L’emporio di comunità che anima Bologna

Dalla ferma volontà ed esigenza di una modalità solidale e condivisa per ragionare sui nostri modi di consumare (e per cambiarli) nasce il Progetto Camilla a Bologna. Vi spieghiamo cos’è.9567-10329

“Il progetto per un Emporio di Comunità è nato nel corso del 2016 all’interno del gruppo organizzativo di Alchemilla GAS, Gruppo di Acquisto Solidale di Bologna. L’idea riprende l’esempio ultraquarantennale della Park Slope Food Coop, nata a New York nel 1973. Da qualche anno, in Europa, sono sorte decine di nuove esperienze che si rifanno a quel modello, come La Louve di Parigi e – più vicina a noi per conoscenza diretta – la Bees Coop di Bruxelles”. Susanna Cattini ci parla così del Progetto Camilla che nasce da una lunga esperienza all’interno dei Gruppi di Acquisto Solidale e dall’esigenza di ragionare seriamente sui grandi problemi della distribuzione commerciale per immaginare insieme soluzioni concrete.

Che cos’è un emporio autogestito e solidale?

Si tratta di un punto di approvvigionamento di prodotti di elevata qualità (alimenti biologici, filiere locali, prodotti equo-solidali, sfuso di qualità, cosmesi e detergenti naturali) organizzato in forma cooperativa. E’ autogestito perché tutti i soci della cooperativa dedicheranno una quota del loro tempo alla gestione dell’emporio ed è solidale perché grazie alla collaborazione di tutti i soci, le spese di gestione dell’emporio saranno ridotte al minimo e di conseguenza anche i prezzi di vendita saranno ridotti e il più possibile alla portata di tutte le tasche.

Che cosa vi ha spinto a crearlo?

La lunga esperienza nei Gruppi di Acquisto Solidale e la presenza a Bologna di una solida rete di mercati contadini biologici promossi dall’associazione CampiAperti ci ha consentito di ragionare concretamente sul problema della distribuzione commerciale e ipotizzare una soluzione al problema a partire dalla collaborazione tra soggetti ugualmente schiacciati dal sistema economico: da un lato i consumatori, che vedono progressivamente ridursi il loro potere di acquisto e le possibilità di scelta nei consumi e dall’altro i produttori (agricoli, ma non solo), che trovano nella vendita diretta la sola possibilità di sottrarsi al ricatto della Grande Distribuzione Organizzata e salvaguardare così il loro reddito.

Quali sono le differenze con i GAS?

I Gruppi di Acquisto Solidale sono stati un importantissimo strumento di sperimentazione di democrazia economica che ha insegnato a risolvere i problemi spostando il punto di vista dall’interesse soggettivo all’interesse comune. Incrociando le rispettive debolezze, i consumatori e i produttori che si sono riconosciuti nel comune interesse alla salute propria e del pianeta, hanno gettato i semi di una nuova economia. Il progetto di emporio autogestito e solidale è un passo ulteriore, che consente di allargare l’esperienza del consumo critico, coinvolgendo molte più persone.

Che differenza c’è tra un emporio autogestito e solidale e un supermercato?

L’emporio autogestito e solidale non ha finalità di lucro e mira al bene comune della comunità che lo sostiene. Grazie alla sua organizzazione interna e al rapporto diretto con i produttori – che sostiene con patti di collaborazione – offre ai soci la possibilità di nutrirsi di buon cibo a buon prezzo e, nel contempo, garantisce ai contadini e agli altri fornitori un degno compenso del loro lavoro. Al contrario, il supermercato persegue una finalità di profitto e offre prodotti a basso prezzo grazie alla sua posizione di potere nella filiera, che consente ad esso di imporre ai produttori compensi sempre più bassi. Per molti decenni, i consumatori sono stati indotti ad inseguire il prezzo basso, come se i costi di produzione fossero comprimibili all’infinito. Ora sappiamo che questo era un inganno e il prezzo si paga sempre e comunque. Ciò che non paghiamo oggi in merce, lo pagheremo poi (noi o altri) in minor salute, minori salari, minore occupazione, minore salubrità dell’ambiente, ecc.

Che ruolo hanno i soci e quanti sono fino ad ora?

La cooperativa è ancora nella fase di progettazione e dunque non ci sono ancora soci, ma il ruolo dei soci sarà determinante in tutti gli aspetti della vita della cooperativa. I soci saranno i soli proprietari dell’emporio, ne guideranno le scelte e lo gestiranno in tutti gli aspetti. Un piccolo numero di dipendenti (anch’essi soci) sarà impegnato a tempo pieno per dare continuità all’attività di gestione che i soci svolgeranno a rotazione, con un impegno limitato a 3 ore al mese ciascuno.

Entro quale data contate di essere operativi?

E’ presto per dirlo, ma se l’interesse raccolto finora si trasformerà in partecipazione attiva e adesione alla nuova cooperativa, è possibile che già alla fine dell’anno si possa realizzare l’emporio.

Come sostenete economicamente il progetto?

Il progetto si sosterrà essenzialmente grazie all’apporto economico dei soci che immaginiamo possano versare una quota media di 100 € ciascuno. Ma non escludiamo che un sostegno economico possa arrivare anche da persone, associazioni o altri soggetti che credono nel progetto pur non aderendo alla cooperativa.

Per chi volesse saperne di più?

Chi volesse saperne di più può contattarci scrivendoci a camilla@inventati.org, o sulla nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/AlchemillaGAS/

Fonte: ilcambiamento.it

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