L’autoproduzione intelligente

Mai come in questi ultimi tempi sta tornando in auge l’autoproduzione, complici anche la crisi, e quindi la minor disponibilità in denaro, e la coscienza crescente per la tutela dell’ambiente. E quando si parla di detergenti, ecco che anche la conoscenza è importante, per fare le cose bene e in maniera efficace.sapone_faidate_autoproduzione

Autoprodurre ciò che ci è necessario abbatte notevolmente i costi, riduce i rifiuti, ci dà la garanzia della qualità del prodotto perché sappiamo cosa utilizziamo; inoltre, cosa estremamente importante, dà molta soddisfazione! Così come per cucinare servono tre cose (lo studio, la pratica e la passione), lo stesso discorso vale anche per produrre saponi, detersivi e simili; è importante sottolineare l’importanza dello studio! In effetti, quando si prende coscienza dell’elevato impatto ambientale che ha la maggior parte dei detersivi e dei costi molto alti che hanno i detersivi eco-certificati, si può decidere di cercare in rete ricette per un fai da te economico, rapido e poco inquinante. Occorre fare attenzione. Se per non inquinare poi siamo costretti a buttare via la lavatrice o la lavastoviglie prima del tempo, oppure usiamo qualcosa di poco efficace che non lava ma che anzi peggiora la situazione, allora il nostro impatto ambientale ed economico sarà stato comunque eccessivo. Autoprodurre detersivi è fattibile e nemmeno particolarmente difficile una volta che ci si ha preso la mano, ma bisogna valutare molto bene le ricette. A questo proposito, ben preparata è senz’altro Sara Alberghini, laureata in chimica (indirizzo analitico-ambientale), che da un anno vive nell’ecovillaggio Solare di Alcatraz e autrice di una rubrica sul giornale online Cacao.

«Se una cosa, anche naturale o a basso impatto ambientale, viene utilizzata ma non funziona, allora inquina e basta” dice Sara. Il discorso verte soprattutto su tre ingredienti molto conosciuti: il bicarbonato, il sapone e l’aceto. «Il bicarbonato è una base debole ed è ottimo per tamponare l’eccessiva acidità gastrica, ma non igienizza, non sgrassa, non deodora e non rimuove il calcare. Questo perché viene utilizzato in soluzione, quindi molto diluito, mentre in realtà per agire avrebbe bisogno di essere puro o in soluzione satura, cosa che ovviamente in una lavatrice o in lavastoviglie non può avvenire dato il notevole quantitativo d’acqua immesso. E soprattutto non toglie il calcare, perché per questo scopo serve una sostanza acida, non certo il bicarbonato che è alcalino».

«Per quanto riguarda il sapone – continua Sara – meglio non scioglierlo in acqua per usarlo  in lavatrice in quanto nell’acqua, specie quella dura, sono presenti ioni di calcio e magnesio che vanno a legarsi al sapone formando sali insolubili che precipitano sui tessuti indurendone le fibre e ingrigendole. Inoltre, così diluito, sulle macchie non può avere una grande azione e quindi agisce più che altro da rinfrescante del bucato. Al sapone in soluzione va aggiunto un sequestrante (il citrato di sodio è facile da autoprodurre ed è ecologico) che ha lo scopo di sottrarre dall’acqua gli ioni calcio e magnesio in circolazione; poi eventualmente si può usare uno sbiancante a base di ossigeno (percarbonato di sodio o acqua ossigenata, ma non quella a 10 volumi che si trova in farmacia e che ha solo il 3% di ossigeno attivo), e infine, se si ha a che fare con macchie ostinate, oltre a pretrattarle, serve del tensioattivo, quindi si può usare un detersivo Ecolabel per i piatti».

Infine veniamo all’aceto: «Ottimo per condire l’insalata, viene utilizzato anche come ammorbidente per il bucato, come brillantante nella lavastoviglie, come balsamo per i capelli, ecc. Ma l’aceto, per svolgere efficacemente la propria azione anticalcare, va usato in quantità elevate perché contiene solo il 6% di acido acetico. A queste concentrazioni inquina, è corrosivo per i metalli e porta in soluzione il nichel contenuto nell’acciaio; a concentrazioni più basse, invece, è inutile. Molto meglio usare l’acido citrico, come ammorbidente in lavatrice, brillantante in lavastoviglie e anticalcare generale; vero che è più costoso, ma è 53 volte meno impattante dell’aceto (secondo gli studi di biodegradabilità realizzati conformemente ai criteri Ecolabel) ed è molto più efficace».

In conclusione, chi si vuole avvicinare all’autoproduzione di detersivi non si deve scoraggiare, occorrono criterio e buon senso. D’altronde, anche per fare una torta bisogna seguire una certa procedura e usare certi ingredienti, anche per le torte più semplici, sennò i risultati sono scadenti.

Fonte: ilcambiamento.it

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3 thoughts on “L’autoproduzione intelligente

  1. Ciao! ti scrivo perché guardando il tuo blog parli di cose molto belle e interessanti, perciò vorrei lasciarti un’articolo che ho scritto che potrebbe interessarti, e vorrei chiederti, in caso non ti interessasse se potresti condividerlo. Sarebbe un progetto per la costituzione di un ecovillaggio e stiamo cercando persone. Ci crediamo molto e spero ci aiuterai a fare un passa parola, grazie di cuore
    https://langolodelterzopiano.wordpress.com/2015/10/01/un-movimento-per-cambiare/
    E questo è il link di terranuova: http://forum.aamterranuova.it/cerchiamo-persone-o-progetto-gi-avvitato_topic6277.html
    Un grande abbraccio

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