Doccia fredda per la mobilità ciclistica. Rimandata l’approvazione della legge quadro

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La proposta di legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata frenata alla vigilia dell’approvazione alla Camera, mercoledì 19 ottobre. Fiab: “Battuta d’arresto che sembra sancire la definitiva condanna della legge all’oblio”

Sarebbe potuto essere il passo decisivo e invece niente. La proposta di legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata frenata alla vigilia dell’approvazione alla Camera, mercoledì 19 ottobre, giustificata dalla mancanza di un parere tecnico della Commissione Bilancio relativo alla copertura finanziaria del provvedimento. Sono due anni che il disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” percorre stancamente l’iter parlamentare, dopo aver subito numerose interruzioni che però non ne hanno mai compromesso il contenuto. Sembrava che questa fosse finalmente la volta buona ma è arrivato lo stop, inaspettato. Comprensibile la delusione del relatore del provvedimento, l’onorevole Paolo Gandolfi dell’Intergruppo Parlamentare per la Mobilità Nuova e Ciclistica: “Abbiamo presentato le linee guida della proposta di legge il 14 febbraio 2014 in un convegno alla Camera. Spererei di arrivare all’approvazione quanto prima anche perché il consenso sui contenuti, a quanto mi risulta, è trasversale e non vedo ostacoli oggettivi all’orizzonte. Certo, questo stop non ci voleva“.

FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, è molto più pessimistica e dice che la battuta d’arresto alla Camera sembra “sancire la definitiva condanna della legge all’oblio”. La presidente, Giulietta Pagliaccio, tuona: “Adesso basta. Basta dire quanto siamo bravi e belli a impegnarci per lo sviluppo della mobilità sostenibile che fa tanto bene all’ambiente e alla salute. Si deve finalmente avere il coraggio di affrontare l’argomento da un’altra prospettiva: parliamo di soldi e di come sia conveniente investire nella ciclabilità e nelle relative infrastrutture che, a differenza delle “grandi opere”, portano risultati nel breve periodo e con guadagni per l’intera collettività”.

Secondo un autorevole studio condotto dalla città di Copenhagen, infatti, un segmento d’infrastruttura ciclabile lungo 1 km porta un guadagno netto di 42 centesimi per ogni ciclista che lo percorre, mentre lo stesso km fatto in auto genera una perdita di 3 centesimi. E, poiché la matematica non è un’opinione, è facile comprendere come il ritorno generato da quel km, percorso da una media di mille ciclisti, sia di 420 euro al giorno, di fatto oltre 150.000 euro in un anno.

“La Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica era funzionale per sostenere, anche in Italia, una nuova politica nazionale che, con un rinnovato approccio, potesse dare seguito alle ormai note esigenze di città soffocate dal traffico e dall’inquinamento – afferma ancora Giulietta Pagliaccio. – L’80% della popolazione italiana vive all’interno di agglomerati urbani ed è dunque urgente agire sulle necessità di mobilità quotidiana delle persone con interventi realizzabili in tempi brevi e con investimenti che possano garantire risultati immediati e ritorni economici per l’intera società”.

“Ci auguriamo adesso – conclude la presidente FIAB – che almeno la Legge di Stabilità includa in modo specifico altre risorse per la mobilità ciclistica chiaramente identificabili, senza diluirle sotto l’ampio cappello della mobilità sostenibile dentro cui, ogni volta, la bicicletta resta la cenerentola rispetto ad altri interventi come, ad esempio, per l’auto elettrica.”

Qui trovate la presentazione della legge, presentata a suo tempo dall’on. Decaro:http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/proposte-di-legge/item/1187-legge-decaro.html e qui trovate gli atti della Commissione parlamentare che l’ha discussa e modificata in questi 2 anni, sottoponendola anche ai diversi pareri necessari (risultati tutti positivi):http://www.camera.it/leg17/126?tab=1&leg=17&idDocumento=2305&sede=&tipo=

Fonte: ecodallecitta.it

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