Un Libro Bianco sul futuro delle foreste italiane

Il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura ha un obiettivo: realizzare un Libro Bianco sul futuro delle foreste italiane in cui raccogliere e sviluppare le proposte di valorizzazione e tutale uscite dal Forum che nei giorni scorsi ha visto impegnati istituzioni e associazioni nell’ambito della Rete Rurale Nazionale.Fall Color in Northern Italy's Val di Funes

Basta con la distorsione secondo cui le foreste sono semplicemente una risorsa economica; in realtà sono, e occorre riconoscerlo con urgenza, un patrimonio ambientale e paesaggistico,legato a valori storici, culturali, ricreativi e turistici. «Un bene comune in grado, cioè, di fornire servizi eterogenei che possono essere conciliati fra loro» spiegano dal CREA, anima del Forum che porterà al Libro Bianco delle foreste. «Proprio per questo, la tutela e la valorizzazione della risorsa forestale passano per una sua corretta e attiva gestione, che garantisca la sicurezza e il presidio del territorio, la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità e il rilancio dei processi di sviluppo socioeconomico locale e del sistema paese».

Il Forum ha rappresentato un momento di confronto e partecipazione fra i principali soggetti nazionali e regionali coinvolti a vario titolo nel settore. L’incontro è nato con l’intento di definire in modo partecipato e condiviso, principi e indirizzi utili in ambito politico, normativo e operativo, necessari alla costruzione di un nuovo quadro politico e legislativo nazionale.

«È stato, quindi, un importante momento di riflessione per contribuire all’aggiornamento della Strategia Forestale Nazionale e alla redazione della nuova normativa nazionale in materia forestale». «Il Forum – ha spiegato Raoul Romano, referente CREA per la segreteria organizzativa del Forum – rappresenta il primo step di un percorso che troverà completamento con la redazione di un “Libro Bianco” per il futuro delle Foreste italiane in cui saranno raccolte e rielaborate le proposte emerse dal Forum».

A dicembre 2015 la superficie forestale italiana certificata PEFC (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale) era di 824.048,76 ettari (cioè l’8% dei boschi italiani). La prima certificazione di Gestione Forestale Sostenibile PEFC in Italia è stata quella del Consorzio Forestale dell’Amiata che l’ha ricevuta il 7 maggio 2003 con i suoi 3181,61 ettari di faggeta e conifere, mentre l’Associazione Regionale PEFC Friuli Venezia Giulia (38 proprietari forestali per una superficie totale di 67.348 ha) ha ricevuto la certificazione l’8 luglio 2004.
Dopo l’approvazione degli standard di certificazione italiani a livello mondiale (29 ottobre 2004), il Gruppo PEFC Veneto ha ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile al gruppo costituito da 27 proprietari forestali, che comprende Enti, Regole, Comuni e Privati, per una superficie certificata complessiva di 35.195 ettari (nel 2015 83.714,74).  Il 17 dicembre 2004 anche l’Unione Agricoltori–BauerBund della Provincia di Bolzano (22.926 piccoli proprietari forestali) ha certificato 250.643 ettari, la più grande superficie in Europa con queste caratteristiche (nel 2015 301.247,31 ettari). La certificazione regionale del Trentino (Consorzio dei Comuni Trentini e Magnifivca Comunità di Fiemme),  ottenuta il 16 dicembre 2005, rappresenta altri 246.842 ettari di foresta produttiva distribuiti tra oltre 310 proprietari pubblici e privati (nel 2015 271.183,72). Poi dal 2006 ad oggi sono state certificati boschi e pioppeti e Consorzi forestali in Piemonte e Lombardia, ma anche in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, in Liguria e in Sardegna.

Fonte: ilcambiamento.it

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