Adotta un campo di grano: parte la fase 2!

Parte la seconda fase del Progetto “Adotta un campo di grano”, nato a fine 2016 in Sardegna, nella regione di Senorbì (CA) come risposta concreta al grave problema dei terreni abbandonati e lasciati incolti.9573-10335

L’associazione Terre Colte proponeva diverse formule economiche di partecipazione all’iniziativa attraverso le quali si sarebbe ricevuto in cambio ciò che quello stesso campo adottato produceva: grano, farina o legumi biologici. Facciamo il punto sulla prima fase che si è appena conclusa e sulla partenza della seconda, mirata ad estendere ancora di più la già grande partecipazione che c’è stata nonché all’acquisto di un mulino a pietra per la produzione delle farine.

Incontriamo Massimo Planta, ideatore e presidente del Consiglio Direttivo dell’associazione di Promozione Sociale Terre Colte .

Come si è conclusa la fase 1?

Nella prima fase del progetto, da dicembre 2016 a marzo 2017, abbiamo ricevuto 5.469,00 euro per l’adozione di circa 20.000 mq. di terre e l’ assegnazione di oltre 30 quintali di prodotto tra grano, farina e ceci.

Quante persone siete riusciti a coinvolgere?

Siamo molto soddisfatti, perché sono arrivate adozioni anche da istituti professionali, in particolare i ragazzi della 1°A e 3°B di Enogastronomia dell Ipsar di Sassari, diversi ristoranti della Gallura e del Sassarese e da una coppia di pensionati che hanno adottato ben 1000 mq. che corrisponde al loro fabbisogno di farina per un anno intero. I sostenitori sono stati oltre 200.

Quante regioni sono state coinvolte? Avete avuto contatti anche dall’estero?

Trattandosi di un progetto tutto sardo, i sardi hanno risposto bene con un buon 60% sia delle adesioni che della raccolta, un altro 35% è arrivato da tutta Italia, con una leggera prevalenza dal Lazio, il restante dall’estero, Inghilterra e Francia.

Quali obiettivi avete raggiunto e quali ancora no?

Attraverso il supporto di sostenitori che da tutta Italia hanno aderito al Crowdfunding, abbiamo già raggiunto i principali obiettivi che ci eravamo posti.

1)     Recuperare e coltivare 10 ettari di terreno, altrimenti destinati al pascolo

2)     Coprire dei costi di coltivazione e produzione del grano;

3)     Conservare circa 1.000 kg. di grano cappelli biologico necessari per la prossima coltivazione

Ma ciò che più conta è che grazie a tutti i sostenitori i terreni di Emanuele potranno essere mantenuti in produzione anche per tutta la prossima stagione agricola 2017/2018! Manca il punto importante e per questo è ripartita la raccolta fondi – IL MULINO

Siete riusciti a coprire i costi?

Il sostegno ricevuto ci ha permesso di coprire tutti i costi di coltivazione e le spese sostenute da Emanuele, i costi operativi e i costi delle ricompense che sono state sino ad oggi prenotate e di rendere sostenibile una coltivazione totalmente biologica!

Quale il feed back delle persone che partecipano al progetto?

Dai sostenitori riceviamo grande entusiasmo, complimenti per la singolarità del progetto, voglia di partecipazione e di conoscenza dello stato di avanzamento del progetto, ha avuto grande successo la visita guidata al campo, che ripeteremo il 2/06 e poi ci sarà la festa della mietitura celebrando gli antichi riti della mietitura a mano.

E il feed back dei contadini?

Non nascondiamo di aver riscontrato una certa diffidenza da chi non ci conosce personalmente e non percepisce lo spirito innovativo del progetto. Le coltivazioni in stato di abbandono perché non più remunerative vanno dalle arance all’ulivo e la vite. La regione di San Sperate (dove abbiamo la sede legale) è rinomata per la qualità delle pesche, ma questo è un frutto delicato, sensibile ai fattori esterni e ai parassiti, per cui richiede largo impiego di prodotti fitosanitari, spesso non controllati. È difficile far capire all’agricoltore che esiste un consumatore disposto a ricevere un frutto meno bello ma sicuramente più sano solo se lo proponiamo in forma alternativa (per esempio: adotta il pesco e vieni in campagna a raccoglierlo) in questo caso la minor produzione derivata dal non uso dei prodotti fitosanitari verrebbe compensata dal risparmio economico negli stessi prodotti, dal minor costo di mano d’opera e dal vantaggio di ricevere anticipatamente per il prodotto quando ancora non è stato raccolto.

Il mulino di cui ci parlavate? Perché è così importante acquistarne uno?

Siamo convinti che il mulino sarà il nostro asso nella manica per vari motivi! Rende indipendente il contadino offrendogli una remunerazione maggiore e garantisce al sostenitore/consumatore di ricevere la farina e la semola del grano del nostro campo. Particolarmente, il mulino che abbiamo scelto in questa fase, con le macine a pietra a lenta rotazione e munito di 4 setacci, ci permette di ottenere con un unico passaggio la farina integrale e separare subito la crusca, la semola grossa, la semola Fine e la Farina. Per le sue caratteristiche lo useremo presso fiere, esposizioni, eventi, possiamo portarlo nelle scuole o nei panifici che vogliano avere delle dimostrazioni, oppure nelle pizzerie e ristoranti che vogliano dimostrare ai loro clienti la qualità della farina usata.

Quali sono gli obiettivi della fase 2?

Potenziare il progetto del mulino, attrezzandolo di macchinari non previsti nella prima fase,
Ristrutturare un locale perché possa essere la nostra casa del grano. Nella prima fase abbiamo distribuito circa il 30% del grano che dovremo raccogliere, un altro 30% sarà messo a disposizione dei partner, il restante 40% è a disposizione di chi abbia interesse a sostenere ulteriormente il progetto e ricevere la farina, il grano o le nuove ricompense messe a disposizione dai partner.

Chi sono i partner?

Siamo molto contenti di quanto sta succedendo, l’interesse di aziende rinomate, leader nei loro settori, ci hanno dato nuova energia e sicurezza in quello che stiamo portando avanti. L’intesa è stata quasi con tutti immediata, la proposta di permettergli di lavorare delle materie prime non solo certificate ma partecipare ad un progetto pieno di significati e simboli importanti per la nostra terra è stato accolto subito con grande entusiasmo.

I Partner sono:

  • Birrificio Lara – Tertenia (OG);
  • Hemp Factory – Senorbì (CA);
  • Panificio Porta Dal 1918 – Gonnosfanadiga (CA),
  • Pizzeria Framento – Cagliari;
  • Locanda dei Buoni e Cattivi – Cagliari;
  • Agriturismo il Bombo d’oro – Flumini di Quartu (CA);
  • Ada ristorante e pizzeria – San Sperate (CA);
  • Tutte le sedi operative di Terre Colte a San Sperate, Decimomannu, Assemini, Capoterra e Dolianova.

Parlaci delle nuove ricompense

Nella piattaforma di Produzioni dal Basso si possono scegliere le varie ricompense tra ricevere la quantità desiderata di farina o grano, oppure le ceste di prodotti pronti al consumo del Birrificio Lara, del Panificio Porta 1918 o del Pastificio Hemp Factory che unisce alla farina o la semola di grano Cappelli la canapa sativa prodotta nei loro campi. Si può scegliere se partecipare ad un laboratorio per fare la pasta fresca o il pane oppure fare una visita guidata al campo. Tra luglio e ottobre saranno creati degli eventi di degustazione, per poter consumare piatti e le pizze preparate con le materie prime del campo da rinomati chef dei Ristorante Ada, della Locanda dei Buoni e Cattivi, dell’Agriturismo Il Bombo D’oro della Pizzeria Framentu e in tutte le sedi operative di Terre Colte. Gli eventi saranno tutti in date diverse così che si possa scegliere di andare in più ristoranti o pizzerie. La prenotazione si può effettuare direttamente sul portale del Crowdfunding e tutti gli eventi sono esclusivi per sole 50 persone. Solo 10 persone potranno contribuire al progetto semplicemente invitando a cena i protagonisti al loro tavolo, questa sarà una rara occasione per poter conoscere il progetto nei dettagli e lo spirito innovatore degli ideatori. Tutte le ricompense saranno consegnate entro settembre 2017.

Di quanto avete bisogno per questa seconda fase?

Il Budget previsto è di 15.000,00 Euro che saranno utilizzati per l’acquisto del Mulino, delle attrezzature varie, per la ristrutturazione di un locale destinato al mulino e le attrezzature, ad ospitare le visite guidate e per la copertura dei costi gestionali e amministrativi.

Per chi volesse sostenere il progetto o farne parte?

Ecco qui:

https://www.produzionidalbasso.com/project/farina-del-tuo-sacco-fase-2-il-mulino/

fonte: ilcambiamento.it

 

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