Misuriamoci l’aria che respiriamo: boom di centraline low cost

In Toscana boom delle centraline low cost, installate dai cittadini e anche dagli enti locali, per misurare l’inquinamento “dal basso” e dare così alla popolazione il reale polso della situazione.smo

In provincia di Lucca ci ha pensato il Comune di Capannori a fare da apripista, mentre nelle province di Firenze, Pistoia e Prato i passi avanti sono stati fatti dal comitato Mamme No Inceneritore, che si batte per contrastare l’inceneritore della Piana fiorentina. Fatto sta che in Toscana si assiste a un vero e proprio boom delle centraline cosiddette “low cost” per la misurazione della qualità dell’aria e della presenza di inquinanti. Sul territorio di Capannori è stato presentato il progetto sperimentale ‘Air Quality’, di cui è capofila il Comune e che vede come partner scientifici l’Istituto di Fisiologia Clinica e l’Istituto di Biometeorologia del CNR, il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle nuove Tecnologie dell’Università di Pisa e Arpat. A partire dal mese di gennaio sul territorio di Capannori saranno installate sei centraline low cost di piccole dimensioni (grandi all’incirca come una scatola da scarpe) di cui cinque fisse in aree urbane, extraurbane e rurali in fase di individuazione,  ed una mobile che sarà testata su un SAPR, comunemente chiamato drone, all’interno dell’aeroporto di Capannori, che è l’unica infrastruttura aeroportuale italiana autorizzata all’uso di UAV. Una delle centraline fisse sarà collocata in prossimità della centralina di Arpat. La centralina low cost situata nel centro di Capannori servirà anche da reference per le altre presenti nelle aree più periferiche, perché renderà leggibili i dati di tutto il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria esteso sul territorio. Dati che, una volta dimostrata la coerenza tra i diversi sistemi di misura di particolato, potranno integrare i dati Arpat e saranno rilevati ogni 2 minuti e visibili in tempo reale. Le centraline non misureranno infatti pressioni ed emissioni di PM 10, ma lo stato della qualità dell’aria dato da un mix di fattori in modo da acquisire informazioni precise sulla distribuzione dell’inquinamento atmosferico nello spazio. Saranno infatti in grado di misurare temperatura, umidità relativa, rumore, qualità del manto stradale, anidride carbonica, ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio, PM 2,5, PM 10 e VOC (componenti organici volatili). Questo nuovo sistema servirà a ‘spazializzare’ i dati di qualità dell’aria nelle zone periferiche del territorio. I dati saranno caricati su un portale ad uso amministrativo per essere elaborati. Questo nuovo sistema di rilevamento della qualità dell’aria, già testato al Polo Nord dai ricercatori del CNR, ha come obiettivo finale l’applicazione di una metodica innovativa low cost che si pone come supporto agli amministratori nel decidere quali azioni mettere in campo per migliorare la qualità dell’aria per quei parametri monitorati da Arpat, i ui dati sono disponibili online sul sito Arpat regionale. I dati ottenuti dal nuovo sistema saranno considerati dati sperimentali, utilizzabili per la messa a punto e calibrazione dell’hardware di rilevamento, che in futuro sarà impiegato su più larga scala al fine di effettuare uno screening più accurato del territorio a complemento dei dati acquisiti dalle centraline fiscali ARPAT già operative. “Che Aria Tira?” è invece il progetto del Comitato Mamme No Inceneritore, di Cittadinanza Attiva e di Citizen Science che ha come obbiettivo quello di costruire una rete di automonitoraggio della qualità dell’aria, dove i cittadini, le associazioni/organizzazioni o altre istituzioni possono costruirsi una propria centralina di monitoraggio ambientale e condivedere i dati online sulla nostra piattaforma. Il progetto ha un anima completamente open source e sposa a pieno la filosofia dell’Open Data, della Trasparenza e della Partecipazione. Attualmente sono consultabili i dati relativi alle provincie di Firenze, Prato e Pistoia. Il progetto è stato realizzato grazie a un crowdfunding ed è senza dubbio replicabile in altre città italiane!

Fonte: ilcambiamento.it

 

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