Rifiuti, per i piccoli elettrodomestici arriva l’ “uno contro zero”

Si potranno riconsegnare i piccoli elettrodomestici rotti ai negozi senza l’obbligo di acquistarne di nuovi. Il decreto è stato firmato dal ministro Galletti il 31 maggio 2016 e sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficialecellulari

Si chiama “1 contro 0” e permette di riconsegnare i piccoli elettrodomestici rotti ai negozi senza l’obbligo di acquistarne di nuovi. Il decreto è stato firmato dal ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, il 31 maggio 2016 e sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Un’attesa lunga anni, visto che la direttiva europea in materia di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è del 2012 e sarebbe dovuta esser recepita dall’Italia già nel 2014 ma la conferma arriva solo adesso. La nuova norma riguarda i Raee con dimensioni inferiori ai 25 centimetri e gli esercizi commerciali con superficie superiore ai 400 metri quadrati, che saranno costretti a ritirare i rifiuti. Per i negozi con una superficie inferiore non ci sarà l’obbligo ma è chiaro che chi lo desidera può adeguarsi alle disposizioni. Senza dover acquistare per forza un dispositivo equivalente, diventa quindi più semplice raccogliere in modo corretto smartphone, tablet, phon, radioline, caricabatterie, videogiochi e tutto il resto che si accumula nei cassetti e sulle librerie per via dell’obsolescenza programmata. Fino ad ora invece il cosiddetto “1 contro 1”, in vigore dal 2010, permetteva alla clientela di riconsegnare gratuitamente in negozio i vecchi prodotti elettronici ma solo a fronte di un prodotto nuovo da portare a casa. “I rifiuti elettronici di piccole dimensioni – spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight -sono quelli più difficili da raccogliere: si stima infatti che solamente il 15% segua un corretto percorso di raccolta”.

Il ministero dell’Ambiente fa sapere che per i distributori gli oneri derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono “in parte allineati con quanto già previsto dalle vecchie modalità di raccolta”. A Roma sono sicuri che la raccolta “1 contro 0” permetterà di raggiungere i nuovi target di raccolta differenziata previsti a partire dal 2016 dalla direttiva Ue, che impongono agli Stati membri la raccolta del 45% in peso dell’immesso a consumo, pari in Italia a circa 7,5 kg pro capite ogni anno. (Dal primo gennaio 2019 il target di raccolta passerà al 65%, circa 10 kg pro capite). In realtà i dati raccontano che questi obiettivi sono ancora lontani. Nel 2015 la raccolta complessiva di Raee  nel nostro paese è stata pari a 249.253.916 kg, con un incremento di oltre 17 milioni di chilogrammi rispetto all’anno precedente e un dato medio pro capite pari a 4,1 Kg raccolti per abitante. Di strada da fare ce n’è ancora tanta. “Per evitare le sanzioni che potrebbero arrivare dalla Commissione Europea se non raggiungessimo gli obiettivi imposti – diceva a marzo Fabrizio D’Amico, Presidente del Centro di Coordinamento Raee – è necessaria una reazione d’orgoglio del Sistema con un deciso investimento in azioni e attività ad elevato impatto sui cittadini consumatori, che mancano da anni, per far comprendere agli italiani che l’economia circolare si realizza in casa propria e non soltanto nelle Direttive di Bruxelles”.

In attesa che il decreto “1 contro 0” diventi operativo e che possa dare i suoi frutti, il consorzio Ecolight ha già iniziato a posizionare alcune “ecoisole intelligenti” per la racconta dei piccoli apparecchi.

(foto Eco di Bergamo)

Fonte: ecodallecitta.it

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