Le piante dimenticate tutelano la biodiversità: la storia dell’azienda agricola Il tubero

Il tubero è un’azienda agricola spezzina che tutela la biodiversità, adottando tecniche di agricoltura ecocompatibile, e riscopre piante insolite e varietà antiche, creando piccole colture di nicchia. L’obiettivo è creare un mercato consapevole in modo da aumentare l’offerta e la qualità dei prodotti agricoli. La biodiversità è la varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che costituiscono il pianeta. Molteplici specie che, grazie alla loro stretta connessione, creano un equilibrio essenziale per la vita sulla Terra. Secondo Andrea Pedrini, fondatore dell’azienda agricola ll HYPERLINK “https://www.italiachecambia.org/mappa/liguria/tubero/” tubero, le coltivazioni rispettose dell’ambiente sono fondamentali per conservare la biodiversità. «Sono sempre stato affascinato dalla biodiversità e dalla sua conservazione, — spiega Andrea — così è nata la voglia di far scoprire alle persone che un pomodoro non è solo rosso, così come il mais non è solo giallo! Anzi, fino a metà del secolo scorso c’era una grande varietà di biodiversità che oggi è quasi andata persa».

Le uova che raccoglie Andrea sono tutte di colore diverso perché le galline appartengono a razze diverse. Mi racconta come il mais, storicamente coltivato nella pianura padana con oltre cinquecento specie diverse, venne ridotto, dopo la seconda guerra mondiale, a poche varietà di multinazionali straniere, bisognose di grandi quantità di fertilizzanti, pesticidi e irrigazioni continue. Queste specie, definite ad “alto rendimento”, nella seconda metà del secolo scorso soppiantarono l’importante patrimonio genetico che si coltivava fino a quel momento. Una grande perdita di biodiversità. La sua è un’agricoltura naturale, il più possibile “pulita”, priva di sostanze chimiche. Per mantenere e ristabilire l’equilibrio ambientale, Andrea applica ai suoi campi la rotazione delle coltivazioni, in modo da non impoverire il suolo, studia metodi d’irrigazione che ottimizzino l’acqua ed esegue solo concimazioni organiche. In più, incentiva tecniche di lotta biologica: utilizza macerati naturali come insetticidi e, in caso di parassiti come gli afidi, per esempio, inserisce delle coccinelle, innocue per le piante, di cui non si nutrono, ma letali per alcuni insetti.

Le bietole arcobaleno
Questo è il motivo per cui talvolta le sue produzioni possono essere quantitativamente limitate, ma è forse l’equo rovescio della medaglia per avere ortaggi dal sapore genuino che rallegrano la tavola e incuriosiscono i bambini. Aumentare sempre di più l’offerta e la qualità dei prodotti agricoli sul mercato è uno dei prossimi obiettivi dell’azienda agricola. «Bisogna sensibilizzare i consumatori sul concetto di biodiversità, educandoli verso un’alimentazione più sana e consapevole: prestare attenzione alla provenienza, alla stagionalità e alla territorialità dei prodotti sono le basi fondamentali per riscoprire tutte quelle varietà che sono state abbandonate negli anni».

Il mais arcobaleno, varietà antichissima coltivata sin dai tempi degli indiani d’America
«Siamo ciò mangiamo – conclude – e bisogna avere rispetto del nostro corpo. Penso che ci sia un modo diverso di fare agricoltura, rispetto alle grandi coltivazioni». Un modo più rispettoso di noi e dell’ambiente.
Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/07/piante-dimenticate-tutela-biodiversita-azienda-agricola-iltubero/?utm_source=newsletter

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