Forno Cappelletti: il pane, come si faceva una volta

È stato intrapreso nel 1979 il percorso che ha portato Maurizio e Claudio a proporre solo prodotti naturali e biologici, accorciando la filiera e fornendo i negozi alimentari del territorio in linea con gli stessi principi e valori del Forno Cappelletti, che prepara il pane proprio come si faceva una volta. È ancora possibile offrire al territorio un pane genuino, fresco e sano? Osservando il Forno Cappelletti possiamo proprio dire di sì. Abbiamo piacere di ascoltare la storia di questa realtà tramite la voce di Maurizio e Fabio, che si alternano nel racconto in maniera puntuale e precisa.

Maurizio gestisce il laboratorio dal 1979, quando con la moglie decise di comprare un pezzo di terra e iniziare questo percorso insieme. Dopo dieci anni è stato comprato un nuovo laboratorio, segno che il trascorrere del tempo ha dato energie all’intera famiglia nel proseguire il progetto con lo stesso entusiasmo. Come però si è giunti a produrre solo prodotti naturali è lo stesso Maurizio a dircelo. “Circa otto anni fa avevo iniziato a leggere, a informarmi approfonditamente, su più argomenti: a livello spirituale, ecologico, di natura e di sistema. È così che siamo arrivati a fare solo prodotti naturali e biologici”.

A fianco a lui c’è Fabio, al quale Maurizio passa il microfono. “Prima di arrivare a lavorare nel forno di famiglia, ho avuto altre esperienze lavorative importanti e molto formative. Sentivo già dentro di me un richiamo verso qualcosa di più naturale e vicino alle mie attitudini. Ed è così che ho avuto un richiamo definitivo nel venire a lavorare nell’azienda di famiglia”.fornocappelletti1

Un cambiamento che ha coinvolto più aspetti della vita di Fabio. “In questo periodo è iniziato un processo di cambiamento, ho iniziato anche io a informarmi su certi aspetti che non avevo mai preso precedentemente in considerazione”. E questa ricerca è andata di pari passo con le scelte professionali e lavorative. “Questo cambiamento personale l’ho ritrovato anche nel mio ambito lavorativo. Ho iniziato a fare prodotti che si avvicinavano alla mia idea di alimentazione. Ho iniziato a creare biscotti nuovi: senza latte, uova, dolcificanti raffinati e quindi senza zucchero bianco”. Non solo, anche prodotti salati come cracker e prodotti secchi più sfiziosi, ma sempre in linea con i valori promossi dal Forno. Maurizio aggiunge che tra le varie produzioni ci sono anche quella di farro e di grano tenero integrale e bianco romagnolo. Claudio ci spiega le scelte relative ad una economia più di prossimità. “Ho cercato di accorciare la filiera, cercando di sapere da dove veniva il mio grano. Ho trovato, guardandomi attorno, un’altra realtà: un mugnaio che produce grani antichi autoriprodotti”. Egli non lesina complimenti al mugnaio, conscio dell’importanza del suo lavoro per l’intero settore agricolo. “Ha dato, nel suo intorno, un valore, all’agricoltura”. Il circolo funziona così:“il mugnaio fornisce questi grani antichi agli agricoltori, che li coltivano. Lui li ritira, li macina e crea per noi la farina, sempre integrale o semi integrale”. Stiamo parlano di una piccola realtà che ha avuto ottimi risultati negli ultimi tempi. “Negli ultimi anni siamo cresciuti molto – continua così Fabio – la nostra è un’attività a conduzione familiare. Lavoriamo ad oggi in 8”.fornocappelletti2

E prosegue Maurizio, insistendo sulla genuinità dei prodotti del Forno. “Il nostro pane è fatto tutto a mano, con la pasta madre fatta e curata da noi”. È un duetto piacevole da ascoltare, Fabio infatti aggiunge che “al giorno d’oggi il pane è prodotto quasi tutto industrialmente. E’ fatto, quasi tutto, con dei sacchi di miscele chiamati preparati con molto glutine, farine raffinate, miglioratori per conservare il pane. Facciamo così dei prodotti che non sono adeguati al nostro organismo, alla nostra digestione. Sono adatti alla produzione”.

L’importanza della digeribilità del prodotto offerto dal Forno Cappelletti è fondamentale per Maurizio. “Facciamo un tipo di pane che oggi mettiamo nel frigo, e sta lì ventiquattro ore. Quello è il pane più digeribile in assoluto, perché te l’hanno mezzo digerito gli enzimi. Il nostro pane dura una settimana, non hai bisogno di andare comprarlo tutti i giorni e hai sempre un pane che è genuino”.

Ci sorprende che sia Fabio a parlarci della storicità del Forno, segno che le tradizioni si sono ben depositate anche tra i più giovani in famiglia. “Abbiamo una rivendita a Dovadola, lì c’è il nostro punto vendita dal 1979. Abbiamo iniziato a servire i primi punti macrobiotici e i primi negozi di alimenti naturali negli anni ottanta che sono nati nel nostro territorio. E oggi, da quando abbiamo fatto la certificazione biologica, abbiamo potuto accedere ad altri mercati. Serviamo tutti i negozi di alimenti biologici e naturali che sono in Romagna”.fornocappelletti4

Un cambiamento fatto di tante realtà nella Romagna Che Cambia. “Vedere che ci sono in zona altre realtà che vanno in questa direzione – continua Fabio – è una grande soddisfazione. Romagna Che Cambia è una regione da un grandissimo potenziale: la vedo in un futuro molto green, che si auto sostiene e autoproduce quel che necessita. Molta più gente che cerca di capire cosa mangia, da dove viene il cibo studiando tutto quello che ci sta dietro, dall’impatto ambientale alla valorizzazione degli artigiani e dei prodotti locali. Perché in Romagna c’è tutto: il mare, la montagna, la campagna”.

Non possiamo non chiudere l’articolo con le parole di Fabio, che negli ultimi dieci anni dice di aver notato un buon miglioramento. “Sempre molta più gente si avvicina a questa filosofia di vita, legata ad un’alimentazione più sana e genuina”.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/12/io-faccio-cosi-147-forno-cappelletti-pane-come-si-faceva/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

 

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