I cinque studenti dell’isola di Alicudi e la resilienza delle piccole scuole

È nell’isola di Alicudi, nell’arcipelago eoliano, che si trova la comunità scolastica più piccola d’Europa, composta da soli cinque studenti fra infanzia, primaria e medie. Questa è una delle realtà del Movimento delle Piccole Scuole di INDIRE, una rete che unisce oltre 400 istituti che, malgrado le difficoltà ed il rischio chiusura, resistono sul territorio nazionale.

In un precedente articolo vi avevamo raccontato della resilienza con cui il Movimento delle Piccole Scuole di INDIRE aveva risposto alle sfide della didattica a distanza. Ma che cosa sono le piccole scuole? Quali sono le sfide quotidiane dei bambini, dei docenti e dei dirigenti che le animano? Che cosa promuove il Movimento delle Piccole Scuole di INDIRE e perché il suo operato è rilevante tanto per coloro con cui interagisce direttamente quanto per l’intero sistema scolastico?

Per aprire uno spiraglio su queste realtà partiamo da un istituto molto particolare, l’Istituto Comprensivo Isole Eolie, che raccorda ben sei delle sette isole Eolie garantendo ai bambini e alle bambine dell’arcipelago eoliano l’istruzione dall’infanzia alle medie. È qui che si trova, fra le altre, la piccola scuola di Alicudi, che con il suo totale di cinque studenti fra infanzia, primaria e medie è stata definita dai media “la scuola più piccola d’Europa”.

Una delle principali difficoltà che i bambini, i docenti e la preside dell’Istituto si ritrovano ad affrontare di settimana in settimana è la distanza marina. Buona parte dei docenti, infatti, pur fermandosi in settimana nelle isole, vive in Sicilia e per recarsi al lavoro deve prendere il traghetto. «Quando Eolo – perché il dio dei venti è un’entità molto presente qui – ci manda la tempesta di lunedì entra tutto in crisi, e abbiamo difficoltà ad aprire la scuola per la settimana», ci ha raccontato la dirigente, Mirella Fanti. A questo si aggiunge la complessità della didattica nelle cosiddette pluriclassi: classi che, visti i piccoli numeri, possono arrivare ad accorpare studenti di tutti e cinque gli anni del ciclo elementare. Isolamento geografico dunque, ma anche culturale, perché sia gli studenti che i docenti si ritrovano ad avere poche opportunità di interazione e di confronto fra pari. Facendo di necessità virtù, le piccole scuole, insieme a INDIRE – l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa – hanno avviato nel 2017 il Movimento delle Piccole Scuole di INDIRE e sviluppato delle risposte, risorse e sperimentazioni tali da aprire la strada verso una scuola più innovativa. Nel rispondere all’isolamento geografico, per esempio, l’Istituto Comprensivo delle Eolie ha attivato una specie di banca delle ore, così che i docenti possano prestarsi le ore in caso di necessità. E per i giorni in cui raggiungere le isole è proprio impossibile, INDIRE ha reso disponibili strumentazioni e competenze tali da consentire il proseguimento delle lezioni con la didattica a distanza, che alle Isole Eolie è già una realtà quotidiana dal 2008 e viene praticata dai docenti in collegamento con le classi da casa a scuola.

Gli studenti di Alicudi

A supporto dei docenti delle piccole scuole, invece, INDIRE ha attivato dei laboratori formativi continui. Anche perché «se si vuol rendere le lezioni interessanti a tutti serve una didattica particolare», come ha evidenziato Mirella Fanti.

«Ci sono delle opportunità enormi – ci ha spiegato Jose Mangione, prima ricercatrice INDIRE e referente del gruppo di ricerca che si occupa delle piccole scuole – perché le pluriclassi permettono di lavorare per competenze, secondo una idea di classi aperte e inclusive, guardando ad un curricolo verticale. Nelle piccole scuole, inoltre, si tende a lavorare tantissimo con il territorio che diviene un vero e proprio partner didattico e organizzativo».

Lo stesso Manifesto che rappresenta i principi guida del Movimento delle Piccole scuole riserva al territorio un riconoscimento particolare, che nell’esperienza concreta dell’Istituto Comprensivo Isole Eolie ha preso la forma di un’importante collaborazione con associazioni nazionali e locali. C’è per esempio Mare Vivo, che da cinque anni forma i giovanissimi studenti delle isole a conoscere e a tutelare il territorio in cui abitano. Fra uscite didattiche e interventi specialistici con biologi e biologi marini, alla fine del percorso i bambini ottengono l’attestato di “Delfini Guardiani”, ovvero di cittadini attivi nella protezione e conservazione dell’ambiente.

La scuola primaria e secondaria di Stromboli, isole Eolie

Per documentare le pratiche e le attività di sperimentazione didattica ed educativa delle scuole che partecipano alla Rete Nazionale delle Piccole Scuole, INDIRE ha elaborato riprendendo la formula dei repertori della Biblioteca di Lavoro di Mario Lodi i Quaderni delle Piccole Scuole, suddivisi in Storie, Strumenti e Studi. Le “Storie” riportano i racconti dei docenti sulle pratiche e sulle sperimentazioni messe in atto. Gli “Strumenti”, che nascono solitamente dal lavoro di co-ricerca fra le scuole e l’INDIRE, raccolgono linee guida e schede operative utili per il lavoro in classe. Gli “Studi”, infine, sono rassegne di ricerche e indagini che possono fungere da guida alla governance territoriale.

I ricercatori di Indire impegnati nell’attività di ricerca-intervento per le piccole scuole lavorano assiduamente per scrivere ogni giorno una nuova storia della piccola scuola italiana e lo fanno anche costruendo una identità a partire dalla realizzazione di una fotografia più completa di questo fenomeno, solo apparentemente “minore”. Risulta infatti – sottolinea Rudi Bartolini, ricercatore Indire – che il 45% della scuola del primo ciclo e il 21% della scuola secondaria di primo grado siano di fatto piccole scuole.

«Quando si parla di piccole scuole si tende ad immaginare solo la scuola di montagna o la piccola isola ma il fenomeno non si esaurisce lì. Il quadro è più complesso di quanto si pensi comunemente. Ci sono piccole scuole anche nei contesti urbani o di cintura, e addirittura nei centri storici. Esiste anche uno spopolamento delle aree centrali».

È quanto ci ha spiegato Rudi Bartolini.

Ad oggi il Movimento delle Piccole Scuole INDIRE continua a crescere e dalle 60 scuole firmatarie nel 2017, gli istituti aderenti sono diventati oltre 400 – per un totale di oltre 1700 plessi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il rischio di chiusura o di accorpamento per assenza dei numeri minimi di studenti previsti dalla normativa è una grande paura con cui le piccole scuole convivono. «Ai piccoli numeri di studenti – spiega Jose Mangione – spesso corrisponde anche un depotenziamento a livello di organico docente e richiede a Dirigenti (molto spesso “Reggenti” a tempo determinato) di individuare soluzioni che permettano di garantire un servizio di qualità alle famiglie che decidono di rimanere nonostante le difficoltà e per via di un forte senso di comunità e di legame con il territorio».

La collaborazione ed il dialogo con enti nazionali come ANCI e internazionali come la Rete Europea per lo Sviluppo Rurale (ENRD), la Rete delle piccole scuole del Quebec (Ecole Eloignè en Reseau) senza dimenticare le associazioni scientifiche AERA e ATEE permette oggi al Movimento di promuovere esperienze di qualità che impegnano tutti i ricercatori nel fare della piccola scuola un contesto di eccellenza a cui guardare per la trasformazione del sistema educativo. Le piccole scuole che ruotano attorno al Movimento hanno scelto di investire nella qualità del proprio team docente, nella sperimentazione di iniziative in grado di rivoluzionare alcune routine e di proporre un’offerta educativa innovativa, che permetta di prendere le distanze da una condizione di fragilità e rischio chiusura. Al contempo, come ha evidenziato Jose Mangione, «il gruppo di ricerca si adopera per intercettare e promuovere modelli di sostenibilità a partire da un’idea di scuola di comunità».

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/05/cinque-studenti-isola-alicudi-resilienza-piccole-scuole/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

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