Zero salvaguardia e prevenzione del territorio, spreco di denaro pubblico e la gente continua a morire

È risaputo: l’ambiente è un tema semi-inutile che appassiona solo i protettori delle foche monache… Ancora meno interessano veramente i cambiamenti climatici, l’effetto serra e tutto ciò che questo comporta; anche questi sono temi che appassionano i soliti catastrofisti…

Porta voti parlare o fare qualcosa in questo senso? No, e allora facciamo passare “la nuttata” e poi avanti tutto come prima. Intanto però la gente continua a morire, si contano già decine di vittime della furia della natura di questi giorni e la stessa Protezione Civile, non i catastrofisti ambientalisti, ha parlato di devastazione apocalittica in merito alla situazione al nord est e nel bellunese in particolare con venti che sono arrivati fino a 180 km orari, cosa mai vista prima e ci sono ancora migliaia di famiglie isolate e al buio.

Ci si accorge che si ha a che fare con qualcosa che travalica ogni nostra possibile immaginazione, come i giapponesi che costruiscono le centrali nucleari in riva al mare e poi si stupiscono se arriva uno tsunami, che gli umani ritenevano impossibile di quelle dimensioni e distrugge tutto.

Non si salva nessuno, nemmeno quel nord est motore della crescita, ricchissimo, preso sempre a modello dagli adoratori del PIL che però nulla può di fronte alla natura che fa esattamente quello che gli pare, come purtroppo tristemente abbiamo già ricordato più volte. Le risposte della natura alla nostra criminale cecità colpiscono ovunque e nemmeno la ricchezza, i soldi la fermano.

E già il fatto che nessuno è e sarà immune alle sue pesanti risposte ai nostri attacchi contro di lei, dovrebbe fare agire immediatamente, perché continuare a pensare che si possa fare dell’ambiente quello che si vuole è idea letteralmente sucida. In Veneto si parla di milioni di alberi distrutti; ma in fondo che sarà mai… gli alberi ci regalano solo ossigeno per farci respirare, mica stiamo parlando di un problema serio come la forfora sui capelli… E ancora nel Veneto si prevede un miliardo di euro di danni e chissà quanti altri ancora in tutta Italia, ma questi soldi mica vengono conteggiati quando si fanno i famosi calcoli “costi-benefici” per decidere se aumentare di più o di meno l’effetto serra con una qualsiasi grande, inutile e inquinante opera energetica. Eppure sono soldi sonanti quelli che paghiamo noi per rimediare ai danni di chi ragiona solo e unicamente in termini di convenienza. Convenienza per i soliti noti, non certo nostra.  La Sicilia riceve quantità impressionanti di soldi pubblici dallo Stato e dall’unione Europea e per inciso con le sue potenzialità geoclimatiche e la sua spettacolare agricoltura è una delle regioni più ricche al mondo, quindi non avrebbe certo bisogno di valanghe di soldi. I politici della Giunta regionale siciliana sono fra i più pagati della galassia, c’è una quantità di forestali impiegati nella regione che ci si potrebbe monitorare tutta Europa, abbiamo tecnologie sofisticatissime che potrebbero individuare ogni più piccolo movimento di sasso sul territorio ma non si riesce a monitorare, prevenire, proteggere e salvare persone che a casa loro vengono travolte e uccise da un fiume che esce dagli argini.

Si piangeranno i morti, ognuno dirà che la colpa è di qualcun altro e avanti così, sempre peggio. Ma quali stragi devono ancora accadere perché si capisca che la manutenzione, la salvaguardia del territorio è fondamentale? La ricchezza dell’Italia non sono le “fabrichette e fabbricone” che producono troppo spesso cose del tutto superflue e inquinano a più non posso; la ricchezza dell’Italia è costituita dal nostro territorio, il nostro cibo, la nostra bellezza paesaggistica. Da lì bisogna partire, con una formazione a tappeto della popolazione, delle scuole, sulla tutela del territorio che non è una discarica o un posto dove cementificare ovunque anche in posti dove la pericolosità è altissima.

Con tutti i disoccupati che abbiamo, ma perché non puntare sull’ambiente, sulle enormi risorse naturali che abbiamo e che ci darebbero solo vantaggi da ogni punto di vista? Perché non destinare i soldi che ora vanno agli uffici per l’impiego, che attualmente sono soldi buttati, per pagare invece direttamente persone che lavorino nel campo ambientale, della salvaguardia del territorio? E’ così ovvia, banale, semplice e fattibile la cosa che probabilmente non si farà nulla in questo senso. Visto che non sono purtroppo in tanti a dire queste cose che riteniamo fondamentali, noi ci ritorneremo sempre, martelleremo finché potremo perché ne va della nostra vita e di quella delle prossime generazioni che non possono essere ignorate da chi ha soldi, potere per decidere e intervenire e non fa nulla. Figli e nipoti di chi doveva e poteva agire e non lo ha fatto, un giorno diranno ai loro padri o nonni: “Potevi fare e non hai fatto e ora per me non c’è nessun futuro e pago le gravi conseguenze della tua ignavia, del tuo menefreghismo, della tua idiozia.”

Fonte: ilcambiamento.it

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