Orange fiber: moda sostenibile dalla buccia delle arance

Avete mai pensato di vestirvi con la buccia (scartata) delle arance? L’idea poteva venire solo a due donne (un uomo avrebbe pensato più che altro ad una motocicletta) e siciliane (un lombardo arrivava al massimo alla fibre di riso). Però un po’ di Lombardia c’è lo stesso, perché questa start up è stata creata da due ricercatrici del Politecnico di Milano, Adriana Santonocito ed Enrica Arena.10671300_606955952767334_3152572095154423684_n

Il nome, “Orange fiber”, la dice tutta: ottenere dalle bucce una fibra naturale adatta ai realizzare filati e, ovviamente, vestiti. Pare che il tessuto sia pure “vitaminico”, cioè rilasci un po’ di vitamine al contatto col corpo. Trovo che vestirsi con la buccia d’arancia sia non solo molto trendy, ma anche molto sensato. Ecco perché vi invito a dare un occhio al sito della loro start up. Pensate, ogni anno 700 mila tonnellate di scarti da agrumi vengono gettati in discarica: non è uno spreco bello e buono?10352196_636426559820273_8921919162466013629_n

L’azienda, costituita nel 2014, ha sede a Catania e in Trentino, e si regge sull’entusiasmo e sulla fantasia delle due ricercatrici. E’ di sei mesi il primo tessuto-prototipo: raso in tinta unita e pizzo. Aspettiamo che qualche stilista lo usi per la sua prossima collezione… e magari inviti anche Italia che Cambia!

Visualizza Orange fiber sulla Mappa dell’Italia che Cambia!

Fonte : italiachecambia.org

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