… e il Ceta ci passa sotto il naso…

Il presidente canadese oggi a Roma per promuovere il CETA, l’accordo tossico che azzera Stati e cittadini. E mentre l’opinione pubblica è distratta da decreto vaccini e attacchi all’omeopatia, ci passa sotto il naso un trattato di cui ci pentiremo per sempre. La Campagna Stop TTIP lancia una mobilitazione sul web. Basterà?9571-10333

Oggi 30 maggio il premier canadese Justin Trudeau, il giovane e vincente politico che sfodera il suo fascino mentre versa una lacrima abbracciando i terremotati del Centro Italia, sarà a Roma per “vendere” al meglio il Ceta, il trattato gemello del TTIP, morsa mortale per Stati, cittadini e diritti a tutto vantaggio delle multinazionali. E la Campagna Stop TTIP Italia ha previsto una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA. Oggi stesso dalle 10, quando il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare]. Intanto, in sordina e senza che nessun media lo abbia riportato, il 24 maggio scorso il Consiglio dei Ministri guidati da Franceso Gentiloni ha dato il suo ok al Ceta. L’opinione pubblica, distratta dal decreto vaccini e dall’attacco all’omeopatia, non cerca e i media non propongono la notizia.

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».

L’appello è dunque ai parlamentari che, spiega Di Sisto «sono chiamati ad esprimere un giudizio determinante su questo accordo, negoziato nelle segrete stanze e poi venduto come un pacchetto chiuso e non emendabile. Di fronte alle modalità di negoziazione non trasparenti e ai rischi concreti presenti nel testo, ci aspettiamo che al momento del voto prevalga un chiaro NO al CETA. In caso contrario, le prossime elezioni saranno una Caporetto per chi avrà sostenuto accordi che violano l’interesse pubblico».

«Non sono riusciti con il TTIP, fermato dalla mobilitazione popolare, e ci provano con il CETA – aggiunge Marco Bersani, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia – Diritti, beni comuni, servizi pubblici e agricoltura di qualità non sono in vedita. I parlamentari sappiano che il loro compito è rappresentare l’interesse generale e non quello delle multinazionali. Non rinunciamo alla democrazia».

«La visita di Trudeau in Italia poteva essere l’occasione per aprire un dibattito istituzionale sul CETA – dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia – Un dibattito che coinvolgesse gli stakeholders finora esclusi: associazioni, sindacati, movimenti e cittadini. Invece è un’altra occasione mancata e si profila la probabile ratifica del Trattato senza una discussione democratica e plurale. Per questo la Campagna italiana continuerà nel suo costante lavoro di informazione e pressione insieme ai cittadini».

Campagna Stop TTIP Italia

Web – www.stop-ttip-italia.net | FB – Stop TTIP Italia | TW – @StopTTIP_Italia

Fonte: ilcambiamento.it

 

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