Le orribili foto che mostrano il costo umano dell’uso di ogm e pesticidi

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Ecco come ogm e pesticidi stanno uccidendo le persone in Argentina. Il reportage del fotografo argentino Pablo Ernesto Piovano. Non lasciano spazio a dubbi, o a parole, le foto di Pablo Ernesto Piovano, il fotografo che ha documentato le condizioni in cui versano gli argentini che lavorano o vivono nei pressi dei campi coltivati a soia ogm dove si usano dosi massicce di pesticidi, tra cui il glifosato. Argentino anche lui, in questa sequenza di scatti presentati anche durante il Festival della Fotografia Etica del 2015Piovano ritrae tutta la brutalità e la pericolosità di un sistema di produzione che uccide silenziosamente, colpendo spesso le aree più povere della popolazione. La soia Ogm fu approvata in Argentina nel lontano 1996. L’Argentina è stata tra i primi Paesi al mondo a utilizzare le colture geneticamente modificate in agricoltura, applicando le tecnologie OGM nella produzione di semi di soia, mais e cotone. Da allora, l’Argentina ha aumentato in maniera sfrenata la sua produzione di colture OGM tanto da diventare il terzo più grande produttore di colture biotech nel mondo, dopo gli Stati Uniti e Brasile.

Ma a che prezzo?

Il prezzo ce l’ha mostrato Piovano nelle sue foto che testimoniano un’emergenza che colpisce più di 12 milioni di persone. Dal lontano 1996, la terra coltivata a ogm è arrivata a coprire il 60 per cento del totale e, solo nel 2012, sono stati spruzzati 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno. Secondo TerraNuova, in Argentina, per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate si sarebbe verificato un aumento di tre volte i casi di tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.

Senza contare le malformazioni. Nel 2014, una mamma Argentina, Sofia Gatica, a seguito del decesso della figlia appena partorita per “un grave difetto congenito“, ha deciso di andare oltre la diagnosi dei medici e di condurre delle indagini personali. Le sue ricerche le hanno permesso di scoprire che proprio nella provincia di Cordoba, da quando il governatore dello Stato ha approvato le disposizioni per una strategia di politica agricola votata alla coltivazione intensiva gestita dalla multinazionale Monsanto, la mortalità infantile è aumentata del 1750% in un solo decennio. Nel corso degli anni, a Sofia si sono unite altre madri dando vita al gruppo “Mothers of Ituzaingo“. Con l’aiuto anche di Raul Montenegro, un accademico che ha la cattedra di Biologia presso la Facoltà di Scienze dell’alimentazione, dell’università di Cordoba, il gruppo di madri ha denunciato la Monsanto per “genocidio”. L’8 gennaio 2014, è arrivata la sentenza che ha dichiarato “incostituzionale la costruzione degli impianti della Monsanto“. Il lavoro di Pablo Piovano ha lo scopo di rappresentare l’impotenza e la fragilità degli esseri umani di fronte al potere delle multinazionali e a una tragedia di incredibili proporzioni causata dall’uso massiccio di pesticidi. Per poterlo realizzare, il fotografo argentino ha viaggiato per più di 6000 km in auto. Con una macchina fotografica ha immortalato la sofferenza di uomini e bambini. Come spiega lui stesso, in alcune porzioni di popolazione, i casi di cancro nei bambini sono triplicati in meno di 10 anni. Gli aborti spontanei e i difetti di nascita sono cresciuti del 400%. Ma nonostante tutto, ancora oggi, è difficile scardinare un sistema di autorizzazioni che porta a utilizzare questi prodotti anche in Europa. Tutto questo orrore convive con il silenzio della maggior parte dei mezzi di comunicazione.

Ecco alcuni degli scatti più significativi di questo fotografo.

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Il reportage ha vinto diversi premi come il Festival internacional de la imagen, in Messico, e si è piazzato al terzo posto del concorso POY Latam. Ritornando al glifosato, è di questi giorni la notizia del ritrovamento di questo erbicida in alcune note marche di birra tedesche, come Beck’s e Paulaner. Nei prossimi giorni, la Commissione UE discuterà con gli Stati Membri del rinnovo dell’autorizzazione per l’utilizzo in Europa del glifosato

(Foto: Pablo Ernesto Piovano)

Fonte: ambientebio.it

 

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