Da Roma alla vita nel bosco

Due trentenni, stanchi di condurre un’esistenza preconfezionata intrappolati nel grigiore della città, hanno scelto di vivere nella natura per cercare la felicità al ritmo delle stagioni. Da Roma a una remota borgata alpina della Valle Maira, da una quotidianità fatta di traffico e interminabili ore in ufficio, all’orto e alla legna nel bosco. “Ci siamo lasciati alle spalle la vita frenetica della città per iniziare una nuova avventura: la vita frenetica in campagna”.9496-10237

Tommaso D’Errico, 35 anni, grafico e web designer, e Alessia Battistoni, 31 anni, biologa. Due giovani romani, nell’aprile 2015, decidono di prendere in mano le loro vite per ricondurle su binari più vicini a bisogni e aspirazioni personali. Si trasferiscono in una borgata di montagna disabitata, a 1400 metri di quota, circondata dalla natura incontaminata e selvaggia della Valle Maira. Continuando a esercitare a distanza le loro professioni, iniziano intanto a sperimentare una nuova quotidianità, ritrovando modo e tempo per nutrire le loro passioni e scoprirne di nuove: la coltivazione di un orto, lo studio e l’osservazione degli animali selvatici, la raccolta della legna, la ricerca di frutti, funghi ed erbe spontanee, l’approccio a lavori manuali e di artigianato, la pratica di attività creative e artistiche, la produzione di cibo fatto in casa.
Nasce dunque il progetto “Al ritmo delle stagioni”, dalla volontà di raccontare la bellezza della natura e di condividere la loro esperienza, per trasmettere il proprio entusiasmo e diffondere la consapevolezza che una vita diversa è possibile, nel rispetto di sé stessi e dell’ambiente.

«Non siamo asceti né eremiti, non siamo misantropi né asociali, siamo semplicemente due comuni trentenni che, stanchi come tanti nostri coetanei di subire le sevizie di un’esistenza disumana, violentata da regole e ritmi che riteniamo senza senso, hanno deciso di prendere in mano le proprie vite per ricondurle su binari più vicini a bisogni reali e aspirazioni personali – spiegano – Questi binari ci hanno portato lontano dal grigiore della città, dalle luci al neon e dalle vetrine dei centri commerciali, fino al remoto capolinea di una piccola borgata alpina, ultimo avamposto abitato, a 1400 metri di quota, di una splendida vallata che ancora conserva buona parte della sua bellezza primordiale e selvaggia. In questo contesto, finalmente liberi da uno stile di vita preconfezionato incentrato sul lavoro e sul consumo di merci, abbiamo iniziato a sperimentare una quotidianità a stretto contatto con la natura, riscoprendone i ritmi e le leggi immutabili: il giorno e la notte, il bello e il cattivo tempo, il ciclo della vita, l’alternarsi delle stagioni».

«Così facendo, abbiamo trovato finalmente modo e tempo di nutrire le nostre passioni e di scoprirne di nuove – aggiungono Tommaso e Alessia – la coltivazione di un orto, la contemplazione della natura in tutte le sue manifestazioni, lo studio e l’osservazione degli animali selvatici, la raccolta della legna, la ricerca di frutti, funghi ed erbe selvatiche, l’approccio a lavori manuali e di artigianato, la pratica di attività creative e artistiche, la produzione di cibo fatto in casa, la fruizione di prodotti culturali non relegata a semplice passatempo. Attività fino a poco tempo fa soltanto sognate o vissute in modo marginale e insoddisfacente come brevi fughe da esistenze e contesti alieni. Senza saperlo ci siamo avvicinati in punta di piedi a correnti di pensiero molto attuali e tipiche della controcultura degli ultimi anni, come la decrescita volontaria, l’autoproduzione, la ricerca della frugalità. Lo abbiamo fatto muovendoci in modo indipendente, riconoscendoci cioè in certe filosofie di vita solo dopo aver sviluppato noi stessi precise opinioni e punti di vista. Per esempio, abbiamo appreso la base teorica della decrescita soltanto dopo averla immaginata noi stessi. Questo ci ha dato coraggio, la consapevolezza di non esserci fatti convincere da altri, di non aver “abboccato” a nessuna ideologia. Anche per questo, ma soprattutto perché non ci sentiremmo mai in grado di farlo, non vogliamo dare consigli o convincere nessuno a seguire le nostre orme intraprendendo percorsi di vita simili al nostro».

«Questo progetto piuttosto dalla volontà di raccontare la bellezza della natura e di condividere la nostra esperienza, anche in riposta a un evidente interesse espresso da amici, conoscenti e perfetti sconosciuti che in modo diretto o attraverso i social network sono venuti in contatto con noi e con la nostra storia. Una storia che non si avvicina in nessun modo a un idillio, che non ci ha portati neanche lontanamente a condurre un’esistenza priva di difficoltà materiali e turbamenti interiori ma che tuttavia sembra presentare spunti di riflessione e stimoli positivi. E di impulsi positivi, in un mondo dominato da paure, ansie, sofferenza e negatività, dove la quasi totalità della comunicazione è urla, minacce, insulti e lamenti, riteniamo esserci un grande bisogno».

Se volete seguire Tommaso e Alessia, al ritmo delle loro stagioni, potete farlo sul loro blog QUI , su Facebook o su Vimeo .

Fonte: ilcambiamento.it

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