecare meno e rispettare l’ambiente. Vediamo quali sono i metodi più semplici ed efficaci per conservare al meglio le nostre verdure (crude o cotte) e la frutta. Per prima cosa occorre sapere che sin dall’antichità i migliori alleati delle casalinghe (soprattutto quando frigoriferi e freezer non esistevano!) sono acqua, sale, aceto, olio e zucchero. Tutti ingredienti naturali, facilmente reperibili e dalle straordinarie proprietà conservanti.

  1.  Attraverso il vapore, ad esempio, si possono sterilizzare adeguatamente i barattoli dove riponiamo le nostre verdure a crudo o cotte. Nel primo caso è sufficiente portare a bollore i vasetti ben chiusi, nel secondo, prima di procedere alla sterilizzazione, le verdure devono essere sbollentate in acqua salata, riposte nel vaso e ricoperte con altra acqua già ‘bollita’ e raffreddata.
  2.  L’olio extra-vergine di oliva è un ottimo ingrediente per la conservazione di cipolline, peperoni, funghi e ortaggi vari  che così conservati si trasformano in succulenti contorni per accompagnare i nostri piatti.

Prima di passare all’invasamento è opportuno sterilizzare i barattoli per eliminare i microrganismi, adagiare le verdure ben pressate all’interno e coprirle con l’olio in modo da non lasciare spazi vuoti. Durante il consumo si può procedere con dei piccoli rabbocchi per mantenere alto il livello il livello dell’olio. Stesso procedimento per la conservazione sott’aceto (preferibilmente di vino bianco o di mele) che esalta il sapore di carote, cetriolini e giardiniera, evitando la formazione di sgradevoli (e pericolose) muffe.

  1.  Ricordate di scegliere con cura anche i materiali utilizzati per la preparazione e la conservazione degli alimenti. Se decidete per la cottura in acqua o aceto, utilizzate pentole in acciaio inox o in pirex, mentre per i barattoli optate per quelli a chiusura ermetica che possono essere utilizzati più volte con un’opportuna manutenzione.jar (1)

Conserve casalinghe

  1.  Anche il sale e la salamoia possono trasformarsi in validi alleati per la conservazione di alcune verdure come capperi, olive, zucchine ecc. Il sale, infatti, assorbe l’umidità degli alimenti preservandone la freschezza anche per tutto l’anno. Per quanto riguarda i contenitori, potete scegliere i classici barattoli in vetro, in coccio o in legno. Ricordate di sistemare la verdura a strati alternati al sale, arricchendo il tutto con le vostre erbe aromatiche preferite.

La salamoia home made, invece, si prepara facendo scaldare dell’acqua e sale (1 l di acqua ogni 100 gr di sale). Un metodo infallibile per preparare la salamoia consiste nel far scaldare l’acqua in un pentolino, aggiungere gradualmente il sale grosso e immergere nell’acqua una piccola patata intera. Continuando a mescolare, attendete che il sale sia completamente sciolto prima di aggiungerne dell’altro e una volta che la patata sarà venuta a galla la vostra salamoia sarà pronta all’uso.

  1.  Chiudiamo con la frutta, che può essere conservata sottoforma di confettura o marmellata. In entrambi i casi occorrerà cuocerla per 2-3 ore in una pentola molto capiente con una quantità di zucchero pari alla metà del peso della frutta impiegata o, a seconda dei gusti e dei frutti utilizzati, leggermente inferiore. Per un risultato ottimale la cottura deve essere dolce, lenta e graduale, per dar tempo allo zucchero di sciogliersi e alla pectina (sostanza naturale della frutta) di addensare il composto. Durante la preparazione occorre mescolare continuamente ed aggiungere un po’ di succo di limone appena spremuto. Una volta che la vostra confettura avrà raggiunto la giusta consistenza, potete procedere al trasferimento nei barattoli sterilizzati ancora caldi per evitare che lo shock termico danneggi il vetro. Una volta riempiti fino all’orlo, i vasetti devono essere chiusi ermeticamente e rovesciati per 10 minuti affinché si crei l’effetto ‘sottovuoto’ (in alternativa potete immergerli in acqua bollente per 5 minuti). Ricordate che è buona norma scegliere sempre frutta e verdura di stagione, meglio se bio, e lavarla accuratamente sotto l’acqua per eliminare le tracce di pesticidi. E per non sbagliare rammentate di corredare i vostri barattoli con etichette riportanti il nome del prodotto e la data.

Semplice, no?!

Fonte: tuttogreen.it

10 alimenti ricchi di potassio: scoprite i cibi che lo contengono

Alcuni alimenti ricchi di potassio che non ti aspettavi: ecco un decalogo di cibi che possono essere molto utili nel tuo regime alimentare. Adottare uno stile alimentare equilibrato e che consenta di apportare all’organismo tutti i nutrienti necessari è fondamentali per assicurarsi il giusto benessere psico-fisico. Il potassio, ad esempio, rientra tra minerali indispensabili da introdurre nella nostra dieta per evitare che si manifestino disturbi come stanchezza, insonnia, ritenzione idrica e dolori muscolari.Tutti-i-cibi-più-ricchi-di-potassio-400x250

Per questo è importante sapere quali sono gli alimenti ricchi di potassio con cui è più facile assumere questa sostanza; ne elenchiamo 10 tra i più ricchi. Ecco la top 10 degli alimenti ricchi di potassio:

1. Ketchup: la salsa a base di pomodoro, aceto, zucchero e spezie molto utilizzata nei panini del fast food, oltre ad essere un condimento poco calorico costituisce anche una notevole fonte di potassio.

2. Pomodori secchi costituiscono un alimento energetico, consigliati anche durante la gravidanza, oltre che molto gustosi.

3. Paprika, ricavata dalla macinazione di semi e polpa di diversi tipi di peperoncino secco, è una spezia in grado di favorire l’apporto di potassio nel nostro organismo.

  1. Origano: tra gli alimenti ricchi di potassio anche l’erba aromatica della tradizione mediterranea nota anche per le sue notevoli proprietà a favore soprattutto della digestione e dei dolori intestinali.

5. Banane secche, oltre a costituire un rimedio naturale contro la pressione alta, sono molto ricche di potassio.

6. Fagioli neri secchi insieme al potassio possiedono anche vitamine e oligominerali, come calcio, ferro e zinco e fosforo.alimenti-ricchi-di-potassio

7. Pistacchi, noti soprattutto per la capacità di ridurre i livelli di colesterolo ‘cattivo’.

8. Rosmarino, altra erba aromatica mediterranea, possiede notevoli proprietà terapeutiche oltre ad arricchire di gusto numerose pietanze.

9. Lenticchie, ricche di ferro come tutti i legumi, sono in grado di contrastare attivamente la carenza di potassio.

10. Ceci, infine, contengono anche omega 3, vitamine del gruppo B, magnesio e folati.

Fonte: tuttogreen.it

Tonno al mercurio, ancora sequestri per il pesce proveniente dalla Spagna

Tonno congelato al mercurio, ma anche pesce spada e smeriglio sequestrati perché contaminati e la maggior parte dei pesci arriva da Spagna e Vietnam

L’inquinamento dei mari porta a avere pesci contaminati da varie sostanze e che per forza di cose entrano nella catena alimentare umana. L’ultimo sequestro proprio ieri su tonni surgelati provenienti dalla Spagna e segnalati con information for attention diffuso dalla RASFF, ossia il Rapid Alert system for Food and Feed della Comunità europea: nei tonni sono stati rilevati dalle analisi 1.4 mg/kg – ppm di mercurio e il pesce dopo il sequestro viene distrutto.

La questione non è recente e riguarda le contaminazioni nel Mar Mediterraneo: già Greenpeace nel 2010 sottolineava come il pesce che abitava il Santuario dei cetacei in Toscana (Genova, Lerici, Viareggio, Livorno e Civitavecchia) fosse contaminato non solo da mercurio ma anche da benzo(a)pirene. Si pensi che lo scorso anno solo per l’Italia la RASFF ha aperto 534 segnalazioni.

Ma il 2014 sembra per il pesce un anno orribile considerato che a oggi sono oltre 40 alert accumulati e emanati dalla RASFF seguiti da sequestro e distruzione delle derrate, tra cui ad esempio:
15 gennaio 2014 cibo a base di pesce proveniente dalla Spagna e contaminato da cadmio;
24 gennaio 2014 filetti di tonno surgelato contaminati da istamina provenienti dalla Spagna;
25 gennaio 2014, trattamento di monossido di carbonio (280 mg / kg – ppb) per filetti di tonno pinna gialla dalla Spagna;
7 maggio 2014, Pesce spada dalla Spagna con mercurio
9 maggio 2014 mercurio in pesce spada dal Vietnam

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Il fatto che il sistema di alert funzioni e che le Asl provvedano al sequestro dovrebbe rassicurarci ma naturalmente può sempre capitare che sia consumato prima che scattino i sequestri . A essere coinvolto il grossista Finpesca che con i marchi con i marchi “Aquolina” e “Oggi Cucino”,distribuisce in Eurospin, Unicom, Sma, Auchan, Carrefour e che ha dichiarato che provvederà all’acquisto di prodotti ittici che abbiano superato analisi preventive per il mercurio. Peraltro come suggerisce in una Nota il ministero della Salute e come Assopesca approva.New FDA Mercury Testing Contradicts Government Statements On Tuna Safety

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Il mercurio come contamina il pesce?Media Report Claims Level Of Mercury Found In Tuna Sushi Is Very High

Il mercurio è ovunque, anche nell’aria che respiriamo. Alcune delle fonti che lo rilasciano sono naturali, come i vulcani, altre volte viene emesso a seguito di incendi boschivi. E’ rilasciato nell’aria come fonte inquinante da centrali elettriche, cementifici e da industrie della chimica. E’ presente anche nelle lampadine a risparmio energetico e nei termostati e può essere rilasciato quando questi prodotti finiscono in discarica. Riferiva l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) che nel Mediterraneo circa 9.400 industrie di 21 Paesi scaricano ogni anno in mare per l’appunto circa 85mila tonnellate di mercurio. Quando il mercurio si deposita in acqua i batteri lo convertono in una forma chiamata metilmercurio. I pesci assorbono il metilmercurio dall’acqua in cui nuotano e e si cibano. Il metilmercurio si lega strettamente alle proteine ​​nel muscolo del pesce e vi rimane anche dopo che il pesce è stato cotto. Quasi tutti i pesci e i molluschi contengono mercurio, ma i grandi pesci predatori ne accumulano più. Ecco perché quando i pesci predatori mangiano altri pesci – pesci che hanno assorbito mercurio, ne accumulano dell’altro. Il pesce predatore dunque ha più mercurio e tendono a anche a vivere più a lungo i pesci più piccoli, quindi ne accumulano quantitativi maggiori.

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Il mercurio come influisce sulla gravidanza?460258363-315x360

Che cosa potrebbe accadere in gravidanza se si mangia pesce a alto contenuto di mercurio? Il metilmercurio attraversa la placenta e diversi studi dimostrano che l’esposizione ad alte concentrazioni di metilmercurio durante la gravidanza può compromettere la crescita del cervello del bambino e del sistema nervoso. I risultati possono essere lievi o gravi e secondo l’Environmental Protection Agency (EPA) potrebbero essere compromesse le abilità cognitive (come la memoria e attenzione), il linguaggio, le capacità motorie, e la vista. Done incinte, bambini e donne che allattano sono più vulnerabili ad alti livelli di mercurio. Gli esperti stanno ancora discutendo esattamente quanto il mercurio è dannoso, ma la maggior parte concorda sul fatto che sono da evitare per le donne incinte e i bambini piccoli pesci che accumulano alto contenuto di mercurio e che sono da limitare ma non da eliminare gli altri pesci. Detto ciò la Fondazione Veronesi invita a non fare allarmismo poiché:

basta non esagerare: bisognerebbe mangiarne almeno un chilo in sette giorni per superare il limite settimanale consentito (0,3 microgrammi per chilo di peso corporeo).

Perché non smettere di mangiare pesce?461876741-255x360

La maggior parte degli esperti concordano sul fatto che i benefici del consumo di pesce di solito superano i rischi. Spiega Agostino Consoli, professore di endocrinologia dell’Università di Chieti:

Il pesce è uno degli alimenti più sani della nostra dieta, perché ricco di omega-tre, per l’alto valore proteico nutrizionale e il basso contenuto di grassi. Quando inquinato, il pesce potrebbe non esprimere al massimo i suoi benefici sulla salute. Per questo è meglio scegliere quello di piccola taglia, come il pesce azzurro, ed evitare quello di grossa taglia, come il pesce spada: maggiori sono le dimensioni, e l’età, dell’animale e più probabilità esistono che il mercurio sia concentrato nelle sue carni.

I tre pesci più sicuri, come riferisce la Fondazione Veronesi sono:

Alici: ricchissime di Omega-3, la loro breve vita non da il tempo agli inquinanti di depositarsi nelle loro carni. Omega-3: 3.150 mg a porzione. Proteine: 25,2 g a porzione. Grado d’inquinamento: basso;
Trote: uno tra i pesci meno calorici che esistano, solo 118 calorie per etto. Omega-3: 1.396 mg a porzione.
Proteine: 30 g a porzione. Grado d’inquinamento: basso;
Halibut: una fonte inesauribile di magnesio, 28,5 mg ogni 150 g di pesce. Omega-3: 740 mg a porzione.
Proteine: 30 g a porzione. Grado d’inquinamento: basso;

fonte:  InformaSalus, Baby center, Fondazione Veronesi

 

 

Cuocere al forno, sul fornello a gas

Con il fornetto Versilia prepari torte e pane con il fornello a gas: un risparmio di energia per un ottimo risultato.

Quando Stefania Rossini – super mamma e super esperta di autoproduzione – mi ha parlato del fornetto Versilia ne sono rimasta affascinata e le ho proposto subito di parlarne sulla rivista, per far conoscere a tutti voi lettori le meraviglie di questa semplice ed economica “pentola magica”, che ci permette di ottenere sul gas una cottura pari a quella che

possiamo avere con il forno.

Ciao Stefania, ci spieghi che cos’è il fornetto Versilia e come si usa?

Il fornetto Versilia è una pentola semplice dai profumi antichi. Si utilizzava decenni addietro: le nostre nonne ne facevano largo uso, poi come tante cose e valori si è perso nel tempo. Ora per fortuna è stato riscoperto! È composto da tre pezzi:

lo spargifiamma, il tegame con un foro al centro e il coperchio, tutto qui. Si utilizza sul fornello di casa, a fiamma bassissima.

È un modo di cucinare economico? Perché?

È economico perché con più o meno le stesse tempistiche si cucina una torta dolce o salata, senza consumare corrente elettrica per il forno ma utilizzando solo una piccola fiamma del gas. Elimina anche la perdita del tempo necessario per far scaldare il forno. Inoltre con il fornetto Versilia le torte rimangono più soffici.

A che tipo di preparazioni si adatta?È solo per i dolci o anche per il salato?

Si adatta a ogni tipo di preparazione, dolce o salata. Addirittura anche per pizze con il buco: per chi ha bimbi inappetenti è un modo per proporre pietanze nuove e ingolosire anche i palati più schizzinosi. Si adatta anche per il pane, per patate e verdure, l’unica accortezza è quella di ungere bene e sporcare con farina, oppure mettere della carta da forno.

Ci sono particolari accortezze da seguire affinché le preparazioni vengano cotte ad arte?

Come citato sopra, poche accortezze relative al materiale con cui è realizzata la pentola (il fornetto è in alluminio, un materiale con i suoi pro e i suoi contro). La cottura ad arte, per esempio per una torta salata, dolce o per un pane, consiste nel non sollevare il coperchio per i 3/4 del tempo.

Perché ti piace utilizzare il fornetto Versilia? Come lo stai sperimentando?

Mi piace utilizzarlo perché evito di accendere il forno, cosa che in estate è molto fastidiosa, oltre che esosa in termini economici in ogni stagione. Sto piano piano sperimentando tutti i tipi di torte: con questo fornetto non è necessario, come pensano in molte, avere ricette particolari, vanno bene tutte le ricette che avremmo utilizzato per il forno. Il pane è una vera scoperta!

Stefania Rossini

Stefania Rossini ha 38 anni ed è mamma a tempo pieno di 3 splendidi bimbi, Riccardo 11 anni, Michela 6 anni e Beatrice 4 anni. È vegetariana da più di vent’anni, da sempre le piacciono le cose semplici e pratiche. Da tre anni, per necessità economica all’inizio e poi per soddisfazione, qualità e stile di vita, autoproduce molto di quello di cui necessita la sua numerosa famigilia: saponi, cosmesi, pane e generi alimentari, orto bio, uncinetto e maglia. È autrice dei libri Vivere con 5 euro al giorno e Cucinare guadagnando in soldi e salute, entrambi editi da Età dell’Acquario. Seguila sul suo blog natural-mente-stefy.blogspot.com

La ricetta di Stefania: Pan di Spezie Veganopentola 4

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Ingredienti

150 g di farina integrale di grano tenero bio

100 g di farina di semola bio

200 g di zucchero di canna mascobado scorza di 1 arancia succo di 1 limone

1 cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio

100 g di olio d’oliva o di girasole

50 g di granella di nocciole o mandorle

200 ml di acqua

1 cucchiaio da tavola colmo di spezie:

zenzero, cannella, chiodi di garofano in polvere

Procedimento

Amalgamare tutti gli ingredienti, tranne il bicarbonato e il succo del limone: questi ultimi, li uniremo a parte e aggiungeremo per ultimo sono il lievito.pentola1

Oliare il fornetto Versilia molto bene con l’aiuto delle dita, “sporcare” la pentola in ogni sua parte interna, procedere poi con la farina in modo uniforme, la prima volta risulterà complicato, poi è più facile di quanto sembri.pentola

Mettere l’impasto nel fornetto, coprire con il coperchio, mettere sul fornello lo spargi fiamma apposito, accendere il gas a bassissima fiamma e adagiare sopra lo spargifiamma la pentola. Cuocere per circa un’ora, facendo attenzione a non sollevare il coperchio per almeno mezz’ora. Per controllare la cottura fare la prova forchetta: bucare la torta con una forchetta, se uscirà bagnata significa che la torta non è ancora cotta. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.

Fonte: viviconsapevole.it

Il test delle salsicce vegane: soldati tedeschi cadono nel tranello dello chef

Il sapore spesso inganna e ecco che un gruppo di soldati tedeschi cade nella trappola dello chef che gli propone currywurst vegani. Ma i soldati non se ne accorgono

Il video con i sottotitoli in italiano

Che sapore hanno le salsicce vegane? Non chiediamolo a questo gruppo di soldati caduti nella trappola dello chef Christian Rach che gli ha proposto 3 diverse tipologie di currywurst ma senza carne. Ma com’è possibile che soldati e soldatesse abituati a mangiare carne da mane a sera non si siano resi conto dell’inganno? Chi ha assaggiato alcune preparazioni vegane e conoscendo la cucina tradizionale sa che praticamente su moltissime proposte non esiste praticamente differenza e che anzi i piatti vegani hanno sapori più esaltati perché non coperti dagli eccessi di panna, burro, uova o formaggi che interferiscono con alcuni sapori delicati. Ecco che il seitan alla base dei currywurst proposti ai soldati tedeschi preparati con 3 diverse ricette è risultato familiare e dunque è sembrato carne. Infatti alle domande dello chef Christian Rach che invitava i soldati-degustatori a esprimere opinioni e pareri nessuno ha sollevato il dubbio che nei currywurst non ci fosse carne, ma tutti hanno votato per la bontà (o meno) delle 3 preparazioni.Competitors Vie For Ultimate Eating Prize At Nathan's Hot Dog Eating Contest

Le facce allibite e attonite prima della brigata di cucina che ha preparato le 3 pietanze del test e poi dei soldati che le hanno gustate sono esilaranti. Merito di Christian Rach e del suo programma televisivo Rach tischt auf! ossia Rach è servito! in onda sul canale tedesco ZDF. Il format propone una trasmissione leggera e divertente in cui si fa molta informazione circa l’alimentazione sana e dunque ecco che nella puntata del 26 febbraio si sono avute come protagoniste le salsicce vegane. La dieta vegana è considerata salutare non solo per il benessere umano ma anche del Pianeta che non subisce gli allevamenti intensivi causa di grande fonte di inquinamento e sfruttameno dell’agricoltura. Infatti i mangimi animali sono composti per lo più da cereali e il 40% della produzione mondiale di grano e mais serve a alimentare gli animali di allevamento che poi andremo a mangiare come carne, latte, uova, burro.

Fonte:  Essere animali

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La dieta vegana per campare 100 anni senza tagliare le calorie

Michael Greger direttore del Public Health and Animal Agriculture alla Humane Society of the United States divulga i principi dell’alimentazione sana dal suo sito Nutritionfacts.org e propone piuttosto che la restrizione delle calorie la riduzione delle proteine animali per campare 100 anni

La restrizione delle calorie, ovvero dimezzare la quantità di cibo che assumiamo, sembra avere effetti benefici sulla durata della vita e sulla salute sopratutto se questo regime alimentare è praticato nella maturità. Secondo alcuni studi scientifici condotti sui primati, invece, sembra che non vi siano apprezzabili miglioramenti. Ma la moderazione a tavola resta certamente una necessità se dopo gli “anta” vogliamo mantenerci in buona salute e le restrizioni alimentari sono difficili da applicare nel corso di una vita: dalla fame nervosa, agli sbalzi umorali tutto sembra andare contro la possibilità di mangiare meno per stare meglio. Lo studio Minnesota Starvation Study evidenzia proprio le implicazioni psicologiche e fisiche che subiamo quando tagliamo le calorie. Quando mangiamo e quanto più mangiamo attiviamo il mTOR, (mammalian target of rapamycin) e dunque ci deve essere un modo migliore per controllare l’enzima motore dell’invecchiamento. Ecco perché i ricercatori hanno accolto con entusiasmo la rapamicina un principio attivo rinvenuto nell’Isola di Pasquache inibisce il mTOR e usato per ora in persone che hanno subito un trapianto e che deve essere ulteriormente sviluppato.184219445

PROVA: Le ricette vegane dello Chef Simone Salvini per i mercoledì senza carne della LAV

La svolta è arrivata quando gli scienziati hanno scoperto che i benefici della restrizione dietetica possono essere ottenuti non solo tagliando le calorie ma anche tagliando le proteine animali. La restrizione proteica è molto meno difficile da mantenere rispetto alla restrizione dietetica e può essere più potente perché sopprime sia l’mTOR sia l’ IGF – 1 o somatomedina. Infatti, sebbene venga consigliata una dieta proteica per stimolare l’mTOR negli sportivi per favorire l’aumento della massa muscolare si rende necessario inibirla per contrastare l’invecchiamento nella maturità. Una delle proteine che sembra stimolare al massimo l’mTOR, è la leucina che si trova prevalentemente in alimenti di origine animale come uova, latticini, carne, pollo e pesce e in alimenti vegetali, seppur in minor concentrazione come frutta, verdura, cereali e fagioli.

Le 5 ricette con ingredienti vegani della tradizione Mediterranea

Il ruolo funzionale della leucina nella regolazione dell’attività mTOR può contribuire a spiegare gli straordinari risultati riportati nel Cornell-Oxford-China Study , dal momento che le diete quasi- vegan di contenuto proteico modesto tendono ad avere bassi contenuti di leucina. Questo può anche aiutare a spiegare la longevità di alcune popolazioni come i giapponesi di Okinawa, che hanno circa la metà il nostro tasso di mortalità . La dieta di Okinawa tradizionale comprende solo il 10 % di proteine ​​ e praticamente è senza colesterolo. Meno dell’1% della loro dieta comprendeva pesce, carne, uova e latticini ossia l’equivalente di una porzione di carne al mese e un uovo ogni due mesi. La loro longevità è stata superata solo dagli Avventisti vegetariani della California per cui si registra forse la più alta aspettativa di vita di ogni popolazione formalmente descritta nella storia.

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Fonte: ecoblog.it

Tofu, le 5 ricette veloci

Il tofu è un alimento ricco di proteine vegetali, ecco 5 ricette non banali per gustarlo al meglio461259359

Il tofu è un alimento di origine vegetale o molto amato o molto detestato. E’ detto comunemente formaggio di soia, anche se con il formaggio ha poco a che fare non essendo prodotto con latte derivato animale ma dal succo dei fagioli di soia e con cagliata vegetale. Il tofu si può anche preparare in casa e proprio l’autoproduzione lo rende interessante rispetto al prodotto industriale poiché lo possiamo aromatizzare secondo i nostri personali gusti. Il tofu derivato dal latte di soia alimento molto comune in Asia, sopratutto in Cina e Giappone. E’ privo di colesterolo e grassi, ha pochi carboidrati e calorie ma ha calcio e potassio e proteine vegetali, ferro e fosforo. Il che lo rende un alimento dietetico, forse troppo per chi è abituato ai gusti corposi dei formaggi. In effetti chi prova il tofu sia nella sua forma solida sia spalmabile lamenta il gusto troppo neutro il che lo pone a metà strada tra i formaggi spalmabili, un caprino e la feta. Però è anche un alimento molto duttile che assorbe i sapori e che ne assume le caratteristiche e che dunque si presta a essere molto versatile in cucina. Provatelo con una delle 5 ricette che vi suggeriamo e lo troverete irresistibile.
5 ricette con il tofu

Hamburger di tofu178979602

Una buona soluzione per un piatto sfizioso. Per 4 hamburger occorrono 250 gr. di tofu e una parte secca di circa 100 gr. composta o da patate lesse, o da farina di ceci, o da corn flakes sbriciolati o dal classico pane grattugiato. Si frulla nel mixer il tofu abbastanza finemente e si aggiunge la parte secca mescolando lentamente. Gli hamburger vanno insaporiti a piacere aggiungendo varie spezie come il cumino, lo zenzero, la curcuma, peperoncino, paprika, semi di sesamo tostati, mandorle tritate o curry. L’impasto va e diviso in 4 polpette che saranno poi schiacciate. La cottura si fa in forno per circa 20 mn a 170 gradi C.

Tofu in pastella fritto459184253

Questo è forse uno dei piatti più sfiziosi da servire durante i buffet e volendo da preparare anche in anticipo. Si scalderà poi in forno. La pastella può essere preparata con la classica tempura, ovvero farina di riso mescolata con acqua gasata ghiacciata; ma anche la nostra classica pastella bianca con la farina va benissimo. Nella padella con olio di semi di arachide bollente si tuffano i pezzettini di tofu duro e ben freddo passato prima velocemente nella pastella. Il fritto andrebbe gustato al momento se con tempura; la pastella può anche essere preparata con birra e farina di maizena e in questo caso mantiene un po’ più a lungo.

Spiedini di tofu184219445

Ecco un piatto sfiziosissimo da preparare in estate e in inverno. Gli ingredienti sono gli ortaggi di stagione da alternare su spiedini di legno a cubotti di tofu. Si piastrano anche in forno e si possono condire con salse a base di yogurt di soia e zenzero, salsa di soia, curcuma, coriandolo, menta, curry.

Tofu con la paprika dolce177552220

Il tofu così preparato mi piace molto. Partiamo sempre da un panetto di tofu duro tagliato a cubotti passati poi nella paprika dolce. Si cuociono in una padella in cui avremo fatto imbiondire un po’ di cipolla tagliata sottile o del porro. Si possono usare le spezie che più gradite.

Dessert di tofu con frutta fresca465934797

Questa è la ricetta per stupire gli ospiti che mai si aspetterebbero un dessert così delicato ma saporito. Ebbene occorre del tofu morbido, circa 100 gr. a cui si aggiunge un cucchiaio di zucchero di canna e va poi lavorato con la frusta. Va poi aromatizzato con cannella, vaniglia e se piace anche del cioccolato o grattugiato o in gocce. Si mette questo composto in un pirottino o di carta o in alluminio su cui abbiamo passato dell’olio di mandorle alimentare (ma va bene anche un olio poco saporito come di semi di girasole) e si lascia riposare in frigo per circa 3 ore nella parte più fredda. Si impiatta decorandolo con frutta fresca a pezzetti; volendo va bene anche la frutta secca, oppure la frutta sciroppata.

fonte: ecoblog.it

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Ecor presenta Alimenti ritrovati con semi patrimonio della biodiversità e del Made in Italy

Ecor presenta la linea Alimenti Ritrovati e porta sulle nostre tavole antiche varietà di semi, cerali e legumi autoctoni, ottenuti da agricoltura biologica e biodinamica

Mangiare alimenti di certa origine italiana con una filiera trasparente e controllata è possibile a patto di conoscere le aziende che hanno optato per queste forme di produzione. Ecor è una delle aziende italiane che ha deciso di concentrare la sua produzione su materie prime che provengono da un rigido sistema di produzione controllato e trasparente che usa semi autoctoni italiani ricorrendo a antiche varietà di cereali e legumi. Per fare ciò Ecor ha scelto, letteralmente sul campo agricolo, i coltivatori che usano semi di grano duro quali Simeto, Pietrafitta, Saragolla o Iride e che declinano la produzione verso sistemi di agricoltura biologica se non biodinamica. Il che tradotto vuol dire, niente pesticidi, senza resa intensiva e nel rispetto dei cicli di rotazione delle colture.foto-di-gruppo-620x350

Si innestano su questi principi i prodotti della linea Alimenti ritrovati che affina ulteriormente la materia prima presa da varietà locali e dunque da sementi slegate dalle logiche del profitto dei brevetti nelle mani delle multinazionali. Sono semi non ibridi che conservano nel loro patrimonio genetico millenni di sopravvivenza e di adattamento, vero patrimonio della biodiversità nel territorio e che dunque rispondono se non sovraccaricati, in maniera egregia alla coltivazione. Sono tutti coltivati secondo le tecniche dell’agricoltura biologica e sono il Farro monococco (confezione da 400 gr. 2,20 euro) o farro piccolo, il grano di Timilia (confezione di farina 400 gr. 1,80 euro), il grano tenero di Solina (farina confezione da 400 gr. 1,50 euro), la cicerchia (confezione da 400 gr. 3,89 euro), la roveja (confezione da 400 gr. 6,99 euro) e la lenticchia di Altamura (confezione da 400 gr.3,10 euro).

Prova le ricette con gli Alimenti ritrovati

Le proprietà dei cereali e legumi made in Italy proprio perché autoctoni e non figli del marketing sono particolarmente nobili: ad esempio il Farro monococco è considerato oggi una specie rara e sebbene fornisca resa ridotta è di elevato gusto e qualità; il grano duro Timilia è una varietà autoctona della Sicilia, se ne produce poco ma ha un gran sapore e veniva usato in passato per produrre il pane nero di Castelvetrano; il grano tenero di Solina è una varietà che cresce tra le montagne dell’Abruzzo, ha una produttività limitata ma è perfetto per i prodotti da forno; la cicerchia è un legume simile ai ceci perfetta per zuppe e minestre ma anche ideale per preparare gli hamburger vegani che assumo consistenza e sapore decisi; la roveja, invece, è un legume di cui nel tempo si è perso l’uso. Era parte integrante dell’alimentazione dei pastori e dei contadini e al gusto risulta delicato e saporito; infine, la lenticchia di Altamura è probabilmente la vera star della selezione Alimenti ritrovati salvata dal CNR e da agricoltori che hanno creduto in questo alimento. E’ da provare e gustare anche come semplice zuppa perché è davvero saporita.

Fonte: ecoblog.it

Quanto zucchero mangiare? L’OMS vorrebbe dimezzare le dosi consigliate

25 grammi al giorno per le donne e 38 per gli uomini sarà probabilmente la nuova dose suggerita, ma per ora non c’è nulla di ufficiale, forse perchè si teme il massiccio contrattacco dell’industria alimentare e dei baroni dello zucchero

Sappiamo ormai con certezza che lo zucchero agisce come una droga sul nostro organismo, creando veri e propri fenomeni di desiderio acuto, dipendenza, astinenza e ricadute, come dimostrato da una ricerca dell’Università di Princeton. Il nostro cervello da cacciatori-raccoglitori non sa quando smettere di fronte allo zucchero raffinato e sembra non essere mai sazio: in un secolo in Italia il consumo di zucchero è cresciuto di sei volte, da 5 a 30 kg pro capite. Negli USA il consumo è più che doppio, a causa dei dolcificanti, tra cui il famigerato HFCS, lo sciroppo di fruttosio: 64 kg all’anno sono un bel fardello, come mostra l’immagine in basso! Non sempre questo consumo è visibile in termini di bustine o cucchiaini: quanto zucchero c’è ad esempio in una lattina di bevanda gassata? (vedi il video in alto). Conosciamo anche gli effetti negativi dello zucchero sulla salute, al punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda da almeno una decina di anni di ridurne il consumo e di non superare il 10% dell’apporto calorico quotidiano, cioè circa 65 grammi al giorno per una dieta da 2500 kcal. In Europa in media oggi si viaggia intorno al 12% e in America addirittura al 16%. Da qualche tempo però si vocifera che l’OMS vorrebbe dimezzare le dosi consigliate al 5% dell’apporto calorico, indicativamente 25 grammi al giorno  per le donne e 38 per gli uomini. Per ora non c’è nulla di ufficiale, anche perchè si tratta di un argomento che scotta: “l’industria alimentare farà qualunque cosa per bloccare una simile mossa”, ha dichiarato Philip James, il presidente dell’Associazione Internazionale per lo studio dell’obesità. Saremo in grado di autocontrollarci senza limiti di legge? Non sarebbe male, anche perchè parte dei 31 milioni di ettari dedicati alla canna (26 milioni) e alla barbabietola da zucchero (5) potrebbero lasciare spazio ad altre calorie meno “vuote”.Consumo-medio-zucchero-USA

Fonte: ecoblog