Dall’ufficio di una multinazionale al frutteto: la storia di Elisabetta e Corrado

A Cecima, al confine tra Lombardia e Piemonte, Corrado ed Elisabetta sono riusciti a realizzare un importante progetto di vita: gestire un bed&breakfast, coltivare l’orto e prendersi cura dei loro alberi da frutto. Dopo anni di lavoro a Milano, hanno scelto di lasciare la città per ritrovare un contatto diretto e autentico con la natura. Non esiste il momento perfetto per cambiare vita, ma a volte è essenziale trovare il coraggio per farlo. Corrado e Elisabetta avevano un sogno nel cassetto: allontanarsi dalla città e vivere assecondando i ritmi della natura. A maggio dell’anno scorso, quando tutti uscivamo incerti e frastornati dal primo lungo lockdown, forse guardando il mondo per la prima volta con occhi nuovi e non più dalla prospettiva angusta di una finestra, per loro due è stato l’incredibile inizio di una nuova avventura. Solo pochi mesi prima, intorno a febbraio, si erano innamorati di un’antica casa di pietra con il fienile annesso e già ristrutturato, ideale per ospitare un bed and breakfast. «Quando è la cosa giusta, tutto sembra incastrarsi alla perfezione», mi racconta Corrado, mentre continua a innaffiare il giardino che circonda la casa, prima che faccia buio. Se c’è una cosa che ha imparato da quando si sono trasferiti a Cecima, è che la campagna richiede tanta cura e dedizione: «La luce del giorno segna il ritmo, finché c’è luce si può continuare a lavorare».

Dopo essere stato diversi anni responsabile per l’Italia di una multinazionale svedese, proprio nel momento in cui la vita sembrava non riservare più grandi stravolgimenti e inversioni di rotta, Corrado ha deciso di abbandonare il suo lavoro e cercare insieme a Elisabetta di vivere in modo più autentico, lontani dal frastuono cittadino. «Eravamo stanchi dei ritmi forsennati della città. In campagna si lavora molto, eppure siamo più felici», mi racconta Corrado. Non è sempre stato facile prendere delle decisioni e cimentarsi in qualcosa di completamente nuovo. Il loro progetto è stato costellato anche di inevitabili errori, su cui hanno saputo farsi una bella risata e imparare qualcosa in più. L’antico fienile oggi ospita due monolocali e due bilocali per accogliere i clienti del B&B, che spesso finiscono per diventare amici, complice la calorosa accoglienza dei padroni di casa. Arredati e dotati di ogni comfort, è possibile trascorrervi periodi anche più lunghi, nell’ottica di una nuova forma di turismo a passo lento. Il Velo di Maya – questo è il nome che hanno scelto per la loro nuova casa – è un luogo incantevole in cui rifugiarsi. Il paesaggio collinare degrada dolcemente verso valle e regala ogni giorno uno spettacolo unico.

Corrado e Elisabetta hanno in progetto di dedicare questo spazio a varie attività, come seminari, trattamenti olistici, eventi, presentazioni di libri. Purtroppo la situazione che ci troviamo a vivere ha interrotto molte delle iniziative in programma, ma Il Velo di Maya continua a essere un luogo di pace in cui trascorrere un week-end di relax o più giorni, anche per lavorare da remoto senza rinunciare al contatto con la natura. Il giardino, di circa quattromila metri quadrati, inizia a regalare i suoi preziosi frutti. Sono stati messi a dimora peschi, albicocchi, peri, aceri rossi. Vi erano già dei noccioli, dei noci e dei ciliegi. «Il nostro obiettivo – prosegue Corrado – è renderci autosufficienti dal punto di vista alimentare, riuscendo a produrre nel nostro orto il necessario per vivere». Il terreno a loro disposizione è alquanto scosceso: dei terrazzamenti sono stati creati per ospitare l’orto, da accudire secondo i principi della permacultura, tenendo conto dei ritmi stagionali delle piante coltivate.

In questo luogo è facile ritrovare sé stessi, immersi nella pace dell’oltrepò pavese, con i suoi paesaggi mozzafiato. Si può visitare il centro storico di Cecima, con il suo dedalo di vicoli realizzati con i ciottoli del torrente Staffora, o dedicarsi a varie attività, come le escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo. Non lontano ci sono l’osservatorio astronomico di Cà del Monte e le terme di Rivanazzano. Oltre «l’illusione del velo di Maya in cui siamo costantemente immersi», Elisabetta e Corrado non smettono di ricercare la purezza di una nuova vita a contatto con la natura. La bellezza del paesaggio li ricambia ogni giorno per il coraggio con cui hanno intrapreso questa nuova avventura, oltre a far innamorare i fortunati ospiti di questa oasi di pace.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/04/ufficio-multinazionale-frutteto-elisabetta-corrado/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

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