Il progetto LIFE BIOPOL

DESCRIZIONE

Il progetto LIFE BIOPOL ha avuto come obiettivo la valorizzazione di biomasse animali e vegetali, trasformandole da sottoprodotti a nuove risorse per la produzione di biopolimeri con capacità concianti, riconcianti ed ingrassanti, in alternativa ai prodotti di origine petrolchimica, attualmente impiegati nel processo conciario. Ha coinvolto cinque partner: CODYECO, azienda chimica responsabile del coordinamento del progetto, le concerie DERCOSA e INPELSA, l’UNIVERSITÀ CA FOSCARI DI VENEZIA e ILSA, una società specializzata nella nutrizione delle piante. L’industria della pelle ha un alto impatto ambientale, per i consumi di acqua e di prodotti chimici, che in buona parte rientrano nell’ambito di applicazione della Direttiva europea sulle sostanze pericolose (67/548 / CEE). Il BREF (documento di riferimento sulle migliori tecniche disponibili) e la direttiva UE IPPC del 2008 raccomandano la riduzione dei consumi idrici nel processo di fabbricazione della pelle e l’identificazione di alternative efficienti e sostenibili per garantire la riduzione degli impatti ambientali.

ATTIVITA’

Lo sviluppo dei nuovi prodotti è iniziato su scala pilota ed è stato eseguito in un impianto di prototipazione industriale appositamente progettato e realizzato per implementare la nuova tecnologia. I biopolimeri sono poi stati testati in conceria su pelli bovine, ovine, caprine e scamosciate. I sottoprodotti utilizzati per sintetizzare i biopolimeri derivano dai seguenti sottoprodotti: ·biomasse di origine vegetale: leguminose, cereali, canna da zucchero e barbabietole, ·biomasse di origine animale: pelli e pelli da conceria (wet blue). I sottoprodotti valorizzati nell’ambito del progetto sono materiali complessi e necessitano di pretrattamenti per poter essere riutilizzati. Pertanto, le biomasse sono state trattate attraverso l’idrolisi enzimatica dall’ILSA. L’idrolisi enzimatica porta molti vantaggi, coinvolgendo enzimi in grado di eseguire un processo di riciclaggio molto più selettivo e meno inquinante rispetto a quelli tradizionali. Sono state eseguite diverse idrolisi enzimatiche scegliendo gli enzimi in relazione alla loro attività specifica, applicazione e disponibilità del mercato industriale.

Le biomasse idrolizzate prodotte da ILSA sono state fornite a CODYECO al fine di produrre biopolimeri per la fabbricazione della pelle. CODYECO ha sfruttato il proprio know-how sui prodotti chimici per la pelle per modificare le biomasse idrolizzate di partenza, rendendole adatte all’applicazione sulla pelle. È stato seguito un approccio multidisciplinare che tiene conto della chimica dei materiali di partenza biologici e delle prestazioni da ottenere nell’applicazione sulla pelle. Il modello di produzione di biopolimeri è stato poi trasferito dalla scala di laboratorio a quella industriale realizzando un prototipo di impianto dotato di tecnologie di ultima generazione, con sensori in grado di monitorare gli impatti ambientali della produzione. Le prestazioni dei nuovi biopolimeri sono state studiate in conceria da DERCOSA, INPELSA e CODYECO, per valutare le loro capacità di sostituire i prodotti chimici convenzionali nella produzione di varie tipologie di articoli in pelle che abbiano caratteristiche comparabili con quelli prodotti attraverso i processi tradizionali In parallelo è stata monitorata la qualità delle acque reflue attraverso parametri specifici come COD, BOD, azoto totale e Sali, al fine di valutare i benefici ambientali della nuova tecnologia. Tutte le attività di BIOPOL sono state sottoposte a Lyfe Cycle Analysis secondo il documento PEFCR (Pelle) al fine di creare e testare un approccio innovativo per i prodotti chimici per la pelle, con l’obiettivo di valutare i benefici ambientali sia dei nuovi materiali che dei processi produttivi.

RISULTATI/IMPATTI

I benefici ambientali messi in luce dalla Lyfe Cycle Analysis hanno avuto ad oggetto una notevole riduzione dell’impronta ecologica, pari al 77% in meno rispetto ai prodotti chimici tradizionali usati in fase di riconcia, insieme ad una riduzione della Carbon Footprint del 51% rispetto ai processi tradizionali per la produzione degli articoli in pelle. La nuova tecnologia ha permesso di produrre una pelle di qualità, con colori brillanti e duraturi e tonalità più profonde rispetto ad articoli analoghi prodotti con tecnologie tradizionali. I nuovi biopolimeri hanno portato anche ad una riduzione di cloruri, solfati e azoto totale nei reflui, insieme ad una riduzione fino al 25% dell’acqua utilizzata nella fase di riconcia.

TRASFERIBILITA`

 Il progetto BIOPOL ha messo a punto una nuova classe di biopolimeri capaci di sostituire i tradizionali prodotti petrolchimici, utilizzando come materie prime alcuni flussi laterali industriali a basso o nessun valore al fine di migliorare l’economia circolare tra i diversi settori industriali. I biopolimeri realizzati hanno dimostrato di avere buone prestazioni su diversi tipi di pelle e possono quindi essere utilizzati nei processi produttivi di una vasta gamma di articoli.

Fonte: www.sinanet.isprambiente.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.