Vuoi ritrovare te stesso? Coltiva un orto

Una società che sta perdendo i valori, ogni senso della vita e di cosa sia veramente importante, molto più dei soldi, ha prodotto una moltitudine di persone con vari problemi, insicurezze e immaturità. Come uscirne? Potrebbe bastare un orto! Veramente.9665-10440.jpg

Ci sono troppe persone disadattate, che non sanno più quale sia lo scopo della propria esistenza e perché fanno quello che fanno. Non hanno più tempo, compresse fra le mille richieste e urgenze della società del consumismo che immette nella testa delle persone bisogni indotti e false necessità che hanno come unico obiettivo rimpinguare le tasche di chi gli vende qualcosa e farle girare incessantemente nella ruota da criceti. Fino poi ad arrivare alla vecchiaia, guardarsi indietro e non vedere nulla se non un affannarsi a essere come la società voleva che fossero ma non come loro volevano essere. O addirittura non essere nemmeno arrivati a pensare a come volevano essere, troppo presi a correre una gara in cui si sono messi spinti dalla famiglia, dalle convenzioni sociali, dalla paura di essere diversi da come la società vuole. Una gara che alla fine non ha portato da nessuna parte. In questo smarrimento e disagio,  tranne che per gravi patologie, shock o traumi pesanti subiti, in cui servono davvero terapie speciali, i problemi delle persone sono facilmente riconducibili a due elementi essenziali: la perdita della comunità e quindi di un ruolo definito e riconosciuto all’interno di essa e la perdita del contatto con la natura.  Chi propone corsi e ricette di tutti tipi, è ovviamente propenso a complicare le cose a fare pensare che i disagi e le difficoltà derivino da chissà quali problemi irrisolti, dinamiche familiari, subconscio e mille altri risvolti ma basta vedere come si sentono meglio le persone anche solo quando sono più vicine alla natura o quando fanno qualcosa di costruttivo, bello e utile con gli altri, per capire che le soluzioni sarebbero semplici, se solo si volessero adottare. Questi corsi o soluzioni difatti non propongono quasi mai dei cambiamenti di vita ma puntano spesso alle dinamiche interiori e all’acquietamento tramite tecniche e discipline varie. Che la prima rivoluzione sia quella interiore è vero ma bisogna poi anche passare all’azione, si può rimanere infatti anni e decenni dentro un ufficio illuminato di luce artificiale, in una città impazzita, facendo una vita di stress pensando che il cambiamento deve essere interiore senza mai prendere decisioni veramente risolutive per la propria situazione. Un rinnovato rapporto con la natura e con gli altri, non filtrato da mille dispositivi elettronici ma diretto, sincero e aperto, può fare miracoli e soprattutto fare risparmiare molti soldi e paranoie. E per riappropriarsi di se stessi senza spendere tanti soldi o seguire questo o quell’imbonitore, si può iniziare da un semplice e poco costoso orto. Ormai orti collettivi, cittadini, terre abbandonate, terre in prestito, terre in affitto, ce ne sono ovunque  e anche un piccolo giardino si presta ottimamente. Informatevi sulle tecniche di orticoltura biologica, sperimentatene anche di diverse, ce ne sono tante. Iniziate a piantare e mettere le mani nella terra, vedrete che se lo fate con impegno, passione e un minimo di studio, ai primi raccolti verificherete quanto può essere di aiuto e positivo fare una attività del genere, che non è solo gratis ma che ci fa anche guadagnare qualcosa dato che se ce lo coltiviamo non dobbiamo comprarlo. E non credete a chi vi dice che l’orto vuole l’uomo morto o che ci dobbiate passare dieci ore al giorno. Con le varie tecniche di permacultura, agricoltura biologica, orti sinergici, agricoltura organica, bioattiva e chi più ne ha, ne metta, se non si tratta di grandi appezzamenti, bastano anche una o due ore al giorno per avere buoni risultati e la soddisfazione di coltivarsi una parte del cibo con le proprie mani. Vedere crescere e mangiare quello che si pianta è una soddisfazione unica, indescrivibile, che riconnette con se stessi e le basi dell’esistenza. Non servono parole, non servono terapie, basta solo sentire, osservare, avere accortezza, attenzione, un po’ pazienza e i risultati sono eccezionali sia per il palato, che per la mente. Piantate alberi a vedeteli crescere e dare frutti e fatelo con i vostri figli, è una ricchezza e soddisfazione impagabile.

Fonte: ilcambiamento.it

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