Risparmio energetico: come isolare le finestre col fai-da-te e pagare meno nella bolletta

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Non è solo un fatto di sostenibilità ambientale: isolamento, coibentazione e altre forme di risparmio energetico offrono tutta una serie di benefici in termini fisici e psichici, oltre che un alleggerimento notevole delle nostre bollette. Secondo alcune ricerche, infatti, circa la metà dell’energia che consumiamo per raffreddare o riscaldare una casa viene semplicemente persa perché le nostre abitazioni non sono ben isolate. Alcune tecniche di isolamento ci possono infatti aiutare a ridurre le nostre spese energetiche di circa il 40%, rendendo i nostri ambienti più freschi d’estate e più caldi d’inverno. Non solo: coibentazione e isolamento ci aiutano a ridurre muffa e umidità, apportando benefici alla nostra salute. Tra l’altro, un immobile con classe energetica migliore aumenterà il proprio valore nel tempo. Avevamo già visto insieme qualche tempo fa (a questo link) alcune tecniche che possono aiutarci a raggiungere un forte risparmio energetico. Oggi, vedremo com’è possibile isolare termicamente le nostre finestre di casa, con il fai-da-te e spendendo una cifra relativamente bassa. La dimostrazione di come questo sia possibile, viene dall’esperienza di Ivan Piga, ex elettricista che si è messo in testa di rendere la propria abitazione completamente autonoma dal punto di vista energetico ed economico.

Ecco il video in cui spiega il procedimento che ha utilizzato per l’isolamento delle sue finestre:

Dopo aver rimosso dagli infissi la vernice vecchia con dei pezzi di vetro, la superficie è stata levigata a mano con della carta vetrata a diverse grane (40-60-100-150). Successivamente, è stato passato dell’olio paglierino e infine dell’impregnante color palissandro. Ultimo passaggio: due verniciate di flatting lucido trasparente. Si passa poi ai perni della finestra, trattati anch’essi con della carta abrasiva, prima a grana 40 e successivamente a 100 per la rifinitura. I perni sono stati ridipinti con della vernice acrilica. Il passaggio principale riguarda ovviamente le finestre vere e proprie. Il procedimento è simile a quello degli infissi: rimozione della vernice con pezzetti di vetro, passaggio successivo con carta vetrata a diverse grane (sempre da 40 a 150). Lavate le superfici con acqua e sapone, vi è stata poi applicata una soluzione antitarlo: tutte le operazioni vanno effettuate all’aria aperta, per sicurezza. Anche in questo caso, effettuare una passata di olio paglierino e impregnante di color palissandro, applicato con un tampone (un semplice fazzoletto riempito di cotone) per evitare lo spiacevole effetto delle strisce dovute all’utilizzo del pennello. Per proteggere le superfici dalla pioggia e dal sole, si applicano poi tre strati di flatting trasparente lucido: la prima col pennello, le successive con il tampone. Occorre poi procurarsi i vetri, stando attenti alle misure e al materiale delle finestre a cui vogliamo applicarli. Nel caso di Ivan, lo spessore ottimale è risultato essere 1 cm a vetro, dal momento che il telaio non era molto resistente. In base alle proprie esigenze specifiche, si possono prevedere spessori diversi. Per fissare i vetri e permettere l’isolamento è necessario passare accuratamente del silicone per tutta la lunghezza della finestra. Una vecchia cornice per quadri è stata poi riutilizzata come ulteriore fissaggio, insieme al posizionamento strategico di alcuni chiodini, in punti particolarmente delicati. Guarnizioni in gomma sono state infine applicate lungo tutti gli angoli della finestra e incollate con un adesivo specifico per il legno: questo eviterà la fuoriuscita del calore dalla casa. La spesa finale, secondo i calcoli di Ivan, è stata di circa 104 euro, anche se bisogna dire che una parte del materiale è avanzato per le altre finestre dell’abitazione. Tra l’altro, nelle foto che mostra, sembrano ancora in perfette condizioni, dopo due anni di utilizzo. C’è chi potrebbe obiettare che prodotti come ad esempio il flatting non sono esattamente sostenibili o ecologici. In commercio esistono delle varianti, a base di acqua, ugualmente efficaci e meno tossiche. La storia di Ivan ha davvero qualcosa di unico nel suo genere. Rimasto disoccupato, fa di necessità virtù: dopo aver venduto la sua vecchia casa, decide di comprarne una a basso costo ristrutturandola completamente. E decide di farlo, puntando tutto sul, la coibentazione delle superfici e l’isolamento termico. Grazie al suo lavoro costante è riuscito a eliminare quasi del tutto i propri costi in bolletta: sostiene, infatti, di spendere circa 800 euro annui in risparmio energetico elettricità, ma grazie ai suoi pannelli fotovoltaici, ne guadagna circa 700. Il suo obiettivo è quello di realizzare una casa “che si mantiene da sola”. La sua storia è stata raccontata di recente in un programma radio: al link, l’intervista a Ivan.

(Foto: www.yourhomeand.com)

Fonte: ambientebio.it

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