Dall’Orto alla tavola: l’esperienza della scuola di via Mattei

Le Formichine Salvacibo* riprendono contatto con la natura coltivando presso l’orto didattico presente nei giardini del loro istituto

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Chi ha il compito di insegnare e di educare deve lasciare che i bambini escano dall’aula per sperimentare, toccare, guardare, annusare e manipolare, per poter scoprire i fenomeni naturali. Per parlare di cibo e di non spreco, l’unica strada percorribile è proprio quella di tornare ad un contatto diretto con la natura.Inutile parlare in classe delle piramidi alimentari, dei nutrienti, o degli alimenti salutari; mettere le mani nella terra, seminare, prendersi cura e raccogliere i prodotti dell’orto puo’ essere mille volte più produttivo di qualsiasi lezione teorica. Dobbiamo fare in modo che i bambini riprendano il contatto con la natura e per farlo non c’è bisogno di andare chissà dove, basta il prato dei giardini delle nostre scuole o dei parchetti.L’Istituto Italo Calvino ha la fortuna di avere a disposizione addirittura un bellissimo e modernissimo orto didattico. Noi delle prime di Mattei abbiamo avuto un primo contatto con questo posto un po’ magico che è l’orto, i bambini hanno conosciuto anche l’ortista e dopo aver ripulito i cassoni dalle erbacce e dalle piante vecchie e malandate, hanno seminato e piantumato.

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Il giorno dopo la semina i bambini erano impazienti di tornare all’orto per vedere se durante la notte qualche seme fosse germinato. Ecco, il contatto diretto con la natura insegna ai bambini in maniera molto naturale i tempi di attesa, il ciclo della vita, l’alternanza delle stagioni, la dipendenza dai fenomeni atmosferici, tutte cose che ogni bambino dovrebbe vivere piuttosto che leggere sui libri di testo. Non dimentichero’ mai un bimbo della scuola dell’infanzia che non potendo cominciare la semina nell’orto a causa della pioggia incessante, disse “Io mi sono stufato di aspettare, l’orto me lo faccio comprare da mio papà“. L’osservazione mi fece molto ridere ma anche molto riflettere sulla percezione che i bimbi hanno del mondo che li circonda. I bambini hanno bisogno di vivere la natura sulla propria pelle, bisogna uscire di più dalle aule.Solo quando tutti si renderanno conto del grande lavoro che c’è dietro alla maturazione del nostro frutto o della nostra verdura, solo allora forse si starà attenti a non sprecare nulla.Noi abbiamo cominciato il nostro importante percorso di scoperta e di riflessione.

*Formichine Salvacibo è un progetto cittadinanza attiva contro lo spreco con il contributo di Fondazione Cariplo

Fonte: ecodallecitta.it

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