“Stop al taglio indiscriminato delle alberature stradali!”

Arriva dal Circolo Biellese di Legambiente l’ennesima segnalazione di un intervento sul verde condotto dall’amministrazione, che vede nel taglio delle alberature una pratica sempre più diffusa. Singoli alberi o filari che in molti casi sono sani e non rappresentano situazioni di rischio e pericolo per l’incolumità delle persone vengono eliminati con interventi da molti considerati “ingiustificati”.

«Ecco primi nefandi effetti dell’ordinanza provinciale n° 11/2021 che ha disposto, senza alcuna ratio ed eccezione, il taglio degli alberi bordo strada entro i sei metri. Nelle foto la strada provinciale della Malpenga, tra Ronco Biellese e Vigliano Biellese. Il taglio delle conifere bordo strada (prevalentemente dei Pinus strobus) non era certamente giustificato da motivi di sicurezza. Gli alberi, come si vede dalle foto, erano in buona salute e non gravitavano pericolanti verso la strada. Un taglio eccessivo ed ingiustificato proprio laddove sarebbe importante curare il paesaggio ai fini turistici, vista la dimora storica “Villa Malpenga”. Nei prossimi giorni, il 30 e 31 marzo, verrà bloccata la circolazione per consentire l’effettuazione di ulteriori tagli (ordin. 43 della Provincia). Si completerà così questa “tabula rasa” priva di senso».

Arriva dal Circolo Biellese di Legambiente l’ennesima segnalazione di un intervento sul verde condotto dall’amministrazione, che vede nel taglio delle alberature una pratica sempre più diffusa. Singoli alberi o filari che in molti casi sono sani e non rappresentano situazioni di rischio e pericolo per l’incolumità delle persone vengono eliminati con interventi da molti considerati “ingiustificati”.

«Ecco primi nefandi effetti dell’ordinanza provinciale n° 11/2021 che ha disposto, senza alcuna ratio ed eccezione, il taglio degli alberi bordo strada entro i sei metri. Nelle foto la strada provinciale della Malpenga, tra Ronco Biellese e Vigliano Biellese. Il taglio delle conifere bordo strada (prevalentemente dei Pinus strobus) non era certamente giustificato da motivi di sicurezza. Gli alberi, come si vede dalle foto, erano in buona salute e non gravitavano pericolanti verso la strada. Un taglio eccessivo ed ingiustificato proprio laddove sarebbe importante curare il paesaggio ai fini turistici, vista la dimora storica “Villa Malpenga”. Nei prossimi giorni, il 30 e 31 marzo, verrà bloccata la circolazione per consentire l’effettuazione di ulteriori tagli (ordin. 43 della Provincia). Si completerà così questa “tabula rasa” priva di senso».

Sono questi gli effetti dell’ordinanza provinciale n° 11/2021 inerenti il taglio degli alberi bordo strada avviato in territorio biellese. La denuncia arriva attraverso delle foto e un post su Facebook da parte del circolo Legambiente Biella, che da lungo tempo segnala interventi sul verde pubblico avviati dalle diverse amministrazioni comunali. Ma come nel caso di Biella, sono diffuse da nord a sud di Italia le pratiche che vedono il “taglio indiscriminato” delle alberature, dentro e fuori dalle nostre città. E insieme a questa pratica si diffondono anche le numerose associazioni e i comitati spontanei sul territorio che si impegnano a sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini sull’importanza del verde e sulla riduzione dell’abbattimento degli alberi nelle situazioni non dannose per la sicurezza delle persone. Come ci viene spiegato da Daniele Gamba, presidente del circolo biellese di Legambiente, «la problematica è dibattuta da anni. Spesso vengono organizzati convegni dalle associazioni ambientaliste insieme all’ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali perché purtroppo le ordinanze di questo tipo causano la perdita di elementi di pregio, proprio come nel caso delle alberature». In alcuni casi, poi, si tratta di veri e propri danni paesaggistici. E se consideriamo che in molti contesti cittadini aumenta l’interesse verso interventi di riforestazione urbana che contribuiscono a “pulire” le nostre città dallo smog, ridurre la temperatura e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, risulta impossibile pensare che ancora in troppi casi il taglio di alberi sani, considerati un ostacolo, sia una pratica quotidiana.

Sono questi gli effetti dell’ordinanza provinciale n° 11/2021 inerenti il taglio degli alberi bordo strada avviato in territorio biellese. La denuncia arriva attraverso delle foto e un post su Facebook da parte del circolo Legambiente Biella, che da lungo tempo segnala interventi sul verde pubblico avviati dalle diverse amministrazioni comunali. Ma come nel caso di Biella, sono diffuse da nord a sud di Italia le pratiche che vedono il “taglio indiscriminato” delle alberature, dentro e fuori dalle nostre città. E insieme a questa pratica si diffondono anche le numerose associazioni e i comitati spontanei sul territorio che si impegnano a sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini sull’importanza del verde e sulla riduzione dell’abbattimento degli alberi nelle situazioni non dannose per la sicurezza delle persone. Come ci viene spiegato da Daniele Gamba, presidente del circolo biellese di Legambiente, «la problematica è dibattuta da anni. Spesso vengono organizzati convegni dalle associazioni ambientaliste insieme all’ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali perché purtroppo le ordinanze di questo tipo causano la perdita di elementi di pregio, proprio come nel caso delle alberature». In alcuni casi, poi, si tratta di veri e propri danni paesaggistici. E se consideriamo che in molti contesti cittadini aumenta l’interesse verso interventi di riforestazione urbana che contribuiscono a “pulire” le nostre città dallo smog, ridurre la temperatura e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, risulta impossibile pensare che ancora in troppi casi il taglio di alberi sani, considerati un ostacolo, sia una pratica quotidiana.

«Noi pensiamo che tagli eccessivi di questa portata non siano giustificati e che incidano fortemente sulla qualità del paesaggio. Le alberate storiche, ad esempio, sono normalmente inserite come elementi di tutela e valorizzazione nei piani regolatori e nei piani paesaggistici regionali e provinciali. Per questo motivo l’ordinanza che prevede il taglio dovrebbe essere proporzionata alla singola situazione». In questo contesto si inserisce anche la pratica diffusa della capitozzatura e della potatura drastica degli alberi, considerata deleteria e pericolosa soprattutto per la salute della pianta. Altro caso sono poi le strade che si inerpicano in montagna, come in molte località piemontesi. Le piante presenti in questo contesto hanno una funzione necessaria alla tenuta e alla stabilizzazione dei versanti. Se si mette in atto un taglio massiccio che non coinvolge esclusivamente gli elementi danneggiati e pericolanti, si mette a rischio la fondamentale funzione di protezione del terreno. Per questo motivo, ci viene raccontato, «le ragioni paesaggistiche, in diversi casi, possono giustificare il mantenimento degli alberi ma se si guardasse esclusivamente alla logica “stradale”, tantissimi alberi dovrebbero essere abbattuti!».

«Noi pensiamo che tagli eccessivi di questa portata non siano giustificati e che incidano fortemente sulla qualità del paesaggio. Le alberate storiche, ad esempio, sono normalmente inserite come elementi di tutela e valorizzazione nei piani regolatori e nei piani paesaggistici regionali e provinciali. Per questo motivo l’ordinanza che prevede il taglio dovrebbe essere proporzionata alla singola situazione». In questo contesto si inserisce anche la pratica diffusa della capitozzatura e della potatura drastica degli alberi, considerata deleteria e pericolosa soprattutto per la salute della pianta. Altro caso sono poi le strade che si inerpicano in montagna, come in molte località piemontesi. Le piante presenti in questo contesto hanno una funzione necessaria alla tenuta e alla stabilizzazione dei versanti. Se si mette in atto un taglio massiccio che non coinvolge esclusivamente gli elementi danneggiati e pericolanti, si mette a rischio la fondamentale funzione di protezione del terreno. Per questo motivo, ci viene raccontato, «le ragioni paesaggistiche, in diversi casi, possono giustificare il mantenimento degli alberi ma se si guardasse esclusivamente alla logica “stradale”, tantissimi alberi dovrebbero essere abbattuti!».

Risulta quindi necessario avviare azioni di informazione trasparente della cittadinanza sull’importanza del verde urbano e paesaggistico. Il grande dono che ci regalano le piante è un vero e proprio “servizio ecosistemico” che ci permette di vivere più in salute, di respirare aria più pulita e di promuovere la biodiversità. Risulta quindi necessaria una maggior attenzione in tema di tutela delle alberature e del verde pubblico da parte delle pubbliche amministrazioni, che non possono più ignorare la funzione necessaria che gli alberi ricoprono. Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/03/stop-taglio-indiscriminato-alberature-stradali/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

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