Elon Musk e la parabola di Wall E. Abbandoneremo la terra sommersa dai rifiuti?

Esattamente dieci anni fa usciva Wall E, film di animazione, in assoluto fra quelli maggiormente premonitori sul futuro della terra. E da allora abbiamo disceso la china a velocità supersonica…1

Quella di Wall E è la storia di un piccolo robot addetto al compattamento dei rifiuti rimasto sulla terra dopo che tutti gli abitanti se ne sono andati dal momento che il pianeta era diventato una discarica, quindi invivibile. Gli umani si erano trasferiti nello spazio, in una gigantesca astronave dove tutto era artificiale e robotizzato e le persone, non facendo più attività fisica, erano diventate esageratamente obese e quindi quasi immobili. Alimentato ad energia solare (e anche questa assonanza è strepitosa poichè sta a significare che anche con le rinnovabili non ci salveremo se continuiamo a consumare come pazzi), Wall E incontra un altro robot, Eva, mandato sulla terra dall’astronave dove sono confinati gli ex terrestri, per cercare forme di vita. Dopo varie vicissitudini, attraverso una pianta scoperta per caso da Wall E, i terrestri decidono di tornare sulla terra poichè quella scoperta è il segno che è possibile abitarla nuovamente. Film bellissimo, dai molteplici significati e strepitoso nella sua tragicità. Ed è incredibile che un film del genere sia stato prodotto da una multinazionale come la Walt Disney, che in fatto di produzione di rifiuti e di sprechi è un campione assoluto; basti anche solo pensare alla produzione di gadget e ai parchi Disneyland. Il film ha avuto grande successo e se addirittura una multinazionale dello spreco e del rifiuto predice tutto in maniera così esatta, vuol dire che la situazione è assai grave. Sono passati appunto dieci anni dall’uscita del film e la situazione è sempre peggiore; la terra e il mare stanno diventando immense discariche, la crescita e il consumo producono montagne di rifiuti e niente e nessuno sembra in grado di fermare tutto ciò. E cosa fanno gli umani? Cercano di andarsene, esattamente come gli umani del film Wall E. Uno dei pionieri di questa fuga è Elon Musk, un imprenditore e inventore super ricco che vuole colonizzare Marte per dare una via di fuga e di possibile sopravvivenza all’umanità quando la terra sarà inabitabile. La cosa paradossale di tutto ciò è che su Marte non si potrà che riprodurre quello che abbiamo sulla Terra, visto che noi siamo fatti per vivere su questo pianeta e in qualsiasi altro moriremmo.

Non sarebbe quindi meglio direttamente salvare la terra che abbiamo, visto che è unica?

Musk nei suoi progetti visionari, alcuni decisamente folli (ma si sa, chi ha i soldi si può permettere qualsiasi follia e comunque ha sempre „ragione“), recentemente ha inviato un razzo nello spazio, mettendo in orbita una automobile di sua produzione. Fantastico; qualsiasi essere di altri pianeti, venendo in contatto con un’automobile, presupporà che sulla Terra non ci sia vita intelligente. Spendere enormi quantità di soldi per mandare nello spazio una delle peggiori invenzioni che abbiamo realizzato è veramente una assurdità assoluta. Con tutta l’arte e la bellezza che abbiamo, noi inviamo una automobile come segno inequivocabile della nostra arretratezza. Farei vedere ogni sera Wall E a Elon Musk che o non lo ha mai visto, o non lo ha visto fino in fondo, perchè alla fine i terrestri decidono di tornare, non vanno su nessun pianeta. Il messaggio del film è chiaro: la super tecnologia, la robotica non possono nulla senza la pianta, cioè la natura e per quanto obesi di consumo, lì si dovrà tornare.  Magari è meglio evitarsi tutta la pergerinazine nello spazio e dirigersi direttamente alla natura: spese poche, sforzi fattibili, grande soddisfazione, bellezza incomparabile, aria pura, cibo e acqua sani.

Abbiamo già il paradiso qui, perchè mai dovremmo andarcene?

I veri viaggi interstellari da fare sono due, uno è verso gli altri e l’altro è verso se stessi.

Nello spazio lasciamoci le stelle da ammirare.

Fonte: ilcambiamento.it

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