Nuove terre, l’agricoltura come strumento di inclusione sociale

Il documentario di Francesca Comencini e Fabio Pellarin è in concorso a Cinemambiente 2016nuove-terre_backstage-2

nuove-terre_backstage-cascina-carlo-alberto

nuove-terre_la-regista-francesca-comencini

Nuove terre, il documentario di Francesca Comencini e Fabio Pellarin in programma mercoledì 1° giugno, alle 21.30, al cinema Massimo 3, nella seconda giornata di Cinemambiente 2016, racconta cinque storie raccolte nel mondo dell’agricoltura sociale e sostenibile e si addentra in realtà nelle quali l’attività agricola diventa il mezzo per riscattare esistenze spinte ai margini della società dalla povertà, dalla tossicodipendenza, dalla disabilità fisica e psichica. Il film si apre nel torinese, all’Orto dei ragazzi che accoglie profughi politici provenienti dall’Africa e dall’Asia. A parlare sono giovani che arrivano dall’Afghanistan, dalla Costa d’Avorio e da altri Paesi africani. Il sogno è quello di imparare un mestiere per poterlo poi mettere in pratica quando potranno finalmente tornare a casa. Alla Cascina Carlo Alberto, in Val Pellice, due ragazzi decidono di investire nel “bio” di qualità, alla Tenuta della Mistica di Roma, invece, altre persone ritrovano nel lavoro agricolo un ruolo nella società che sembrava averli respinti ai margini. C’è poi l’azienda Le Agricole di Lamezia Terme che opera su di un terreno confiscato alle mafie e accoglie donne con disabilità o in condizioni di fragilità sociale. Una delle storie più toccanti è quella dell’azienda agricola Paterna di Arezzo che anni fa ha accolto Moreno, un uomo che era stato precedentemente ospite di una struttura psichiatrica. Nel corso degli anni la cooperativa agricola ha dato la possibilità a Moreno di esercitare la propria fisicità e di ottenere una propria indipendenza grazie al lavoro. Ora che per lui si avvicina il momento della pensione, la famiglia della quale è divenuto progressivamente parte si interroga sul proseguimento di questo lungo percorso di inclusione. Se per Francesca Comencini, regista una quindicina d’anni fa del bel Carlo Giuliani ragazzo, si tratta di un’altra tappa di un convincente percorso di documentarista, per Fabio Pellarin si tratta di un interessante esordio nel doc; cinque storie di inclusione asciutte e antiretoriche, storie che bastano da sole, senza inutili fronzoli e sottolineature.

Fonte:  Cinemambiente 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...