“Giro d’Italia in 80 librerie”, la cultura celebrata in sella alla bicicletta

Nato nel 2013 e giunto alla sua terza edizione, il progetto porta la cultura in piazza da maggio a luglio, attraverso un percorso ciclistico a tappe, riscoprendo e valorizzando così anche le bellezze del paesaggio italiano. Intervista a Marco Zapparoli, tra gli ideatori dell’evento.1

Un viaggio lungo 2 mesi e 1.200 km lungo la costa adriatica, da maggio a luglio, dal Nord al Sud dell’Italia, a bordo del mezzo di locomozione più funzionale per eccellenza: la bicicletta. Un percorso costellato di tappe, con  varie incursioni nell’entroterra, per celebrare la cultura letteraria di pari passo (e pedalata) con la  riscoperta e la valorizzazione dell’incantevole territorio italiano. Si tratta del “Giro d’Italia in 80 librerie”, un grandioso progetto da poco volto al termine della sua terza edizione, nato nel 2013 da un’idea dell’associazione “Letteratura rinnovabile”, insieme all’editore Marco Zapparoli della casa editrice “Marcos y Marcos” e alla scrittrice Darinka Montico, con il sostegno e la partecipazione attiva di “Snam”, della Federazione Ciclistica Italiana (FCI) e della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB). Ad accomunare i personaggi che hanno preso parte a questo affascinante giro, oltre all’intimo ed inconcusso amore per la cultura in una delle sue forme di espressione più alte (la letteratura),  è stata l’impellenza di diffondere didatticamente nelle piazze e nelle vie un unico e sacro verbo: leggere. Ma anche il desiderio di lasciarsi estasiare durante il viaggio dalla grazia delle bellezze del paesaggio, con  modalità e tempi dettati dalla semper fidelis due ruote, attraversando la natura da umili e rispettosi osservatori, senza interferire in alcun modo con il suo ritmo perpetuo e immutabile.  Dopo il successo delle precedenti edizioni, il Giro è tornato quest’anno a coinvolgere la gente dei posti visitati e a renderla partecipe di un processo che potrebbe, se perpetuato con costanza e applicato attivamente, rendere tutti più consapevoli dell’importanza della lettura come mezzo per essere intellettualmente liberi.
A rispondere ad alcune domande di approfondimento è Marco Zapparoli, uno degli ideatori dell’evento nazionale.

Quando e come è nata l’idea di coniugare l’utilizzo di un mezzo di trasporto così semplice  come la bicicletta con un progetto così ambizioso ed ampio come un giro d’Italia alla scoperta del mondo delle librerie?

Quando si legge, si attraversano storie e contenuti in modalità lenta, così come in modalità lenta si attraversano luoghi e paesaggi naturali utilizzando la bicicletta. Leggere richiede uno sforzo mentale, andare in bicicletta uno sforzo fisico, ma entrambe queste azioni favoriscono la concentrazione. Scambiare contenuti, emozioni, idee andando in bicicletta è un piacere del tutto particolare. Il Giro d’Italia in 80 librerie promuove il gusto della scoperta e offre opportunità di aggregazione e condivisione con l’aiuto di uno scenario fra i più belli al mondo.

Qual è stato il percorso del Giro?

Siamo partiti a fine maggio da Tarvisio, al confine con l’Austria, e abbiamo puntato verso Venezia, passando da Venzone, Pordenone, Udine, Palmanova, Aquileia, Grado. Da Venezia ci siamo spostati verso Ferrara, e poi giù, quasi sempre lungo la costiera Adriatica, toccando Argenta, Rimini, Monte Grimano Terme, Pesaro, Ancona, Pescara, Vasto, Foggia, Lucera, Andria, Trani, Bari. Una ventina di tappe davvero entusiasmanti.

Chi vi ha preso parte?

Scrittori, deejay, bibliotecari, cuochi, comici, cantanti, designer, traduttori, editori. Insomma la grande famiglia dei creativi: da Flavio Oreglio a Simone Rugiati, dai Camillas a Sarah Jane Ranieri e Dirk Hamilton, da Cinaski a Fulvio Ervas e Marco Missiroli, solo per fare qualche nome.giro80_02

Che tipo di adesione e partecipazione avete riscontrato da parte della gente che avete incontrato? 

Entusiasmo ovunque. A Venzone, in Friuli, poco dopo la partenza, centinaia di persone si sono date appuntamento per inaugurare un tratto importante di pista ciclabile. A Udine, strade affollate fino a tarda notte grazie a decine di eventi, anche degustazioni, offerti da biblioteche e librerie. In centri più piccoli, come Monte Grimano Terme – paese del bookcrossing – o a Trani, si sono mobilitati tutti. A Venezia, “Libri in voga” ha visto moltissimi partecipanti mettersi in gioco con letture serali ad alta voce sulle barche, lungo i canali… ogni città, cittadina, paese ha proposto iniziative e formati originali, coinvolgenti. Ad Argenta, classi di bambini hanno ascoltato narrazioni di storie in un bosco illuminato da lanterne realizzate da loro!

“Chi l’ha letto?”, “Biciclette Parlanti”, “Letture Bendate” sono tre formati originali proposti durante il percorso. Ci può raccontare in cosa consistono?

“Chi l’ha letto” è una specie di talk show che si svolge in piazza, nel cortile di una grande biblioteca o in una via del centro, condotto da Sarah Jane Ranieri di Radio DJ. Coinvolge più personaggi in un dialogo serrato e divertente, intervallato da brevi letture. “Letture bendate” ha sempre un esito strepitoso su chi vi partecipa. Vengono distribuite apposite mascherine, come quelle utilizzate nei voli transoceanici, mentre un conduttore propone ascolti di brevi brani tratti da audiolibri, oppure letture ad alta voce da parte di attori o lettori esperti. Il tutto avviene in un clima di crescente e magico silenzio, assoluta concentrazione. “Biciclette parlanti” riguarda bici dotate di speciali diffusori bluetooth, spesso nascosti in un cestino, che diffondono per vie, piazzette e luoghi pubblici brani di audiolibri attentamente selezionati. C’è anche un prototipo di Cinebicicletta, in grado di proiettare videoclip in alta risoluzione e con notevole qualità audio su muri esterni.

Portare la cultura in piazza e diffonderla attraverso la due ruote, con impatto ambientale zero e in grado di percorrere tantissimi chilometri si è rivelato, grazie alla vostra brillante intuizione, un modo originale ed efficace per catalizzare l’attenzione della gente sull’importanza della lettura. A suo parere, l’Italia è un Paese per lettori? Bisognerebbe incentivare questo tipo di iniziative? In che modo?

L’Italia è un Paese che offre stimoli creativi e culturali come nessun altro al mondo. È però un paese dove si legge pochissimo. C’è una scarsa propensione all’ascolto, la lettura è associata quasi sempre al dovere, pochissimo al piacere e all’utilità che ne deriva. Il nostro lavoro ha due orientamenti complementari. Il primo è attività di familiarizzazione con libro e lettura, possibilmente in chiave leggera. Cerchiamo di far comprendere con esempi concreti – vedi Letture bendate o Chi l’ha letto – che leggere non è un’attività noiosa riservata a poveri infelici ma riserva, invece, molte buone sorprese. Iniziative come “Giro d’Italia in 80 librerie” e “Letti di Notte” puntano a questo, oltre a sostenere immagine e rilevanza sociale di librerie e biblioteche. Il secondo è indurre alla lettura vera e propria. Stiamo organizzando decine di laboratori di lettura ad alta voce attraverso un progetto che si chiama “BookSound”. Esso è rivolto a studenti delle scuole secondarie inferiori e superiori. Si articola in quattro fasi, punta molto sulle capacità creative, organizzative, interpretative dei ragazzi, sulla loro propensione a socializzare e condividere, e si svolge lungo tutto l’anno scolastico. Trovate tutte le informazioni sul sito www.booksound.itgiro80_03

Avete riscontrato differenze nell’adesione e nell’interesse a questa manifestazione tra gli abitanti delle città del Nord e quelli delle città del Sud?

Abbiamo incontrato associazioni e iniziative eccellenti sia al nord che al centro e al sud. La capacità di aggregare persone è diffusa ovunque. E anche al sud l’offerta culturale non manca. A Bari c’è una biblioteca per bambini e ragazzi che programma iniziative di eccellente livello. A Foggia e Lucera librerie da leccarsi i baffi.  Certo, nelle città del sud si fatica maggiormente a vendere libri e le associazioni culturali dispongono di meno risorse.

Nel mutuo e fruttuoso scambio culturale, che un progetto del genere fisiologicamente presuppone, quanto pensate di esservi arricchiti voi organizzatori in termini di esperienze, incontri e confronti? 

Abbiamo imparato molto, scoperto milioni di cose che non conoscevamo, come sempre quando ci si mette in viaggio. Ora dobbiamo fare tesoro di tutto, riverberarlo nelle prossime iniziative coinvolgendo, appena possibile, le migliori realtà incontrate nelle prime due edizioni.

Quindi state già lavorando alla prossima edizione? Può darci qualche anticipazione?

Certamente. Ci siamo resi conto che ridurre il numero di tappe rispetto alla prima edizione del Giro ha permesso una miglior diffusione nel territorio del progetto. Nel 2016 prevediamo un percorso più breve e una cooperazione ancora più articolata con i territori che toccheremo. Al centro del progetto 2016 c’è il fiume Ticino, dalle fonti in Svizzera fino alla sua confluenza con il Po oltre Pavia. Il Giro farà rete in modo più efficace anche con le altre grandi iniziative di “Letteratura Rinnovabile”, “Letti di Notte”, la notte bianca della lettura che si svolge ogni anno il 21 giugno in 200 luoghi in tutta Italia e “BookSound”, che sostiene la lettura ad alta voce nelle scuole. Prevediamo, infatti,un loro maggior coinvolgimento: sono il terreno di partenza per cambiare il modo in cui la lettura viene percepita e incoraggiata.

Fonte: ilcambiamento.it

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