Raccolta rifiuti organici 2016, la tendenza è positiva

Dall’analisi di alcune delle realtà più virtuose d’Italia è possibile anticipare le tendenze 2016 per quanto riguarda l’organico. A Trento, Barletta e Covar 14 – nel primo bimestre 2016 – l’organico segna un +4%pirla

La frazione organica riveste un ruolo decisivo nel ciclo dei rifiuti. Oltre a rappresentare la frazione “più pesante” della produzione rifiuti, l’organico è il vero motore della raccolta differenziata. Infatti, stando ai dati contenuti nello studio “Analisi dei costi della raccolta differenziata della frazione organica” a cura di Utilitalia (in collaborazione con Bain & Company), la raccolta della frazione organica dal 2007 al 2014 è cresciuta del 132%, passando da 2,7 milioni di tonnellate a 5,7. Non c’è dubbio che a influire su questo dato è si stata l’evoluzione della raccolta, abbandonando il sistema stradale verso un più efficiente porta a porta. “la cui incidenza sul totale della frazione organica raccolta è aumentata dal 53% del 2007 al 74% del 2104”. (Fonte Bain&Co su dati Ispra). I numeri rendono benissimo l’idea degli elevati tassi di crescita della frazione organica, “mantenendo per il prossimo futuro realistiche prospettive di incremento dei volumi raccolti e trattati, sopratutto in alcuni contesti territoriali”. Infatti questo scenario sembra confermarsi anche nel 2015, con un aumento superiore al 4%, come mostra l’indagine condotta da Eco dalle Città sui primi dati dello scorso anno.

E nel 2016?

Sicuramente è troppo presto per fornire un dato certo sull’andamento della raccolta della frazione organica, ma è possibile ipotizzarne la tendenza attraverso l’analisi dei dati dei primi due mesi del 2016. Come campione da analizzare utilizziamo i dati di tre realtà: Trento, Barletta e Covar 14 (il consorzio che riunisce 19 comuni della cintura sud di Torino); che a parità di modalità di raccolta rivela un l’incremento della frazione organica mediamente superiore al 4,2%, per i primi due mesi del 2016.pirla2

Un incremento concorde con i dati dati del 2015, che confermerebbe la tendenza in atto anticipata nello studio “Analisi dei costi della raccolta differenziata della frazione organica” a cura di Utilitalia. La scelta e il confronto dei dati di queste realtà non è casuale. Infatti Trento, Barletta e Covar 14 rappresentano modelli virtuosi per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti. Modelli che con le loro percentuali di raccolta differenziata ben superiori al 65%, basta ricordare l’80% di Trento, permettono di anticipare l’andamento della produzione dell’organico. Potrebbe sembrare banale ma non lo è. Infatti se la raccolta della frazione organica aumenta anche in realtà virtuose e con sistemi ben collaudati come quelli presi in esame, è molto probabile che il suo aumento sia generalizzato su tutto il territorio italiano, grazie alla graduale riconversione dei sistemi di raccolta dei comuni italiani, che stanno abbandonando lo stradale per sposare la causa del porta a porta.  Inoltre l’aumento della frazione organica probabilmente è collegato al conclamato aumento dei consumi e probabilmente a una variazione dei comportamenti alimentari degli italiani, come rivela’inchiesta Waste Watcher 2016, più orientata all’acquisto di prodotti di stagione in orti urbani e mercati.

Fonte: ecodallecitta.it

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