Vendemmia green: ecco la ricetta per un vino a basso impatto ambientale

unnamed

Anche in ambito vitivinicolo cresce l’attenzione degli operatori verso la sostenibilità, con maggiori risultati in termini di qualità. Un esempio d’eccellenza di questa strategia arriva dalla Cantina Josetta Saffirio a Monforte d’Alba (CN), nel cuore delle Langhe. Qui la vendemmia 2015 si tinge di “verde” grazie alle buone pratiche adottate per ridurre l’impatto ambientale della produzione del vino: dai trattori più leggeri per non pesare troppo sulla terra alla riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti, dal packaging sostenibile alla corretta gestione dei rifiuti.  “L’andamento stagionale fin qui favorevole e i rilievi che si stanno facendo inducono all’ottimismo sulla qualità del prodotto di quest’anno. A favorire tale situazione anche un cambiamento del modus operandi in viticoltura: al diserbo chimico sta subentrando sempre più la lavorazione meccanica per il controllo delle infestanti e la lotta ai parassiti avviene attraverso l’utilizzo della lotta integrata che vede notevolmente diminuito l’uso dei fitofarmaci”. Il quadro tracciato di recente da Coldiretti Piemonte conferma un orientamento che va diffondendosi anche in ambito vitivinicolo: la parola “qualità” fa rima con “sostenibilità”. Un esempio d’eccellenza di questo connubio arriva da Monforte d’Alba (CN), paesino nel cuore delle Langhe, dove la vendemmia 2015 si tinge di “verde”. Qui si trova la Cantina Josetta Saffirio, azienda vitivinicola che da tempo applica una filosofia di produzione orientata al green e al biologico. Sono tante la buone pratiche adottate da questa cantina per ridurre l’impatto ambientale del vino: dai trattori più leggeri per non pesare troppo sulla terra alla riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti, dal packaging sostenibile alla corretta gestione dei rifiuti speciali.

Rispetto per la terra

Il cambiamento dell’approccio in viticoltura non poteva che partire dal rispetto dall’elemento in cui le piante affondano le loro radici, la terra. E così, al posto di mezzi molto pesanti, la Cantina Josetta Saffirio ha scelto di utilizzare trattori prototipo più leggeri per non pesare troppo sul suolo, allo scopo di preservarlo. Questa, tuttavia, è solo una delle azioni adottate dall’azienda agricola per il rispetto dei campi: in parallelo viene eseguita una lavorazione non profonda del terreno prima della messa a dimora delle piante e, allo stesso tempo, si procede all’inerbimento totale del filare che riduce l’erosione delle acque superficiali.

Riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti

Il rispetto del terreno passa anche dalla riduzione dei prodotti chimici usati nei vigneti: un nuovo modo di concepire la lotta contro le malattie della vite rispetto al passato, quando a farla da padrona erano i fitofarmaci. Oggi, per il contrasto delle patologie delle piante, sempre più operatori scelgono di utilizzare solo prodotti ammessi in agricoltura biologica. Lo stesso ha fatto la Cantina Josetta Saffirio: a garantire questo impegno c’è la supervisione della CCPB per la Certificazione Biologica, a cui si aggiunge l’adesione della cantina a Tergeo, progetto europeo sostenuto dall’Unione Italiana Vini per la qualificazione delle soluzioni tecnologiche e gestionali in materia di sostenibilità nel settore vinicolo. Pochi mesi fa, infine, la cantina ha ottenuto la certificazione di sostenibilità EcoProWine.

Imballaggi a basso impatto ambientale

Un vino a basso impatto ambientale non poteva prescindere da un packaging concepito partendo dalla riduzione degli imballaggi. Il risultato finale è una bottiglia di vino con vetro più leggero (riciclato al 90%), tappo più corto e una confezione con meno cartone. Questo packaging green è frutto di una scelta accurata di partner, possibilmente a km zero, che condividono la filosofia perseguita dalla cantina: per le etichette è stata scelta Fasson, certificata FSC, per i tappi Amorim, da sempre impegnata nel rispetto dell’ambiente, e per le capsule Ramondin, che utilizza vernici all’acqua. Una scelta che si traduce in un risparmio sia per l’ambiente che per il consumatore.

Gestione corretta dei rifiuti

Ultimo, ma non per importanza, il capitolo degli scarti agricoli. Contenitori, olio esausto e batterie dei mezzi di lavoro: sono tutti rifiuti speciali che se non vengono gestiti in modo corretto, possono rappresentare un pericolo per l’ambiente. Per questo motivo, la Cantina Josetta Saffirio si è rivolta a “Cascina Pulita”, un consorzio specializzato che offre un servizio completo di raccolta, stoccaggio, smaltimento e valorizzazione degli scarti agricoli.

Chi è Josetta Saffirio

L’azienda agricola Josetta Saffirio ha sede a Monforte d’Alba in provincia di Cuneo nel cuore delle Langhe. Frutto di una tradizione che si tramanda dall’inizio del Novecento, l’azienda produce un vino Barolo premiato due volte con i “Tre Bicchieri” (annate ’88 e ’89) e con numerosi riconoscimenti internazionali. Oltre al Barolo, l’azienda agricola produce anche Nebbiolo, Barbera d’Alba e Rossese Bianco. Negli ultimi anni, l’azienda agricola ha intrapreso un percorso di rinnovamento nel segno della sostenibilità che la rendono un vero e proprio laboratorio di produzione vitivinicola a basso impatto ambientale.

Fonte: agenziapressplay.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...