Una grande marcia in Nicaragua per salvare la terra

Francisca Ramirez, coordinatrice del Consejo Nacional para la Defensa de la Tierra, el Lago y la Soberanía, annuncia: “A settembre terremo una grande manifestazione nella capitale nicaraguense a difesa dei contadini e della terra”, minacciati dalla costruzione del canale del Nicaraguacanale_nicaragua

Francisca Ramirez sta combattendo, insieme a intere cittadine e villaggi, contro la costruzione del canale del Nicaragua, un percorso navigabile tra il Mar dei Caraibi (Oceano Atlantico) e l’Oceano Pacifico approvato nel 2013 dal governo nicaraguense del presidente Daniel Ortega che ha dato una concessione cinquantennale (rinnovabile per altri 50 anni) al gruppo di Hong Kong guidato dal miliardarioWang Jing. Già a giugno 2013 30mila dimostranti hanno raggiunto la città di  Juigalpa per esprimere la loro opposizione al progetto. La Ramirez annuncia una grande marcia nella capitale a settembre che riprenda il successo della manifestazione tenutasi nel 2013. La cosiddetta legge 840 è stata redatta e approvata nel giro di una settimana, senza alcun emendamento e dà mano libera al gruppo HKND, di proprietà del miliardario Wang Jing.  Mónica López Baltodano, giovane avvocatessa nicaraguense, fa parte di un gruppo di 183 persone che ha presentato ricorso alla Corte Suprema del paese elencando 31 eccezioni di incostituzionalità nel passaggio di questa legge. Il progetto, spiegano gli oppositori, travolge e devasta terre, acqua, aree marittime e risorse naturali senza nemmeno compensazioni ambientali o economiche. Nemesia Mejia, uno dei cittadini di Punta Gorda, spiega come oltre 200mila persone dipendano, per esempio, dal Lago Nicaragua per l’acqua che verrà contaminata con la realizzazione del canale. Poi il tema dele coste: “La legge 840 calpesta tutti i diritti nei nicaraguensi a vantaggio del gruppo industriale asiatico, danneggia il nostro ambiente, l’economia e la nostra sovranità”. Il riferimento è al fatto che il gruppo HKND non potrà essere punito secondo la legge nicaraguense per eventuali violazioni e non si assume alcuna responsabilità per le ripercussioni sociali e ambientali. La costruzione del canale è iniziata nel dicembre 2014, costerà 50 milioni di dollari.  Nella primavera scorsa un gruppo di scienziati internazionali ha criticato aspramente il progetto. Oltre 250mila contadini perdono le loro terre e l’ambiente non si riprenderà più, dicono gli attivisti che accusano il governo di presidiare militarmente la zona per intimidire ogni protesta.

Fonte: ilcambiamento.it

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