Soldi alla TAV, sangue ai pendolari

Per il treno deragliato alcuni giorni fa a Pioltello ci sono già i primi indagati. Si tratta dei vertici di Trenord e Rfi: Maurizio Gentile, ad di Rete Ferroviaria Italiana, Umberto Lebruto, direttore di produzione di Rfi, Cinzia Farisè, ad di Trenord, e Alberto Minoia, direttore operativo di Trenord. Bene che la magistratura cerchi i responsabili, ma qui occorre porsi molte altre domande e cercare molte altre risposte.9746-10522.jpg

I servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti in Italia sono allo sfascio perché i soldi vengono rubati da orde di politici e loro compari. I soldi che rimangono dal ladrocinio generalizzato vengono utilizzati male perchè  l’avidità umana è  concentrata sul profitto e su quello che rende. Quindi se si tratta di scegliere fra qualcosa che almeno a prima vista rende di più e qualcosa che rende di meno, ovviamente si sceglie quello che rende di più. Che poi da qualche parte fra leggi e la Costituzione ci sia scritto che i cittadini devono vivere in sicurezza o gli devono essere garantiti servizi di base (pagati con tasse su tasse), è un dettaglio che si può certo trascurare. E dove sono tutti quelli che parlano di sicurezza laddove si intende solo difendersi da gente dalla pelle scura e non certo quella sicurezza che si dovrebbe pretendere per un treno che deraglia e uccide le persone?

Secondo i manager rampanti o coloro che hanno studiato economia in prestigiose università, gli utili mica si accrescono puntando sulle tratte per i pendolari. Gli utili si fanno con l’alta velocità e i pendolari possono fare la carne da macello nel senso letterale del termine. Negli ultimi anni sono stati chiusi oltre 1.100 chilometri di linee locali con relative stazioni, il personale è ridotto all’osso, servizi pessimi, sporcizia, ritardi continui, soppressioni di treni, guasti tecnici a ripetizione.  Ma di cosa stupirsi se già da quando si compra un biglietto on line o alle biglietterie automatiche, c’è la fregatura architettata in maniera diabolica nel fornire primariamente le tratte che convengono alle compagnie e non al cliente.

Nel recente incidente ferroviario di Pioltello dove sono morte tre persone e ci sono stati quarantasei feriti, è decisamente rivoltante sentire le ragioni delle ferrovie quando dicono che come incidenti siamo in linea con gli altri paesi, che rispettiamo parametri teorici di sicurezza. Basta viaggiare nelle tratte dei pendolari o nelle linee periferiche per capire che la sicurezza è un optional, non certo la regola e se anche una sola persona fosse rimasta ferita o uccisa per scarsa manutenzione, per fondi non investiti, la colpa è senza appello, statistiche o meno. Vadano a spiegare ai parenti delle vittime che siamo dentro le statistiche. La situazione è sotto gli occhi di tutti: soldi buttati nella TAV in Val Susa per un opera orrendamente e criminalmente inutile oltre che devastante e poi non si fa manutenzione adeguata ai binari dove passano migliaia di pendolari ogni giorno. Ma i capitalisti del danno collaterale sono anche assai impreparati nel loro business. I soldi si farebbero lo stesso, proprio rafforzando le ferrovie dappertutto, non solo concentrandosi sull’alta velocità e il resto lasciarlo allo sbando. Le persone infatti prenderebbero molto di più il treno se avessero un servizio efficace, pulito, puntuale, comodo, frequente, sicuro, lasciando volentieri la macchina a casa, magari non la comprerebbero nemmeno. Se ci fossero veri manager e non poveri speculatori, capirebbero che attraverso un pianificazione intelligente potrebbero finalmente fare un lavoro che ha un senso, che aiuta veramente le persone a muoversi in sicurezza impattando meno sull’ambiente. La mobilità del futuro sarà proprio quella pubblica e capillare che le ferrovie italiane stanno in tutti i modi cercando di smantellare. Soldi da investire per realizzare questo obiettivo ce ne sono di sicuro visto che vengono continuamente sprecati e rubati. Anche il potenziale di richiesta di mobilità su ferrovia c’è, bisognerebbe solo agire. Ma questi manager che guadagnano cifre vergognose e che prendono buone uscite milionarie per poi andare a fare danno da qualche altra parte, non hanno nessun ritegno se anche di fronte ai morti continuano imperterriti nella loro follia dove il profitto viene sempre prima delle persone considerate solo un effetto collaterale sulla strada del guadagno.

Fonte: ilcambiamento.it

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