L’airbag per i ciclisti: il casco che salva nelle cadute

Il casco airbag per bicicletta salva i ciclisti dalle cadute mortali71a_ht_invisible_bike_helmet_dm_120821_wg-586x329

L’airbag per la bicicletta è realtà da qualche anno a questa parte, da quando due studentesse svedesi della facoltà di ingegneria della Lund University – Anna Haupt e Terese Alstin – si sono inventate il casco airbag per il ciclismo in grado di prevenire le cadute mortali. L’airbag per ciclisti Hövding è il frutto di un lavoro iniziato nel 2005 e durato diversi anni. Quando le due future ingegnere si sono messe al lavoro in Svezia era appena entrato in vigore l’obbligo di indossare il casco per i minori di 15 anni. Le due volevano realizzare un accessorio così attraente per i ciclisti da rendere superflua l’emanazione di una legge che lo facesse diventare obbligatorio. In tanti non indossano il casco per timore di rovinare l’acconciatura, perché non è pratico da trasportare o ancora perché lo trovano ridicolo. In Svezia, inoltre, fa molto freddo ed il casco non consente di indossare cappelli sotto per proteggersi una volta scesi dalla bici. Il concept si è trasformato in un prodotto commerciale, grazie all’assegnazione di un fondo nell’ambito del concorso Innovationsbron ed alla collaborazione con la Alva Sweden, azienda specializzata nella produzione di airbag. Nel 2006 il prodotto ha vinto anche la Venture Cup e con i capitali in palio le due hanno fondato una loro compagnia: la Hövding Sverige AB che oggi dà lavoro a 16 persone. Ci sono voluti ben 7 anni di lavoro, con il prezioso aiuto di uno specialista in traumi al cranio, per confrontare i movimenti più comuni di testa e corpo in caso incidenti con la normale andatura della bici e realizzare dei sensori ad hoc, capaci di attivare l’airbag in caso di anomalie. Al momento dell’uscita sul mercato, quando il prodotto era di nicchia il costo dell’airbag era di 466 euro, oggi il prezzo è compreso fra i 275 e i 344 euro. Il casco airbag puàò essere acquistato sul sito dell’azienda produttrice Hövding oppure su Amazon. A fine vita o in caso di malfunzionamento il collare si rispedisce alla fabbrica in Svezia che provvede a riciclarlo.

Airbag per ciclisti: come funziona

Hövding 2.0 si indossa come un colletto o una sciarpa attorno al collo. L’airbag, comandato da sensori installati all’interno del colletto, si apre ed è visibile solo in caso di incidente. L’airbag protegge testa, collo e viso del ciclista. Hövding 2.0 viene attivato tramite i sensori solo in caso di effettivo incidente. Hövding 2.0 può resistere a molteplici urti della testa (come accade spesso negli scontri con automobili), perché rimane pieno d’aria durante tutto il tempo.

Mortalità dei ciclisti in Svezia

Ogni anno in Svezia muoiono 40 ciclisti e si registrano 30 mila feriti. Uno su tre riporta ferite alla testa. Il 40% delle cadute mortali in bicicletta è associata all’assenza di casco, ecco perché il casco airbag ha avuto da subito una forte richiesta. Gli elmetti riducono del 60% le probabilità di contusioni e traumi. Noi italiani siamo al terzo posto per incidenti mortali ai danni dei ciclisti con 263 morti nel 2010. La Swedish Road Administration voleva estendere la norma anche ai ciclisti adulti che però vedevano il casco più come una minaccia ed un intralcio che come un accessorio per viaggiare in sicurezza sulle due ruote. Da qui l’idea di un casco/non casco, ovvero una sorta di collare ergonomico che si indossa e si apre solo all’occorrenza grazie alla presenza di sensori, rimanendo invisibile e non invasivo in tutti gli altri casi. Sono disponibili delle cover in diversi colori per abbinarsi facilmente alla mise del ciclista.

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Le due volevano realizzare un accessorio così attraente per i ciclisti da rendere superflua l’emanazione di una legge che lo facesse diventare obbligatorio. In tanti non indossano il casco per timore di rovinare l’acconciatura, perché non è pratico da trasportare o ancora perché lo trovano ridicolo. In Svezia, inoltre, fa molto freddo ed il casco non consente di indossare cappelli sotto per proteggersi una volta scesi dalla bici. Il concept si è trasformato in un prodotto commerciale, grazie all’assegnazione di un fondo nell’ambito del concorso Innovationsbron ed alla collaborazione con la Alva Sweden, azienda specializzata nella produzione di airbag. Nel 2006 il prodotto vinse anche la Venture Cup e con i capitali in palio le due fondarono una loro compagnia: la Hövding Sverige AB che oggi dà lavoro a 16 persone. Ci sono voluti ben 7 anni di lavoro, con il prezioso aiuto di uno specialista in traumi al cranio, per confrontare i movimenti più comuni di testa e corpo in caso incidenti con la normale andatura della bici e realizzare dei sensori ad hoc, capaci di attivare l’airbag in caso di anomalie. Oggi il casco-airbag è realtà: si può acquistare anche online ma il costo è decisamente proibitivo: il prezzo si aggira infatti sui 466 euro. A fine vita o in caso di malfunzionamento il collare si rispedisce alla fabbrica in Svezia che provvede a riciclarlo.

Foto | Hövding su Facebook; Hövding

8 Guarda la Galleria “Hövding casco airbag bicicletta”

 

Fonte: ecoblog.it

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