Porta Pazienza: la pizza solidale, etica e antimafia è più buona

A Bologna c’è una pizzeria davvero speciale, che ha trasformato questo classico della cucina napoletana in uno strumento per aiutare categorie fragili, creare inclusione sociale, favorire chi si batte per la legalità e diffondere cultura e consapevolezza. Oggi vi portiamo a pranzo da Porta Pazienza – Primi, Secondi e Ultimi. Nella tradizione sociale napoletana è ancora viva l’abitudine, in parecchi bar e locali della città partenopea, di donare un caffè a beneficio di chi non se lo può permettere. “E perché non una pizza?”, si sono chiesti i gestori di Porta Pazienza, pizzeria bolognese che non è solo un ristorante, ma anche un progetto sociale per la realizzazione di un mondo più etico ed inclusivo per tutti

All’interno del locale, oltre a una vastissima scelta di gustosissimi piatti che raccontano la tradizione napoletana, si possono assaporare diverse portate speciali: la solidarietà, scegliendo una pizza da lasciare a chi altrimenti non se la potrebbe permettere; la lotta alle mafie, grazie alla scelta di materie prime che provengono da fornitori che lavorano utilizzando beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata, selezionati e scelti con cura dallo staff per la preparazione dei piatti che arricchiscono il menù; l’inclusione lavorativa, che ha il sorriso di ragazzi e ragazze che, tra un servizio al tavolo e un turno in cucina, possono tracciare una strada per la propria vita e per la propria indipendenza, crescendo professionalmente anche attraverso il lavoro di squadra.

A Bologna c’è una pizzeria davvero speciale, che ha trasformato questo classico della cucina napoletana in uno strumento per aiutare categorie fragili, creare inclusione sociale, favorire chi si batte per la legalità e diffondere cultura e consapevolezza. Oggi vi portiamo a pranzo da Porta Pazienza – Primi, Secondi e Ultimi. Nella tradizione sociale napoletana è ancora viva l’abitudine, in parecchi bar e locali della città partenopea, di donare un caffè a beneficio di chi non se lo può permettere. “E perché non una pizza?”, si sono chiesti i gestori di Porta Pazienza, pizzeria bolognese che non è solo un ristorante, ma anche un progetto sociale per la realizzazione di un mondo più etico ed inclusivo per tutti

All’interno del locale, oltre a una vastissima scelta di gustosissimi piatti che raccontano la tradizione napoletana, si possono assaporare diverse portate speciali: la solidarietà, scegliendo una pizza da lasciare a chi altrimenti non se la potrebbe permettere; la lotta alle mafie, grazie alla scelta di materie prime che provengono da fornitori che lavorano utilizzando beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata, selezionati e scelti con cura dallo staff per la preparazione dei piatti che arricchiscono il menù; l’inclusione lavorativa, che ha il sorriso di ragazzi e ragazze che, tra un servizio al tavolo e un turno in cucina, possono tracciare una strada per la propria vita e per la propria indipendenza, crescendo professionalmente anche attraverso il lavoro di squadra.

All’interno della grande famiglia di Porta Pazienza, i ragazzi e le ragazze che lavorano e collaborano in questo nobile progetto trovano la giusta valorizzazione. Prima delle loro disabilità sono persone che, all’interno di questo contesto, trovano la serenità e il coraggio di far nascere dalle diverse difficoltà di ognuno qualcosa di importante e prezioso, non solo per loro stessi ma anche per la comunità che li circonda.

Michele Ammendola, responsabile del progetto ci racconta la loro storia.

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Com’è iniziata la vostra avventura?

Siamo La Formica Cooperativa Sociale e siamo nati a marzo del 2017. A Bologna, al quartiere Pilastro – una zona periferica con diverse criticità – ci troviamo all’interno del Circolo La Fattoria, dove gestiamo il progetto sociale Porta Pazienza – Primi, Secondi e Ultimi.

Ci raccontate meglio la vostra mission?

La nostra storia comincia con l’apertura della pizzeria La Fattoria di Masaniello. Il progetto viene gestito dalla Cooperativa Sociale La Formica, che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone fragili e categorie protette. Nel giugno del 2020, il progetto cambia nome in Porta Pazienza, mantenendosi ben saldo nei suoi valori: passione, inclusione e solidarietà. Porta Pazienza è molto più di una pizzeria: è un progetto sociale, un luogo unico in cui l’attività ristorativa si trasforma in una gustosa occasione per dimostrare che un modello di consumo critico, etico e consapevole è possibile.

All’interno della grande famiglia di Porta Pazienza, i ragazzi e le ragazze che lavorano e collaborano in questo nobile progetto trovano la giusta valorizzazione. Prima delle loro disabilità sono persone che, all’interno di questo contesto, trovano la serenità e il coraggio di far nascere dalle diverse difficoltà di ognuno qualcosa di importante e prezioso, non solo per loro stessi ma anche per la comunità che li circonda.

Michele Ammendola, responsabile del progetto ci racconta la loro storia.

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Com’è iniziata la vostra avventura?

Siamo La Formica Cooperativa Sociale e siamo nati a marzo del 2017. A Bologna, al quartiere Pilastro – una zona periferica con diverse criticità – ci troviamo all’interno del Circolo La Fattoria, dove gestiamo il progetto sociale Porta Pazienza – Primi, Secondi e Ultimi.

Ci raccontate meglio la vostra mission?

La nostra storia comincia con l’apertura della pizzeria La Fattoria di Masaniello. Il progetto viene gestito dalla Cooperativa Sociale La Formica, che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone fragili e categorie protette. Nel giugno del 2020, il progetto cambia nome in Porta Pazienza, mantenendosi ben saldo nei suoi valori: passione, inclusione e solidarietà. Porta Pazienza è molto più di una pizzeria: è un progetto sociale, un luogo unico in cui l’attività ristorativa si trasforma in una gustosa occasione per dimostrare che un modello di consumo critico, etico e consapevole è possibile.

Anche la lotta per la legalità ha un ruolo importante nella vostra attività.

Siamo da sempre in prima linea nel sostegno alle realtà che lavorano sui beni confiscati alle mafie, a quelle che denunciano il pizzo, a quelle che generano lavoro nei centri di detenzione e a quelle che propongono agricoltura sociale. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a costruire una società aperta, inclusiva e solidale. La nostra ricetta è semplice: ci occupiamo di ridare dignità e forza alle persone più fragili e proponiamo un menù ricco di prodotti etici.

Quali sono i vostri “cavalli di battaglia”?

La pizza sospesa, che è un piccolo gesto per un grande sorriso; ma anche l’inclusione lavorativa di persone fragili, l’acqua bene comune e gratuita, i prodotti provenienti da beni confiscati alle mafie, dalle carceri, da realtà “no pizzo” e i corsi di formazione e i tirocini rivolti a persone da inserire nel mondo del lavoro. Siamo inoltre la sede operativa di progetti rivolti a bimbi autistici di Angsa Bologna. Per tre anni abbiamo ospitato tutti i sabati percorsi educativi per bimbi dai 3 ai 9 anni.

Anche la lotta per la legalità ha un ruolo importante nella vostra attività.

Siamo da sempre in prima linea nel sostegno alle realtà che lavorano sui beni confiscati alle mafie, a quelle che denunciano il pizzo, a quelle che generano lavoro nei centri di detenzione e a quelle che propongono agricoltura sociale. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a costruire una società aperta, inclusiva e solidale. La nostra ricetta è semplice: ci occupiamo di ridare dignità e forza alle persone più fragili e proponiamo un menù ricco di prodotti etici.

Quali sono i vostri “cavalli di battaglia”?

La pizza sospesa, che è un piccolo gesto per un grande sorriso; ma anche l’inclusione lavorativa di persone fragili, l’acqua bene comune e gratuita, i prodotti provenienti da beni confiscati alle mafie, dalle carceri, da realtà “no pizzo” e i corsi di formazione e i tirocini rivolti a persone da inserire nel mondo del lavoro. Siamo inoltre la sede operativa di progetti rivolti a bimbi autistici di Angsa Bologna. Per tre anni abbiamo ospitato tutti i sabati percorsi educativi per bimbi dai 3 ai 9 anni.

Come avete affrontato/state affrontando il periodo difficile che stiamo vivendo? Avete trovato un modo per reinventarvi?

Dopo quasi un anno di inattività abbiamo la necessità di reinventarci per preservare il percorso collettivo fatto finora: abbiamo pertanto scelto la formula dell’on the road. Vogliamo acquistare un Food Truck per uscire dalla nostra pizzeria e continuare a svolgere la nostra attività anche sulle strade. Per riuscirci abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma IdeaGinger che si è conclusa con un successo incredibile e ci ha consentito di raccogliere il doppio dell’obbiettivo fissato. Abbiamo pensato di utilizzare questo strumento per riprodurre all’esterno il nostro modello economico.

Progetti per il futuro?

Per il futuro ci vediamo impegnati sempre di più nel proporre modelli alternativi. Ci immaginiamo di poter trasformare – grazie al food truck – qualunque parcheggio da spazio vuoto a luogo aperto e accogliente. Speriamo di poter continuare ad avere una visione trasversale e inclusiva del mondo. Noi non molleremo e ci metteremo tutta la passione che in questi anni ci ha accompagnato. Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/04/porta-pazienza-pizza-solidale-etica-antimafia/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

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