Più acquisti on line, più scatole a domicilio. La sfida è un packaging facilmente differenziabile

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Quanto ci costa in termini ambientali la comodità di acquistare direttamente da casa usando il nostro computer? In che modo è possibile diminuire l’impatto ambientale degli imballaggi?

Gli acquisti on line sono in aumento. Tra le conseguenze della comodità di fare shopping da casa c’è l’impatto ambientale degli imballaggi: ad ogni singolo acquisto corrisponde una consegna a domicilio e quindi un nuovo imballaggio, composto in larga parte di carta e cartone ma che spesso finisce tra i rifiuti indifferenziati. La sfida per le aziende è quindi quella di avere un packaging più facile da differenziare. Di questo si è parlato martedì 31 ottobre a Milano al seminario “La scatola a domicilio: la sostenibilità degli imballaggi nell’era dell’ecommerce”, presso Assolombarda.

Quanto ci costa  in termini ambientali la comodità di acquistare direttamente da casa usando il nostro computer? In che modo è possibile diminuire l’impatto ambientale degli imballaggi di carta e cartone del commercio elettronico?

Per l’Osservatorio Ecommerce del Politecnico di Milano nel 2017 il valore degli acquisti di prodotti on line è di 12, 2 miliardi di euro (il 28% in più rispetto al 2016) e ha superato il valore dei servizi che è di 11, 4 miliardi di euro. Troppo spesso gli imballaggi sono eccessivamente voluminosi e composti di più materiali, come nastri adesivi, strati di cellophane e pluriball, difficili da separare e avviare a riciclo. I beni trasportati a domicilio sono di vario genere, dagli alimenti alle cose ingombranti ed è necessario preservarli fino alla destinazione finale. Ma  un imballaggio sostenibile è possibile. Del resto lo stesso pacchetto sull’economia circolare prevede un obiettivo comune a livello di UE per il riciclaggio del 75% dei rifiuti di imballaggio entro il 2030. La progettazione degli imballaggi secondo i criteri del design sistemico, con più attenzione ai materiali e alla funzionalità delle cose, è la proposta di Agnese Pallaro del Politecnico di Torino. Gli imballaggi di Tita usati come “media” sono sostenibili ma anche utili a sensibilizzare chi li riceve. Ma anche scatole progettate per essere trasformate in altre cose dopo l’uso, per esempio un piccolo tavolino.

Amelio Cecchini di GIFCO (Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato) invita a vedere positivamente l’aumento delle consegne dei pacchi nei centri urbani e definisce le città “foreste urbane che producono cellulosa”. E in effetti a Milano, secondo i dati forniti da Netcom, il Consorzio del commercio elettronico, sono 650 mila le consegne e-commerce al mese, ovvero 23 mila al giorno!

Sono dati significativi che dimostrano quanto questo nuovo strumento sia diffuso. Ma bisogna chiedersi che fine fanno gli imballaggi dopo aver trasportato il bene scelto” (Carlo Montalbetti, Direttore generale Comieco).

Amsa come sta affrontando l’aumento degli imballaggi nel capoluogo lombardo? Il 12,4% di carta e il 18,6% di cartone va a finire ancora nella frazione residuale. “Migliorare la situazione ed evitare che l’aumento degli imballaggi dovuti al commercio elettronico comprometta il 54% di raccolta differenziata che fa di Milano un modello di riferimento per molte città europee e mondiali è possibile” (Mauro De Cillis, Direttore Operativo di Amsa) .

In collaborazione con Comieco, Amsa ha avviato un progetto pilota nella zona nord ovest della città con un servizio settimanale di ritiro porta a porta del cartone dalle utenze domestiche. Le utenze domestiche potranno conferire le scatole di cartone accanto ai contenitori per la carta, purché siano adeguatamente piegate. Entro il 2019 il progetto dovrebbe coprire tutta la città. Nel 2016 era stato avviato un servizio di prenotazione e ritiro a domicilio di imballaggi in cartone di utenze domestiche ma non era stato sufficiente. Tra i costi ambientali degli acquisti on line c’è certamente anche l’aumento del traffico urbano e Netcom propone soluzioni come centri di distribuzione urbana, punti di stoccaggio temporaneo, aree di sosta prenotabili e punti di ricarica per i veicoli elettrici.

Fonte: ecodallecitta.it

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