‘Barriera in Transizione’, cibo sano e autoprodotto in modo sostenibile per migliorare le condizioni sociali

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Costruire un nuovo modello di sviluppo locale basato sulle capacità di resilienza di una comunità a partire dal cibo autoprodotto in modo sostenibile. È questo l’ambizioso obiettivo del progetto appena partito nel quartiere Barriera di Milano a Torino.  Costruire un nuovo modello di sviluppo locale basato sulle capacità di resilienza di una comunità mettendo al centro il concetto di cibo ‘sano’, ovvero prodotto direttamente dai cittadini in modo sostenibile, sia dal punto di vista sociale che ambientale. È questo l’ambizioso obiettivo di ‘Barriera in transizione’, il progetto appena partito nel quartiere Barriera di Milano a Torino, zona nord della città. L’impegno è sia teorico che pratico. Si cerca di sensibilizzare la cittadinanza ai temi dell’autoproduzione, del risparmio domestico e dell’educazione alimentare e contemporaneamente queste virtù vengono tradotte in attività pratiche come la cura di un orto collettivo, l’avviamento di un sistema locale di recupero alimenti in scadenza, l’organizzazione di mercati senza moneta per lo scambio di beni ancora utilizzabili e la costruzione di un forno di comunità per il pane. Come quello di una volta. Il tutto senza mai abbandonare il dialogo con le istituzioni, ma anzi creando un tavolo interistituzionale cittadino in cui lavorare all’estensione di questo modello a tutto il quartiere e alla circoscrizione 6 di Torino. Si tratta del primo progetto di ‘Transition Town’ sviluppato nel capoluogo piemontese, dove per transizione s’intende un movimento culturale che si propone di ‘accompagnare una società’ basata su un’economia di consumo indiscriminato delle risorse e fortemente dipendente da fonti energetiche fossili verso un nuovo modello sostenibile, caratterizzato da un alto livello di resilienza. Iniziative di transizione sono quindi delle azioni volte a sviluppare l’autosufficienza dei cittadini a livello locale. Lo scopo primario è creare comunità che riescano interiorizzare e sviluppare il concetto di resilienza attraverso la rilocalizzazione delle risorse disponibili e la ripianificazione energetico-produttiva. Molte sono i progetti di transizione sorti in tutta Italia, come la vicina ‘Biella in Transizione’. L’iniziativa torinese ha come capofila ong RE.TE, associazione di cooperazione internazionale, ed è promossa da un consorzio di diversi enti, istituzioni e altre associazioni che hanno deciso di unire le proprie competenze. Tra queste Legambiente, Parco del Nobile, Eco dalle Città e la stessa Cirocscrizione 6. Tutti gli attori sono impegnati da tempo nella creazione di sinergie comuni e nella progettazione per favorire un processo di sviluppo sostenibile a Barriera di Milano. L’idea è quella che le attività realizzate possano contribuire al miglioramento del benessere psico-fisico, alle abitudini alimentari e di consumo, oltre che al miglioramento delle condizioni sociali ed economiche. Si incentiverà la partecipazione alla produzione comunitaria di beni alimentari di base, responsabilizzando i partecipanti al lavoro di gruppo, alla condivisione e alla partecipazione per contribuire alla gestione dell’area di lavoro in quartiere. Simili attività di agricoltura civica e sociale possono rappresentare un concreto motore di sviluppo ecocompatibile per la coesione e la costruzione di un tessuto sociale più consapevole, solidale e collaborativo.

Fonte: ecodallecitta.it

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