Allergie in anticipo? Colpa del clima

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Cipressi, tassi, noccioli e ontani stanno già disperdendo i pollini nell’aria e per gli allergici è come se la primavera fosse iniziata con un paio di mesi di anticipo. Occhi arrossati e lacrimazione accentuata e starnuti provocati non dal raffreddore, ma dall’allergia, sono i principali sintomi di un’impollinazione iniziata troppo presto, addirittura un mese prima del previsto. Alla fine dell’inverno i primi a impollinare sono cipressi e noccioli, poi tocca a graminacee e composite in primavera e all’ambrosia in estate. Ma il dicembre caldissimo di quest’anno e un mese di gennaio secco come un mese di agosto hanno risvegliato gli alberi in anticipo. E così la stagione delle allergie si allunga. In media pochi giorni in più rispetto a trent’anni fa, ma il problema in crescita è quello della polisensibilizzazione, con l’80% degli allergici che reagisce a più di una pianta. Con la dilatazione dei cicli dei pollini, i polisensibili possono iniziare a soffrire per i pollini a febbraio e finire a settembre. La tregua dura sempre meno e la “colpa” è degli innegabili cambiamenti climatici che accorciano sempre di più i nostri inverni.

Fonte:  La Stampa

 

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